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31 Gen 2026 12:10 - Senza categoria
Impresa Rybakina: suo l’Australian Open, Sabalenka sconfitta
di Diego Barbiani
[5] E. Rybakina b. [1] A. Sabalenka 6-4 4-6 6-4
Elena Rybakina ha vendicato il 2023, capovolgendo quasi interamente il corso del terzo set di allora e ribaltare l’esito di una finale che sembrava interamente trascinata verso la sua rivale. Aryna Sabalenka, invece, per il secondo anno consecutivo ha visto svanire il sogno di tris all’Australian Open con un terzo set che sarà colmo di rimpianti per lungo tempo. Lo scorso anno non riusciva a far emergere le difficoltà che Madison Keys aveva negli spostamenti, con la statunitense anche provata dalle fatiche dei turni precedenti, e sul 5-6 fece un paio di errori cruciali al servizio. Oggi, dal 3-0 nel set decisivo, le è sparito il servizio e si avvertiva negli scambi da fondo la grande tensione che le stava prendendo.
Rybakina, che sembrava a un certo punto non più in grado di risalire, ha invece meritatamente rimontato la situazione fino al 6-4 4-6 6-4 per il secondo titolo Slam della carriera dopo Wimbledon 2022. Soprattutto, ha ribadito ancora una volta la superiorità rispetto alla rivale nelle finali avendone vinte quattro consecutive su cinque giocate. L’unica volta in cui non si è imposta, guarda caso, fu proprio in quella giocata a Melbourne ormai tre anni fa. E l’obiettivo Slam per lei sembrava essersi allontanato dopo tutti i problemi recenti, ma ormai va rimarcata con grande forza la risalita iniziata concretamente in autunno lo scorso anno e, dopo le WTA Finals ha ribadito la propria superiorità sulla numero 1 del mondo con un grande successo in finale nel primo Major del 2026.
Vinto il primo set grazie a un break nel primo game, Elena non aveva numeri davvero entusiasmanti al servizio con pochi ace e una percentuale di prime palle in campo sotto al 50%. Le sue qualità con quel colpo però sono talmente alte, e superiori alla rivale, che i punti ottenuti erano comunque tali da ribaltare a proprio favore quei dati. Soprattutto perché è stata glaciale sul 4-3 quando dal 15-40 ha infilato quattro punti consecutivi per bloccare l’unica (mezza) chance concessa nel parziale. E ancora una volta, probabilmente, si è vista la differenza tra la sua fluidità nei movimenti e negli impatti e quella più muscolosa di Sabalenka, tanto da far pensare che un po’ abbia influito anche quello. La kazaka sentiva tensione, ma riusciva a sciogliere i muscoli e avere sempre un movimento poco “scattoso”, al contrario di una rivale che ha fatto alcune altalene di troppo. E raramente si vedeva Aryna così in affanno sulla diagonale di dritto come quando tentava un cambio col rovescio lungolinea ma non solo Rybakina arrivava sulla palla ma la rigiocava tesa e profonda, togliendole il tempo.
Le dinamiche erano tali che la numero 5 del seeding aveva un po’ di vantaggio, ma al primo calo vero poteva cambiare tutto. E infatti non ha trovato la chance di break sul 3-3 pur rientrando da 40-15 a 40-40 complici problemi alla battuta della rivale, e a sua volta al servizio sul 4-5 ha giocato il game peggiore della sua partita. Sabalenka, coi piedi dentro al campo in risposta per le varie seconde palle, le aveva causato un brutto errore sul primo punto e aveva trovato la riga col dritto per l’immediato 0-30 tramutato in break e pareggio sul set pari. Nel terzo, sfruttando l’ottimo momento, ha subito preso un bel vantaggio ma dal 3-0 si è spenta. Sul 3-1 ha cominciato a calare l’efficacia del servizio, si sono avuti i primi errori non forzati, con Rybakina invece bravissima a ritrovare efficacia sulle diagonali e ribaltare la situazione col break del 3-2. Giochi completamente riaperti con l’aggancio sul 3-3 e durissimo game per Sabalenka, di nuovo in affanno fino al 15-40, senza superiorità a sinistra e forse troppo in attesa a destra, che buttava via un nuovo game e finiva indietro.
Fermava l’emoraggia di game sul 3-5, ma sul 4-5 non è riuscita a trovare il varco di un nuovo break. Rybakina cominciava malissimo con una prima di servizio fuori di due metri e mezzo, a notare tensione, e i piedi erano fermi in quel punto dove non era messa bene e non poteva fare il cambio lungolinea che serviva, colpendo invece un nuovo colpo incrociato in mezzo alla rete. Sembrava l’inizio di qualcosa di grave per lei, e invece sullo 0-15 ha trovato il coraggio di giocare un cambio ben più difficile del precedente e riuscendo a trovare gli ultimi centimentri. Sul 15-15, invece, il continuo scambio incrociato le ha dato una palla più comoda su cui col rovescio ha spaccato l’equilibrio e, pur subendo una risposta vincente sul 30-15, ha trovato due prime vincenti (ace a uscire sul match point) che le hanno dato la gloria.
È un’impresa per lei, perché sul 3-0 Sabalenka c’era forse poco e poco tempo a cui aggrapparsi. Per Sabalenka invece, pur comportandosi meglio, in campo, di altre varie situazioni (compresa la finale di Melbourne dello scorso anno) ha finito comunque con una delusione enorme, ben visibile sul volto prima e durante la premiazione. Il 2026, pur con tutti i propositi di fare meglio, è cominciato per lei nello stesso modo di 12 mesi fa.