Australian Open: Osaka comincia la difesa del titolo, Barty vola da Bronzetti. Ok Azarenka, crollano Gauff e Kenin

[13] N. Osaka b. C. Osorio 6-3 6-3

Naomi Osaka è tornata all’Australian Open, torneo che ha vinto due volte negli ultimi tre anni e da dove vuole ricominciare a essere tennista vera dopo il periodo orribile avuto nella seconda metà del 2021. Sarà un torneo per lei particolare, perché ha una testa di serie mai così bassa in uno Slam dallo US Open 2018, nascosta nel tabellone solo fino a un certo punto, però, perché di fatto inserita nell’ottavo più pericoloso e duro che ci sia, con molte insidie per lei che potrebbero presentarsi già in un eventuale terzo turno sia contro Belinda Bencic sia contro Amanda Anisimova.

Un passo alla volta, però. La giapponese aveva rivelato alla stampa che qualcuno nei giorni scorsi le aveva accennato di una zona di tabellone con vicina Ashleigh Barty e lei, in replica: “Calma, è lunga”. Vuole prendere tutto un passo alla volta, scaramanzia di tante ma per lei ora necessario a crescere. Oggi per esempio non conosceva nulla della sua avversaria, lo ha candidamente ammesso nella piccola intervista con Jelena Dokic in campo, ma ha detto di essere rimasta esterrefatta dal modo in cui gioca. Ed è la sensazione un po’ comune quando c’è Maria Camila Osorio, ora divenuta semplicemente “Camila Osorio”. Ragazzina colombiana che incarna magnificamente lo spirito sudamericano riuscendo a sopperire a un importante deficit in potenza con un carattere e una combattività di altissimo valore.

Sembrava potesse esserci una mattanza sportiva, l’ha resa una partita più che valida malgrado poi il punteggio finale dica 6-3 6-3 Osaka. La stessa Naomi ha sentito quanto abbia dovuto chiedere al proprio gioco oggi per evitare noie ben più importanti. E dai primi cinque game era tutto così facile, mettendola sul braccio di ferro da fondo, che quanto successo dal 5-0 Osaka non era quasi immaginabile. La giapponese si è rilassata in risposta, Osorio ha tolto lo zero pesante dalla sua casella, e da quel momento lei è rinata. Naomi tentennava ancora, non era molto centrata. Un doppio fallo sul 15-15 e un errore goffo a rete sul 30-30 venivano comunque accompagnati da sorrisi e sensazione di grande rilassatezza. Di là però l’avversaria cresceva, rispondeva bene e recuperava uno dei due break di ritardo. Per la carica di Osorio sembrava fossero 5-5 al tie-break decisivo.

La colombiana ha tenuto agevolmente la battuta per il 3-5, i suoi incitamenti erano ora importanti e una parte del pubblico con la maglia della nazionale sudamericana aveva preso a incitarla a gran voce. Osaka era ora in una fase delicata. Ha dovuto chiedere enorme apporto alla sua prima di servizio: si è vista subire la risposta lungolinea di rovescio del 15-40, nel nono game, ed è stata due volte a dilapidare l’enorme margine iniziale salvandosi, però, sempre col colpo di inizio gioco. Quattro punti di fila ed enorme sospiro di sollievo.

Osorio di fatto non ha potenza, o almeno non aveva nulla in quel senso che la potesse aiutare contro Osaka, ed era tutto parte della sua qualità di lottatrice, di muovere il gioco col rovescio affidandosi a qualche slice. Naomi ha cercato tanto la via della rete, rispetto ai suoi standard, dopo aver ammesso nei giorni scorsi che questo vuole essere un suo proposito per il 2022. Nelle fasi più delicate questo obiettivo è stato messo da parte, e per pareggiare i conti sull’1-1 del secondo set ha dovuto faticare ancora parecchio. Altre due palle break annullate e solo alla terza chance arrivava il punto definitivo. Nel turno di battuta successivo, il pasticcio che ha condannato la colombiana: il servizio è sparito all’improvviso e sono arrivati ben tre doppi falli consecutivi. Osaka ha brekkato, ha preso margine pur rimanendo sempre con enorme attenzione perché se il punteggio diceva 3-1, 4-2, la realtà era che nei game era sempre in lotta. E ugualmente nell’ottavo game, dove per uscirne intatta ha approfittato di un grave errore di esecuzione dell’avversaria che sul 15-15 ha messo lungo uno schiaffo al volo giocato col dritto nei pressi della rete.

Ha tenuto quel game e sul 5-3 è andata all’attacco in risposta, chiudendo subito e al secondo turno affronterà Madison Brengle, che ha approfittato del ritiro di Dayana Yastremska sul 6-1 0-6 5-0.

[1] A. Barty b. L. Tsurenko 6-0 6-1

Un punteggio molto vicino alla prova perfetta dell’esordio all’Australian Open 2021, una prova forse più vicina alla partita di primo turno dell’Australian Open 2020. Questo il, contorto, commento alla prestazione di Ashleigh Barty, la numero 1 del mondo che per il terzo anno consecutivo inizia lo Slam di casa tra le favorite assolute alla vittoria finale. Il suo percorso è sempre da monitorare per tutta la questione di pressioni e aspettative che vengono gonfiate all’inverosimile, ma stasera era importante per lei cominciare bene, entrare nel torneo, e gestire il match.

Il punteggio dirà 6-0 6-1 in suo favore contro Lesia Tsurenko in 50 minuti di gioco, ma ci sarebbero stati diversi momenti che potevano girarle contro. Un po’ di blocco c’è stato, soprattutto nei primi tre game dove il dritto era completamente da resecare e si vedeva quanto sentisse l’esordio in un torneo che per lei rappresenta sempre il massimo di quanto può chiedere alla sua carriera, al pari forse solo con Wimbledon. Tre game che potevano essere persi se non fosse per la sua mano così educata che spesso l’ha aiutata tra volèe basse, dritti ad alto rischio in uscita dal servizio sulle palle break o ace a togliersi d’impaccio.

Rotto il ghiaccio, non ha comunque messo le marce alte. È rimasta in gestione, tanto bastava stasera per portare il match a casa senza affanni. Qualche punto fatto bene, qualche errore un po’ banale. Non è oggi che si decide tutto, e il tabellone le offre un’altra qualificata al secondo turno, la nostra Lucia Bronzetti sulle ali di un entusiasmo enorme e che sarà attesa ora da una prima volta contro una top-10, in uno Slam, quasi certamente sulla Rod Laver Arena. Per lei sarà un sogno, per Barty una chance di cominciare a fare di più. È in una porzione di tabellone scomodissima, perché al terzo turno potrebbe avere Camila Giorgi e poi eventualmente al quarto una tra Naomi Osaka, Belinda Bencic e Amanda Anisimova. È il sorteggio più sfortunato di questi anni, questo ha poche chance di essere ribattuto.

A. Anisimova b. [Q] A. Hartono 2-6 6-4 6-3
[22] B. Bencic b. K. Mladenovic 6-4 6-3

Salva per miracolo Amanda Anisimova, che dovrà ringraziare la buona sorte se è uscita vincente da una giornata per lei pessima contro la qualificata Arianne Hartono, a un certo punto avanti addirittura 6-2 4-2 e 0-30. L’olandese, di origine indonesiana, era al primo torneo Slam della carriera dopo aver di fatto cominciato a giocare abbastanza “tardi” per aver privilegiato gli studi universitari (è laureata in psicologia) ma dimostrando buone qualità con un ranking in continua ascesa e ormai prossima alla top-150. Il problema, però, è che oggi la statunitense era lontanissima parente di quella vista in campo una settimana fa.

Lei per prima se ne accorgeva ed era piuttosto scontenta. Poi il momento più delicato è girato a suo favore. Ha tenuto quel turno di battuta per il 3-4 ma nel game successivo ha sprecato ancora tanto facendosi riprendere da 0-40. Ha ottenuto una quarta palla break ma Hartono aveva spinto bene sul lungolinea, perdendosi però sul successivo schiaffo al volo messo appena lungo. Aveva cominciato a pensare al momento, e da lì per lei sono stati guai. Anisimova, pur senza brillare, si è presa il secondo set ed è rientrata per due volte da un break di ritardo nelle prime fasi del terzo. Ha sciupato ancora tanto sul 3-2 con Hartono che tornava a tenere un game al servizio dopo quattro break, ma sul 3-4 non si salvava alla terza chance concessa, ormai molto tesa e con l’atteggiamento di chi voleva liberarsi del punto appena possibile.

Celebrazione molto contenuta per la statunitense dopo l’ultimo punto, consapevole che servirà ben altro per provare a fare strada qui a Melbourne, soprattutto perché al prossimo turno avrà la numero 22 del seeding Belinda Bencic, che si è liberata 6-4 6-3 di Kristina Mladenovic.

Altri incontri

Esordio abbastanza agevole per Elina Svitolina, che si è imposta 6-1 7-6(4) contro Fiona Ferro. L’unico pericolo per l’ucraina è stato quando ha dovuto rispondere per evitare il terzo set, sul 5-4 e servizio per la francese che però non è mai stata vicina a chiudere il parziale. L’ex numero 3 del mondo è rientrata e al tie-break si è presa la vittoria che la porta al secondo turno contro Harmony Tan, impostasi un po’ a sorpresa contro Yulia Putintseva (6-3 6-3).

Avanza al secondo turno anche Maria Sakkari, che ha battuto 6-4 7-6(2) Tatjana Maria. Per lei adesso c’è la mina vagante cinese Qinwen Zheng, passata dalle qualificazioni e che ha vinto il primo match in carriera in un tabellone Slam superando Aliaksandra Sasnovich 6-3 1-6 7-6 e il super tie-break decisivo chiuso 10-5 in proprio favore dopo aver esultato al raggiungimento del settimo punto, dimenticandosi che qui in Australia si deve arrivare un po’ più in là.

Tra le altre notizie, Ons Jabeur è stata costretta a dare forfait per lo stesso problema alla schiena che l’ha portata al ritiro a Sydney. Era testa di serie numero 9, al suo posto entra la lucky loser rumena Irina Bara. Brutto colpo per Jabeur, che perderà così 430 punti in classifica, frutto dei quarti di finale del 2020.

Victoria Azarenka lascia appena quattro game a Panna Udvardy, tennista ungherese classe 1998 alla prima uscita Slam in carriera tra le grandi, battendola per 6-3 6-1. La notizia negativa di giornata è l’uscita, molto sorprendente, di Cori Gauff che forse per la prima volta è vittima di una prestazione molto negativa in un torneo Slam. La numero 18 del seeding viene eliminata 6-4 6-2 contro Wang Qiang, vittima di un 2021 terribile e crollata oltre le prime 100 del mondo, avendo poi perso nelle qualificazioni i suoi primi match della nuova stagione nel circuito WTA. Oggi, la ragazzina classe 2004 ha sbagliato quasi tutto fin dall’inizio, venendo intrappolata nella rete di scambi lunghi e regolari dalla sua avversaria, perdendo spesso le misure del campo e irrigidendosi parecchio nei soliti punti chiave del suo gioco, come il dritto che quando si innervosisce diventa spesso una spada di Damocle.

Pesantissimo successo per Madison Keys, che dà continuità al trionfo ad Adelaide della scorsa settimana con un 7-6(2) 7-5 a Sofia Kenin. La campionessa del 2020 crollerà nel ranking oltre le prime 90 del mondo dopo un anno ricco di problemi. La connazionale invece proverà a infilarsi nella zona di tabellone che doveva essere di Gauff.