Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
Jannik Sinner battendo Novak Djokovic non si sarà ancora qualificato per le semifinali delle Finals di Torino ma senza dubbio ha preso la laurea. Non sarà uno slam, non avrà battuto Nole 3 su 5 (che come sappiamo è un altro sport) ma sfata un altro tabù: non aveva mai vinto contro il serbo, anzi non aveva vinto un set a Wimbledon, ora ha vinto una partita.
Una sfida durissima, tra l’altro, durata più di tre ore e finita al tie break del terzo, dove Jannik ha dominato: vedere Djokovic perdere un tie decisivo, diciamo che non è roba da tutti.
La partita è finita 7-5 6-7 (5) 7-6 (2) ma è stata molto, molto di più di questo. E’ stata la dimostrazione che in questo momento, almeno in indoor, Sinner è forse il miglior giocatore al mondo, roba che fino a qualche mese fa era impensabile. Dalla sconfitta contro Sasha Zverev negli ottavi di finale degli Us Open sembra passato un secolo.
Sinner è stato perfetto, e la partita poteva chiudersi anche prima se Djokovic (non perfetto, nervoso, non ne suo formato migliore) non avesse avuto un sussulto da campione sul 4-2 e servizio Sinner nel terzo set. Il numero uno del mondo non ha mai dato la sensazione di poter scappare via, di dominare la partita, di essere implacabile come suo solito. Merito anche, soprattutto, di Sinner, che a sua volta sta diventando sempre più un Djokovic prima maniera.
Adesso Jannik per non rischiare deve comunque battere Rune, nell’ultima giornata, perchè una sua sconfitta potrebbe incredibilmente rovinare tutto. Djokovic, invece, rischia: dovrà affrontare Hurkacz, giocatore in formissima che giocherà totalmente senza pressione (da subentrato a Tsitsipas) e sa tra l’altro che Sinner e Rune hanno il suo destino in mano. Mica male, eh?
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