Kasatkina contro l’ostracismo di Putin: “Ho una ragazza. Cosa voglio? Che finisca la guerra”

photo credit: @Jimmie48/WTA

Daria Kasatkina, in una lunga intervista apparsa in questi giorni su YouTube, ha tracciato una riga sulla sua storia personale.

Un anno fa, al microfono della giornalista Sofya Tartakova, rivelava tra mille frasi a effetto che da un po’ di tempo non riusciva più a trovare la scintilla in una relazione con un uomo e si sentiva pronta, forse, a provare un’esperienza diversa raccontando di avere spesso maggior contatto e sensibilità con le persone dello stesso sesso.

Ora, in questo momento storico così duro e probante per tanti motivi, Kasatkina ha fatto un passo avanti di una importanza e pesantezza che forse per noi, nell’occidente europeo, vorrà dire poco. Per lei, russa, e consapevole delle conseguenze pesanti a cui rischia di andare incontro, è tanto importante.

Daria ha di fatti ufficializzato la relazione con una ragazza, parlando in maniera molto aperta di quali possano essere i problemi per persone gay in un paese come la Russia. Soprattutto in questo periodo, con Vladimir Putin che ha di fatto inasprito alcune leggi contro l’omosessualità. La legge di fatto approvata all’unanimità dalla Duma nel giugno 2013 e promulgata poche settimane dopo: l’obiettivo ufficiale è quello di proteggere i bambini da un qualcosa che possa contraddire i criteri della famiglia tradizionale, di fatto però portando alla repressione ogni persona che diventava facile vittima di violenze per la sua identità. Ora lo stesso Putin vuole ampliare la propaganda anti-gay a tutte le età.

“Giusto per chiarire, visto che quanto starai per dire causerà enorme interesse (in patria, nda): tu hai una fidanzata?”
“Sì”
“Pensi sia ok che questo argomento sia tabù in Russia?”
“Tantissimi argomenti sono tabù in Russia. Alcuni di questi molto più importanti del nostro, dunque non è una sorpresa. Questa cosa che qualcuno voglia essere gay o diventarlo… è ridicolo, penso non ci sia cosa più facile al mondo che essere eterosessuale. Davvero, se ci fosse una scelta, nessuno diventerebbe gay. Perché allora si vuol rendere la vita così difficile? Soprattutto in Russia. Per quale ragione?”
“Quando sarà ok tenersi per mano in pubblico, in Russia?”
“Mai”
“Proprio mai?”
“A giudicare da come stanno andando le cose, mai. Abbiamo avuto un periodo forse più positivo, circa quando c’erano i Mondiali di Calcio e forse eravamo più a contatto con l’Occidente. […] Vivere nell’ombra è impossibile, per tanto tempo. Sta quindi a te scegliere quando rivelarti e come farlo. Alla fine, vivere in pace con te stesso è l’unica cosa che conta. E si f***ano tutti gli altri”

Altrettanto importante, e pesante nel suo contesto, il duro messaggio che Kasatkina rilascia alla domanda su che cosa vorrebbe di più in questo momento: “Che la guerra finisca”. Ricordiamo, sempre, che da quando è partita l’invasione della Russia in Ucraina il Cremlino si è sempre esposto molto duramente contro manifestanti e oppositori dell’azione militare, addirittura emanando una legge che condannava fino a 15 anni di reclusione chiunque usasse la parola ‘guerra’ per quella che hanno da sempre definito un’operazione speciale.

Daria, dicendo chiaramente quella parola, si è opposta a tutto ciò che la Russia vuole far credere al mondo.

“Non c’è stato un momento da quel 24 febbraio che non ho letto news sulla vicenda, o che non abbia pensato a quanto sta avvenendo. Davvero, non ho alcun legame con quanto sta succedendo. Non sono stata colpita da questo, se non a Wimbledon. E comunque quella era una str***ata, se consideri cosa sta avvenendo nel mondo. Io stessa penso troppo a tutto ciò. A quello che le persone stanno vivendo lì, a chi ha parenti in Ucraina. […] Non posso immaginare che cosa stiano attraversando, è un incubo a occhi aperti. Se solo potessimo fare qualcosa per fermare tutto ciò, anche una piccolissima cosa… Non cambiare la mente delle persone, solo fermare tutto ciò. Io farei di tutto, senza pensarci, ma sfortunatamente non posso”.

L’intervistatore qui le ha chiesto se non possa temere che queste dichiarazioni potranno costarle la propria casa e i propri beni in Russia: “Non sei preoccupata che esponendoti così per esempio potresti anche non poter più tornare in Russia?”

“Sì, ci ho pensato” e a quel punto Daria, con gli occhi sempre più gonfi, si è lasciata andare a un pianto che può avere vari significati: il liberatorio, per aver tirato fuori qualcosa che le ha provocato tanto stress, e preoccupato, perché ora cambieranno tante cose per lei.