A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
21 Gen 2026 14:42 - Senza categoria
Paolini avanti di tenacia, le altre big ancora senza veri ostacoli
di Diego Barbiani
A Melbourne Park è passata un’altra giornata dove nel tabellone di singolare femminile le sorprese sono state minime, se non proprio zero, e i momenti migliori si sono avuti nel concitato terzo set tra Karolina Muchova e Alycia Parks.
Eravamo nell’Arena 1573 e la statunitense aveva vinto il primo set 6-4, salvo poi non completare la rimonta nel secondo (perso a sua volta 6-4) e arrivare vicinissima al pareggio nel parziale decisivo condizionato da freddo, vento, pioggia e nervosismo di Muchova, protagonista a sua volta di un “hindrance” per aver esultato in anticipo su un rovescio lungolinea che credeva vincente e su cui invece Parks ci ha messo la racchetta (eravamo 2-1 per lei, col servizio a disposizione, e 40-40).
Karolina, ma non sarà la sola, è parsa piuttosto nervosa in campo. Il nuovo coach Sven Groeneveld, in tribuna, a tratti le suggeriva anche di lasciare perdere i game in risposta quando era avanti di un break per recuperare energie (soprattutto mentali) al cambio campo. Ha sempre però viaggiato in bilico, non riuscendo a sfruttare un triplo match point consecutivo in risposta sul 5-3 e vedendosi aprire il turno di battuta sul 5-4 subendo un pesante vincente dalla rivale. Pur con tanta fatica, ha saputo chiudere la contesa lasciandosi andare a quel punto a un urlaccio a scacciare vari fantasmi in uno Slam dove non passava il secondo turno dal 2021, anno in cui giunse fino alla semifinale.
Un’altra che ha esultato liberando tanta gioia mista a tensione è stata Jasmine Paolini. La numero 7 del seeding ha battuto Magdalena Frech 6-2 6-3 e per quanto il punteggio faccia pensare a una giornata relativamente agevole, la polacca ha avuto palla game in 14 dei 17 game disputati. Si è giocato tutto nei momenti cruciali e Paolini aveva bisogno di rimanere molto concentrata in una giornata dove non era contenta di se stessa e dei tanti errori che commetteva. La partita è iniziata su un campo privo del tetto, nel freddo della sera inoltrata e col vento che sospingeva nuvole cariche di (tanta) acqua. Dal 4-1 e servizio fino al 6-2 Paolini il gioco si è interrotto almeno tre volte, l’azzurra ha perso il ritmo, e infine l’arbitro ha deciso all’ennesimo pesante scroscio di farle rientrare negli spogliatoi. Poco dopo, gli organizzatori han spostato la partita su uno dei tre campi principali, provvisti di tetto, e nei primi game Jasmine sembrava nervosissima, non adattandosi particolarmente a condizioni completamente diverse.
Frech faceva male soprattutto quando cambiava col proprio dritto sul lungolinea, l’azzurra invece sbagliava sia nei recuperi sia nei tentativi di spinta ma, anche con un po’ di fortuna, la situazione non si è fatta negativa perché nei primi quattro game è riuscita comunque a prendere subito margine. Nuovi break e controbreak segneranno la fase centrale, ma Frech non riuscirà nell’aggancio sul 4-4 e l’urlo potente della toscana sul passante di rovescio del nuovo break per il 5-3 spaccherà definitivamente la situazione.
Bene, molto bene l’approdo al terzo turno senza trascinarsi in campo oltre il dovuto, ma la Paolini di oggi deve trovare il modo di approcciare diversamente la prossima partita. Palleggiava forse troppo, e i tanti errori probabilmente non l’avrebbero tenuta alla larga da guai più concreti contro la Iva Jovic vista sulla Rod Laver Arena. La tennista statunitense, 17 anni, ha impressionato. Era di fronte a un’avversaria magari gestibile (Priscilla Hon), ma a fine partita aveva un sorriso enorme sul volto perché il suo stare in campo nella prima sessione serale della carriera in uno Slam l’ha vista solidissima da fondo campo e soprattutto faceva tanto male col dritto riuscendo spesso a colpire in anticipo e far perdere campo alla rivale, allontanandola dalla riga di fondo e potendo fare quello che voleva. E fin qui in stagione ci sono già sette parziali vinti per 6-0/6-1 rispetto ai sei di tutto il 2025. È un po’ l’intrusa tra le teste di serie, tra la giovanissima età e la zero esperienza in tornei di medio/alto livello, ma un’altra prestazione simile e potrebbe anche dare filo da torcere serio all’azzurra. Non di meno, Andy Roddick l’ha pronosticata nel quarto di finale contro Aryna Sabalenka al momento del classico (per fan e opinionisti) gioco di previsioni sullo sviluppo del tabellone.
Per il resto, ancora una volta, poco o nulla da segnalare su tutta la giornata per le big. Aryna Sabalenka non poteva avere problemi contro la qualificata Zhaoxuan Bai, sconfitta 6-3 6-1, come anche Coco Gauff che pur facendo ancora un set con problemi al servizio (4 doppi falli e un solo punto vinto con la seconda palla) ha comunque superato Olga Danilovic 6-2 6-2. Punteggio netto, stavolta, anche per Mirra Andreeva (6-0 6-4 contro Maria Sakkari) che è parsa gestire tanto bene la palla contro la greca. La nota negativa, semmai, è che la sconfitta di Emma Raducanu contro Anastasia Potapova (7-5 6-3) ha privato il torneo del terzo turno migliore possibile nel tabellone contro la numero 1 del mondo.