ATP Vienna: Sinner nella storia, batte Ruud ed entra in top 10, eliminato Berrettini

Jannik Sinner è nella storia. sbarca nelle semifinali dell’”Erste Bank Open”, ATP 500 dotato di un montepremi di 1.837.190 euro che si sta disputando sul veloce indoor della Wiener Stadthalle della capitale austriaca.

Il 20enne tennista altoatesino, n.11 ATP e 7 del seeding, reduce dal trionfo ad Anversa e sempre più in corsa per le Atp Finals, ha superato nei quarti il norvegese Casper Ruud, ottavo del ranking e testa di serie numero 4, con il punteggio di 7-5 6-1, maturato in un’ora e 37 minuti di gioco.

Domani, in semifinale, Sinner, che lunedì prossimo salirà sul nono gradino della top 10 mondiale, sfiderà il qualificato statunitense Frances Tiafoe.

C. Alcaraz b. [3] M. Berrettini 6-1 6-7(2) 7-6(5)

Difficile non essere impressionati da quanto visto oggi a Vienna. Carlos Alcaraz Garfia, 18 anni e sei mesi appena compiuti ha superato il numero 7 del mondo Matteo Berrettini giocando una partita che sarebbe riduttivo definire splendida. Il ragazzino spagnolo non è solo uno che colpisce dritto e rovescio con violenza, cosa che fa con una disinvoltura senza pari, ma è capace di variazioni continue e possiede già un servizio che non sarà devastante ma che è più che sufficiente per aiutarlo a prendere il comando dello scambio. Sulle seconde di Berrettini poi, ha spesso mostrato di poter attaccare già sulla risposta, in un chip&charge certo stilisticamente rivedibile ma discretamente efficace. Che un prestazione così sontuosa abbia prodotto una vittoria di misura è tutto merito di Matteo Berrettini che, dopo aver subìto un 6-1 che poteva tranquillamente essere 6-0 se Alcaraz non avesse tirato appena largo un rovescio vincente su una seconda dell’italiano, ha raccolto tutte le proprie forze e capacità di concentrazione si è attaccato al servizio e con infinita generosità si è messo pure a remare da fondo campo, sperando che passasse la nottata. E Berrettini si è strameritato il secondo set, chiuso da un tiebreak giocato male da Alcaraz, nonostante non si sia mai giocato sul servizio dello spagnolo. Se lo è meritato per la capacità di soffrire, di ricavare il massimo dal suo gioco, che per forza di cose non ha tutte le varianti di quello del suo avversario.
Nel terzo set Berrettini ha rifiatato un po’ e tanto è stato sufficiente per andare sotto di un break che sembrava decisivo, visto che fino a lì Alcaraz non solo non aveva mai concesso una palla break ma solo una volta aveva permesso a Berrettini di arrivare a 40. Invece nel sesto game è arrivato il secondo passaggio a vuoto, dopo quello del tiebreak, è Alcaraz ha giocato un game disastroso chiuso da un doppio fallo. Rientrato nel match Berrettini ha di nuovo raccolto le forze cercando di non perdere campo sui colpi terribili dell’avversario e arrivando a chiedere aiuto ad un paio di strepitosi rovesci, con uno effettuando un lob millimetrico che impediva ad Alcaraz di andare a due palle break che forse sarebbero state decisive. Nel secondo tiebreak di giornata Alcaraz stavolta cominciava bene prima chiudendo una facile volèe di rovescio dopo il classico “servizio-dritto” e poi appfottando di un rovescio lungo di Berrettini per portarsi avanti di un minibreak. Berrettini faceva un altro miracolo con una demivolée tirata fuori da chissà dove, oltre che dalle stringhe, ma di nuovo doveva subire due devastanti dritti, una sorta di contrappasso…, dell’avversario. Berrettini si avvicinava fino al 3-4 ma non ce la faceva a contenere il dritto di Alcaraz che si procurava tre match point. Berrettini annullava i primi due con il servizio ma il terzo, e ancora il servizio, dava la vittoria allo spagnolo.

Tanto entusiasmo può forse apparire eccessivo per quello che in fondo è un quarto di finale di un “500” e non è certo una gran giustificazione quello di vedere in giro lirici canti di vittoria in “250” abbastanza balordi. Lo è di più il livello di gioco mostrato oggi dai due giocatori, uno nel momento migliore della carriera e che non ci voleva proprio stare a perdere, mostrando tutti gli enormi miglioramenti sul piano della mobilità e del rovescio; l’altro che dopo la vittoria su Tsitsipas a New York aggiunge un altro scalpo prestigioso nel carnet, arrivando alla sua prima semifinale di un certo rilievo, ma che sorpattutto ha ancora messo in mostra tutto il suo enorme potenziale. Alcarza è giovane ed è abbastanza inutile lanciarsi in previsioni azzardate sui futuri risultati. Al limite si può dire che, ceteris paribus, in giro non c’è niente di meglio. Basti o meno importa poco.

Quarti di finale

[Q] F. Tiafoe vs [8] D. Schwartzman
[4] C. Ruud vs [7] J. Sinner
C. Alcaraz b. [3] M. Berrettini 6-1 6-7(2) 7-6(5)
[6] F. Auger Aliassime vs [2] A. Zverev