Silenzio, parla il tennis

Nel vivace mondo del calcio il pubblico viene definito il dodicesimo uomo in campo. Il legame che unisce il tifoso del pallone ai colori della maglia del cuore si traduce in una partecipazione davvero molto intensa. Il pubblico diventa un elemento tutt’altro che passivo durante la partita, porta con sé cori, sfottò e striscioni.

Il tennis invece lo si guarda in silenzio. È una regola non scritta ma particolarmente osservata. Il tennis infatti richiede molta concentrazione, questo perché il giocatore oltre a commettere errori distraendosi, ha bisogno di sentire il rumore di impatto della pallina.

Quello del silenzio è un canone talmente radicato che, per quanto non sia contenuto in alcun regolamento, la sua origine risale fino agli albori di questo sport, quando ancora era più uno svago sociale che una attività sportiva vera e propria. Nonostante l’evoluzione agonistica il tennis ha conservato quell’atmosfera aristocratica fino ai giorni nostri, giudicato spesso un gioco riservato, sofisticato e per nulla volgare.

Di solito il pubblico rispettoso si limita ad applaudire alla fine di uno scambio o a sottolineare con composti brusii di stupore colpi eccezionali. Di solito, ma non sempre.

Il pubblico di Flushing Meadows è da sempre rumoroso, provocatorio e indisciplinato. Neppure spettatori così scalmanati si sarebbero però aspettati di subire una pena del contrappasso tanto irriverente come quella inflitta dal russo Medvedev: in risposta ai fischi del pubblico per un comportamento giudicato irriguardoso nei confronti di un raccattapalle, il campione moscovita si è portato il dito medio alla tempia, rimanendo immortalato in tale posa nei maxi schermi ma soprattutto nella memoria degli spettatori.

Per vendicare il sopruso avrà pensato bene di fare il medesimo gestaccio la spettatrice australiana che durante il match tra Nadal e Mmoh ai recenti Australian Open ha insultato il campione maiorchino, mostrandogli il dito medio.

Mentre la sicurezza interveniva per allontanare l’esagitata spettatrice, uno sconsolato Rafa avrà pensato che forse il pubblico post pandemia non è più quello di una volta…Invece quella che è rimasta immutata nel tempo è la passione, a tutto tondo. Durante il Challenger di Saratosa Frances Tiafoe e l’avversario Kruger sono stati costretti a interrompere l’incontro a causa dei rumori inequivocabili di una coppia coinvolta in un focoso rendez-vous: un fragoroso trambusto d’amore che si diffondeva nell’assordante silenzio dell‘impiantato sportivo. Si trattava in verità di una coppia in un appartamento sopra il campo che aveva inavvertitamente lasciato le finestre aperte.

Tra risate, battute e l’imbarazzo generale la partita e l’amplesso amoroso hanno poi proseguito il loro corso in un paradossale tête-à-tête. A Wimbledon non sarebbe mai potuto accadere: niente sesso, sono inglesi! A Londra infatti gli spettatori si mettono…nei panni degli altri. Durante un doppio femminile tra ex campionesse, uno spettatore continuava a urlare imperterrito suggerimenti alla tennista Kim Clijsters. La giocatrice invece di arrabbiarsi con l’irrequieto tifoso lo invitava a scendere in campo e lo costringeva a giocare al suo posto indossando il gonnellino bianco tra l’ilarità generale. Ma il pubblico in alcuni casi può diventare addirittura comico. È  davvero spassosa l’espressione riluttante con cui lo spettatore Ben Stiller, raccoglie il guanto di sfida gettato da Del Potro durante un torneo esibizione al Madison Square Garden di New York: grande appassionato di tennis, il comico hollywoodiano è stato bonariamente al gioco sfidando non il tennista argentino ma un’altra spettatrice, una talentuosa bambina che lo ha tenuto in scacco durante l’esibizione mentre il pubblico divertito assisteva agli scambi. Si è parlato tanto dell’importanza del ritorno degli spettatori sugli spalti in questi mesi di emergenza sanitaria.

Il Covid ha spazzato via  anche la socialità e l’interazione insite negli eventi sportivi, smorzandone la spettacolarità e l’intrattenimento. Eppure anche in stadi vuoti possono sopravvivere forme di tifo garbate e delicate, che neanche il Covid può fermare: ai recenti Australian Open due piccole farfalle si sono posate leggiadre su Naomi Osaka e Novak Djokovic, irrompendo in una tenera invasione di campo e anticipando da vere intenditrici il pronostico sui due futuri vincitori dello Slam. Un soave incitamento da due tifose minuscole e vulnerabili ma estremamente resilienti, per ricordarci che forse non tutto è davvero perduto.