Paolini, occasione d’oro

Jasmine Paolini ha di fronte a sé un’occasione d’oro, e per quanto una persona possa essere scaramantica non può far finta di nulla.

La toscana ha cominciato l’Australian Open con una partita pressoché inutile a qualsiasi giudizio considerevole, perché il 6-1 6-2 ad Aliaksandra Sasnovich non ha detto nulla più di quanto già non si sapesse: le gambe girano bene, i colpi ci sono e qualitativamente lei vale molto più ora di un’avversaria che è in una fase di carriera ormai ben diversa e si è evidenziato quanto, in confronto, vada sempre alla stessa velocità e i propri colpi non abbiano granché in termini di controllo ed efficacia.

L’Australian Open della numero 7 del seeding, dunque, ora si presenta così: secondo turno contro Magdalena Frech o Veronica Erjavec, terzo turno dove la testa di serie è la giovanissima (e inesperta, a livello Major) Iva Jovic, recente finalista a Hobart e campionessa al WTA 500 di Guadalajara a settembre, e nell’ottavo di finale eventuale una tra Elsa Jaquemont, Yulia Putintseva, Zeynep Sonmez e la vincente tra Anna Bondar ed Elisabet Mandlik.

Ognuno ha diritto a pensarla come vuole, lei stessa avrà l’obbligo di tenere altissima l’attenzione, ma in questo momento il pericolo più grande è rappresentato da una Putintseva che come vuole il detto “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, dove anche oggi si è esibita in uno dei suoi show in cui è entrata talmente tanto nella testa dell’avversaria che l’ha distrutta psicologicamente prima ancora che in campo, vincendo in quasi tre ore (3-6 7-5 6-3) cotnro Beatriz Haddad Maia. Le teste di serie qui sono cadute in malo modo: Marta Kostyuk (n.20) ha perso la prima partita femminile nella storia dell’Australian Open a disputarsi sulla durata di tre tie-break contro Elsa Jaquemont (6-7 7-6 7-6) in un match dove ci sono state varie altalene, entrambe hanno sciupato un match point prima dei rispettivi tie-break e l’ucraina rispetto alla versione scintillante e aggressiva di Brisbane si è “persa” in una partita dove nervi e fatica sono emersi già da metà del secondo parziale e verso la fine del terzo set si è pure impuntata la caviglia a terra, perdendo completamente mobilità e azione negli ultimi game e nel tie-break conclusivo.

Per lei, che da cinque anni riusciva comunque a passare l’esordio a Melbourne, è invece una delusione enorme. L’inizio anno aveva portato una settimana da sogno nel Queensland, ora invece è probabilmente la notizia più negativa assieme a Ekaterina Alexandrova (n.11) sua potenziale rivale a inizio torneo nel terzo turno. Lei, oltretutto, veniva dalla miglior stagione della carriera con anche un passaggio in top-10 sul finire di ottobre e oggi ha buttato al vento la partita contro la qualificata Sonmez, sospinta a gran voce dai tanti tifosi turchi presenti sull’Arena 1573: rimonta da 2-5 nel primo set, rimonta da 0-3 nel set decisivo, 7-5 4-6 6-4.

Paolini, fresca di collaborazione con Sara Errani regolarmente presente nel suo box, non guarderà proprio così avanti e predicherà calma, come già trapelato in parte dalle dichiarazioni post gara odierna: “Sì, guarda, credo che fosse una partita non semplice sulla carta, perché lei è una giocatrice che può giocare molto bene a tennis, si era qualificata e il primo match sulla Rod Laver… erano varie condizioni che potevano rendermi un po’ più tesa. Invece sono contenta di come ho affrontato questo match, da quando sono entrata in campo mi sentivo abbastanza bene fin da subito. Ho cercato di mantenere questa sensazione per tutto il match, di tenere l’attenzione alta per non calare mai. Sono contenta di come ho giocato, credo di aver sbagliato poco, ho messo tante prime, quindi è stato un match solido”. Insomma, piedi ben saldi a terra, e non potrebbe essere altrimenti nel classico gioco delle parti. La realtà che sembra emergere, però, vuole una Jasmine che possa far valere al massimo il proprio status negli ultimi anni divenuto superiore a tante possibili, scomode, mine vaganti nella giornata singola.

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