WTA Roma, italiane: Trevisan affonda, Cocciaretto si spegne dopo un set

Finisce in maniera molto amara il torneo per le nostre ragazze nel WTA 1000 di Roma. Tutte in campo grazie alle wild-card concesse dagli organizzatori, tutte varie con chance di costruire qualcosa di importante per la loro stagione e tutte che hanno concluso con un pugno di mosche nelle mani.

Se il match, di nuovo, folle perso da Camila Giorgi nella giornata di apertura poteva in qualche modo starci nell’economia di una partita dove la difesa continua ed estrema di Sara Sorribes Tormo aveva un leggero vantaggio sulla pressione costante dell’italiana, destinata ad alti e bassi lungo il cammino, oggi le delusioni sono aumentate soprattutto per il match che ha aperto il Campo Centrale.

[PR] Y. Shvedova b. [WC] M. Trevisan 0-6 7-6(4) 7-6(6)

Finisce malissimo quella che sembrava una partita finalmente abbordabile per Martina Trevisan, in una condizione sportivamente disperata perché priva di successi dal Roland Garros dello scorso settembre/ottobre contro Kiki Bertens al quarto turno. Da allora, Fed Cup esclusa, era con un bilancio di una vittoria e 11 sconfitte a tutti i livelli e l’unico successo giunto nelle qualificazioni di Dubai rientrando da 0-3 nel set decisivo contro Arina Rodionova.

Oggi, contro Yaroslava Shvedova, sembravano esserci tutte le ragioni per cogliere 60 punti importantissimi e un successo di valore perché l’avrebbe portata al secondo turno di un 1000 contro la numero 1 del mondo Ashleigh Barty e, per le condizioni in cui si presentava la kazaka, l’obiettivo sembrava quantomai alla portata. L’ex numero 26 del mondo, best ranking risalente ormai a una decina di anni fa, aveva praticamente smesso col tennis nel maggio del 2017, in una fase dove già stava ottenendo i risultati migliori in doppio. Nell’estate del 2018 è diventata mamma di una coppia di gemelli ed era rientrata, abbastanza a sorpresa, a fine febbraio del 2020. Il covid poi ha guastato il rientro ed è stato tutto ulteriormente rinviato a inizio 2021. In questa fase, pur usando protect ranking per accedere ai vari appuntamenti WTA, il suo livello non era mai parso sufficiente a vincere più di una manciata di game a set contro avversarie di ogni livello al di là di un set vinto prima dell’Australian Open contro un’altra rientrante (Vera Lapko).

Trevisan aveva cominciato nella maniera migliore. Bastava spesso muovere la palla verso gli angoli per raccogliere i punti ma dal 6-0 4-1, avvicinandosi alla vittoria, ma la mancanza totale di risultati è venuta fuori quando non ha più saputo muoversi e colpire come aveva fatto in precedenza, facendosi maggiormente investire dalla potenza della kazaka che pur palesando i suoi problemi, aveva messo molti dubbi nella testa dell’avversaria che scivolava addirittura sotto 5-6 e servizio Shvedova. Trevisan rientrava abbastanza facilmente con delle risposte centrali, ma nel tie-break dal 4-3 l’avversaria è scattata nuovamente prendendosi il set e rinviando tutto al terzo.

Ancora una volta Trevisan trovava facilmente la via del break e prevaleva da uno scambio di break che si esauriva quando sul 3-2 15-40 Martina rientrava e riusciva ad allungare. Un’altra palla break concessa sul 4-3 era però il preludio a un finale durissimo, perché sul 5-4 non ha nemmeno fatto in tempo a cominciare il game che già il primo dritto volava via e cominciavano i nuovi problemi, materializzati definitivamente in un tie-break di sofferenza e difficoltà. La palla del 2-0 Shvedova è stata talmente fortuita che non ha per nulla aiutato lo stato mentale di un’italiana in grandissima ansia e tensione, che scivolava indietro 0-4, poi 2-6, e comunque trovava il modo di riprendersi fino al 6-6, mancando però la chance di prendersi il match point con una palla di dritto che non è passata, chiudendo infine con un brutto errore di nuovo col dritto, a campo vuoto, dopo una pessima smorzata dell’avversaria che trovava così il primo successo dopo 4 anni e 10 sconfitte consecutive in un main draw del circuito maggiore.

[WC] C. Garcia b. [WC] E. Cocciaretto 7-6(8) 6-2

È durata un set, Elisabetta Cocciaretto, che ha provato a fare partita alla pari contro una Caroline Garcia all’inizio di una nuova avventura personale per la prima volta senza più il papà accanto dopo la separazione professionale ufficializzata pochi giorni fa.

La marchigiana ha giocato un buon primo set, ma i tre set point mancati nel tie-break e un calo importante dal punto di vista fisico hanno segnato il resto della partita. Un peccato perché nel finale del primo parziale Garcia non sembrava molto efficace per tutta una serie di chance mancate sul 6-5 e poi scivolando indietro nel tie-break con un gran lob di Cocciaretto sul 4-4 quando si è presa il primo minibreak.

La francese ha recuperato subito il ritardo, ma è costantemente rimasta indietro nel punteggio. Elisabetta ha avuto set point sul 6-5, sul 7-6 (e servizio) e sull’8-7, ma non ha mai trovato il modo di costruirsi la chance vera. Così Garcia si è sempre difesa col palleggio, e arrivata al primo set point ha vinto un parziale pesante. Il secondo set, infatti, l’ha vista scattare subito sul 4-0 e da lì al 7-6(8) 6-2 è diventato tutto una formalità.