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28 Gen 2026 03:55 - Senza categoria
Rybakina letale, Swiatek eliminata: Elena in semifinale
di Diego Barbiani
Elena Rybakina torna in una semifinale Slam all’Australian Open a tre anni di distanza dall’ultima volta, in quel 2023 in cui andò vicinissima al titolo e solo una grande Aryna Sabalenka la rimontò nella finale. Per la kazaka c’è un successo meritato contro Iga Swiatek, mai nemmeno considerato come un potenziale “upset” per quanto la numero 5 del seeding soltanto a Riyad avesse interrotto una serie di cinque sconfitte consecutive.
7-5 6-1 il punteggio finale, maturato in poco più di un’ora e mezza di gioco in cui è parsa dilagare una volta sfondata la diga che aveva di fronte, con un secondo parziale in cui è stata quasi ingiocabile al servizio contro un’avversaria colpita da un primo parziale in cui aveva dato tantissimo e raccolto nulla. Sarebbe stata una circostanza diversa avesse Swiatek vinto il set d’apertura? Non è detto, perché la prospettiva di tre set di quella portata rimaneva molto elevata. È però, per lei, una sconfitta forse frustrante perché arrivata nella giornata probabilmente migliore del suo torneo. Era scesa in campo per fare bene, mettendo da parte incertezze e altalene, riuscendo ad avere buon margine nei colpi e non farsi prendere dalla foga di dover esagerare per gestire le tante difficoltà che costantemente Rybakina (in carriera) è capace di darle.
Forzava con la seconda palla, tanto da avere una velocità media più alta (145 chilometri orari contro 136, dato conclusivo), ma era anche un qualcosa di dovuto, causato dalla consapevolezza che ogni misura sotto i 135/140 chilometri orari potesse voler dire punto perso. Di fatti, nel secondo parziale tra scoramento e difficoltà a reggere il campo, i valori su quell’aspetto sono crollati a un misero punto vinto.
Nei fatti, ci si aspettava questo per quanto era stato il mese di entrambe. Rybakina è arrivata a Melbourne con la scia dei successi di fine 2025 e mesi di lavoro positivi, col vantaggio della superficie e di quei tanti casi in cui Swiatek per batterla si è dovuta spingere oltre il limite. Iga, per gestirla, deve essere in uno stato di fiducia e rendimento ben più elevati di tutto quanto si era visto nelle sue prime uscite stagionali e ribaltare completamente il trend in una giornata era impresa ardua. Le sue possibilità vere, probabilmente, erano di cogliere ogni singolo, minuscolo, momento, qualcosa che dopo i primi due turni di risposta non ha più avuto a disposizione. La partita è così proseguita su bei punti e tanto equilibrio fino al 5-5, dove Rybakina ha concluso un game al servizio molto rapido e, dopo il cambio campo, ha colto al volo la sua occasione. In un brutto passaggio a vuoto, dal 30-0 la polacca ha perso tre punti consecutivi perdendo un po’ il filo tra equilibrio e propositività e mettendosi in una posizione di grande pericolo, finendo per cedere il set alla seconda occasione concessa.
Elena è partita, senza più guardarsi indietro. Sette ace solo nel secondo set, su 25 punti giocati (e 17 vinti, vuol dire partire automaticamente da 30-0), immediato break del 2-0 confermato subito dopo e allungo decisivo che le ha consegnato le chiavi per le semifinali. Swiatek invece è rimasta un po’ a metà del guado: sembrava costretta a una sconfitta forse ancor più pesante, ha fatto vedere cose buone e altre molto buone per quasi un’ora di gioco, ma alla fine una delle avversarie che più di tante le ha dato problemi in carriera fin qui anche oggi ha finito per avere la meglio con una seconda parte di gara dominante. E per lei c’è sempre il pallino di dover trovare più fiducia al servizio contro avversarie che con certe caratteristiche hanno molta facilità nel mandarla subito in affanno. A prescindere dal momento storico della carriera.