Mari Osaka: “Naomi già a Roma non era ok. L’opinione generale l’ha segnata. Vuole proteggere la sua mente”

Dopo giorni intensi, pieni di polemiche e commenti di ogni genere, la vicenda sul silenzio stampa di Naomi Osaka al Roland Garros si è arricchita di una voce ulteriore.

Forse la più autorevole, considerando la volontà in questo momento della giapponese di non parlare: sua sorella Mari, ex tennista e ritiratasi qualche mese fa.

Come poi confermato dal team di Naomi, il post apparso nella nottata italiana su Reddit dal titolo “Hi! I’m Mari Osaka” è della sorella della quattro-volte campionessa Slam, e scava a fondo sulle origini della decisione della giapponese.

Qui la traduzione del lungo post: “È un po’ duro per me vedere tutte queste diverse opinioni da chiunque e non essere in grado di condividere il punto di vista di Naomi nemmeno per un po’. Lei fa schifo a spiegare le sue azioni nella maggior part dei casi e sta giocando un torneo Slam dunque c’è ancor meno possibilità che prenda il suo tempo per spiegare qualcosa che lei non vuole nemmeno pensare. A ora vuole solo concentrarsi sui suoi match e sul torneo.

Naomi mi ha detto prima del torneo che un parente le abbia rimarcato quanto non sia buona sulla terra. In ogni conferenza stampa le viene detto che ha un pessimo record sulla terra. Quando ha perso al primo turno di Roma non era ok, mentalmente. La sua fiducia era completamente distrutta e credo che l’opinione generale di tutti l’abbia segnata e abbia cominciato a credere di fare davvero schifo sulla terra. Questo non è vero e lei sa che per avere una possibilità di vincere il Roland Garros ha bisogno di credere in se stessa.

La sua soluzione dunque è stata di bloccare qualsiasi commento. Non parlare con nessuno che potesse in qualche modo metterle dei dubbi in testa. Lei sta proteggendo la sua mente, da qui il riferimento alla salute mentale. Molti si stanno lamentando di questo perché convinti si debba avere una forma di depressione o una qualche forma di disturbo per usare questo termine.

Non so cosa farà prossimamente, quando il torneo ricomincerà a spingere minacciandola anche con una squalifica, ma sono completamente dalla sua parte perché sta cercando di fare qualcosa che è bene per lei. I tennisti non vengono pagati per fare conferenze stampa, vengono pagati solo quando vincono.

C’è il discorso che lei possa evitare queste conferenze stampa mentre altre no. E se lei riuscisse a creare un precedente anche per le altre? Quando io ho perso la mia unica partita a livello WTA e ho dovuto fare conferenza stampa, ho avuto un crollo emotivo e mi ho letto poi titoli e foto di me in lacrime. È stato imbarazzante e questo atteggiamento viene forzato nei riguardi dei giocatori. Alcuni non hanno difficoltà, altri invece fanno molta fatica.

Grazie per aver preso il tempo di leggere questi pensieri. Spero dia un chiarimento a chi ora sente il bisogno di giudicare duramente gli altri quando questi non seguono il regolamento“.

Ben Rothenberg, del New York Times, aggiunge poi al suo commento Twitter come già a Roma Naomi non si fosse presentata in sala stampa dopo al sconfitta all’esordio contro Jessica Pegula, una partita giocata molto male e dove è sembrata non crederci fin dalle fasi finali del primo set, quando è deragliata in una fase di errori su errori. In qualche modo legando il discorso a quanto riportato dalla sorella Mari in questo post.