ATP Lione: Musetti straordinario per un’ora, poi solo Tsitsipas

Sono bastati cinque game a Lorenzo Musetti, il Polluce di Sinner nelle speranze di qualche milione di appassionati e di un pugno di interessati tifosi della carta d’identità, per riuscire a fare meglio di Paul e Nishioka, che mai erano arrivati alla palla break contro Tsitsipas, altro che brekkarlo. Eppure, dopo un quarto d’ora, il giovane – ha compiuto 19 anni poco più di un paio di mesi fa – Musetti non solo è andato avanti di un break ma l’ha fatto con un gioco che definire spettacolare è addirttura poco. Tra dropshot e lob, lungolinea di rovesci giocati in grande stile e con quella decontrazione che si vede solo in gente che fa spavento a nominare, con l’aggiunta di una discreta potenza quando occorreva chiudere senza fronzoli, Musetti ha regalato 20 minuti di tennis che, l’avete capito, è stato più che entusiasmante. Il tutto al cospetto di uno Tsitsipas magari un po’ sorpreso ma che non stava proprio a guardare se è vero che pure lui si è prodotto in un paio di rovesci e qualche smorzata che contribuivano a dare al match un livello tecnico davvero elevato. Musetti ha imperversato per tutto il primo set, aggiungendo al repertorio dei rovesci strettissimi che forse a Tsitsipas avranno ricordato quelli di Djokovic, almeno nell’impossibilità di gestirli con questi lungolinea che finiviano sempre un po’ troppo larghi. Visibilmente irritato Tistispas era costretto sostanzialmente a fare da spettatore anche a quello schema che già ad Acapulco l’aveva infastidito non poco, lo slice incrociato seguito dalla botta lungolinea, e a poco serviva la ritrovata attenzione al servizio, perché Musetti completava un primo set che ricorderemo a lungo anche con l’aiuto di un po’ di fortuna, sotto forma di una riga che faceva schizzare via la palla del possibile 0-40, ma con un altro paio di incantevoli carezze che lo portavano avanti di un set dopo appena 38 minuti. Davvero un gran spettacolo.

Il secondo set cominciava com’era finito il primo, con Tsitsipas che cercava di stare più attento al servizio e con Musetti che si inventava le solite palle corte per chiudere il suo game. Nel terzo c’erano già i primi grattacapi per il greco, perché Musetti si procurava una plla break anche se soprattutto grazie all’irritazione di Tsitsipas che tirava in rete un passante di rovescio decisamente semplice. Errore però figlio appunto dello sconcerto nel trovarsi di fronte un avversario così indecifrabile. Andava bene a Tsitsipas perché Musetti tirava lunga la risposta e in qualche modo, dopo un’altra mezza prodezza di dritto in allungo di Musetti, il numero 5 del mondo teneva il servizio. Dopo un’ora esatta giocata come in paradiso Musetti rallentava un po’ prima giocando maluccio un passante dopo la solita palla corta e poi sparacchiando male un rovescio. In mezzo Tsitsipas piazzava un drittaccio all’incrocio delle righe e il break arrivava proprio con un disastro sulla palla corta più semplice, con Tsitsipas lontanissimo. Musetti la giocava male e larga e dava il via libera a Tsitsipas. Il greco sembrava poter prendere il largo, ma incappava in un settimo game disastroso, permettendo il recupero a Musetti, che stavolta davvero non faceva nulla di più che raccogliere il grazioso omaggio. Tsitsipas però disfaceva e faceva, nel game successivo alzava improvvisamente il livello lasciando un sorpreso Musetti intento a guardare 4 prodezze di fila che restituivano il vantaggio al greco. Tsitsipas chiudeva il secondo set grazie a tre errori un po’ balordi di Musetti, che sembrava provato.

Il set decisivo si apriva con il break un po’ regalato da Musetti, un po’ guadagnato da Tsitsipas, che continuava a colpire con una certa solidità e con un’aumentata pesantezza. Il risultato era che a Musetti veniva un po’ più complicato ricamare come mostrato proprio dal punto che mandava avanti Tsitsipas, una risposta violenta che la voleé di Musetti mandava dall’altra parte in qualche modo, comoda per il passante successivo. Era troppo per Musetti, che sostanzialmente si fermava lì, giocando qualche colpo estemporaneo e cercando di accelerare il ritorno negli spogliatoi.

Naturalmente non si deve troppo sopravvalutare il risultato di questa partita né l’avvilimento del ragazzo italiano quando all’inizio del terzo set si è reso conto che la partita non l’avrebbe vinta. La differenza tra i due giocatori è ancora molto ampia e qualsiasi altro risultato sarebbe stato più che sorprendente. Il motivo di interesse di questa semifinale stava altrove, nel verificare le differenze tra questo Musetti e quello di Acapulco e più in generale nel vederlo all’opera con uno uno dei big. Difficile non essere confortati e che non rimanga negli occhi quello straordinario primo set, quell’ora di gioco in cui davvero ci è sembrato di assistere ad una nuova incarnazione dello “spirito del gioco”, che a volte coglie quando si vede all’opera uno che davvero gioca a tennis. Musetti sa sostanzialmente fare tutto e il cedimento, più che fisico, è stato mentale, perché è difficile districarsi tra le varie opzioni che si hanno a disposizione e fare sempre la scelta giusta. Ma fra tutti i possibili miglioramenti che si possono ottenere giocando e allenandosi, questo è quello maggiormente a portata di mano, molto più semplice che imparare a variare un po’ o giocare la voleé decente.

Semifinali

C. Norrie vs K. Kachanov
[2] S. Tsitsipas b. L. Musetti 4-6 6-3 6-0