La sottile linea russa

Tutti i tennisti felici si somigliano mentre ogni tennista infelice lo è a modo suo.

A guardarlo bene Daniil Medvedev, con quell’aspetto un po’ retrò e l’espressione malinconica, sembra davvero un personaggio uscito dalla penna di un romanziere russo dell’800. Il cupo Daniil non accenna volutamente a espressioni di giubilo neppure quando trionfa.

Eppure il suo talento strepitoso sta regalando partite spettacolari e giocate da vero maestro quale è: all’ATP Cup, il campione moscovita ha fatto la differenza nel team Russia. D’altri tempi sembra anche il suo stile di gioco, tattico e vario, con cambi di ritmo che alternano palle lente a colpi veloci, il tutto con una raffinatezza a cui i “picchiatori seriali” ci hanno disabituato negli ultimi anni.

Una strategia mentale la sua, con cui tiene le fila del match, governandolo  fino a condurre l’avversario alla sconfitta. In perfetta simbiosi, Daniil e il suo tennis sono decisamente non convenzionali, quasi atipici per via di quell’incedere sgraziato da gigante di quasi due metri, ingobbito sul campo ma capace poi di sfoderare colpi davvero impossibili da recuperare. Un anti divo più bravo a domare gli avversari che a gestire la sua multiforme personalità.

Prima ancora che per il suo talento, Medvedev si è fatto conoscere al grande pubblico per i gesti di stizza e per le provocazioni irriverenti, insomma un vero bad boy.

Sempre da Mosca viene anche l’altro giovane talento tennistico del team Russia, Andrej Rublev.

Flessuoso ed agile, Andrej è nato con la racchetta in mano, non poteva essere diversamente con la mamma allenatrice di tennis, mentre la rapidità dei movimenti l’ha ereditata dal papà pugile. Un ragazzo schivo e di poche parole, ma che diventa un avido predatore appena scende in campo.

Da sempre molto sicuro di se’ non ha mai fatto niente per nasconderlo, soprattutto con gli avversari, riscuotendo poche simpatie tra i colleghi. Ma dopo un periodo difficile segnato da un grave infortunio, è tornato maturato e con un approccio mentale più positivo e meno irrequieto. All’ATP Cup i due moscoviti non hanno deluso le aspettative e si sono avviati a grandi passi verso la vittoria.

Nulla ha potuto in finale il team Italia trascinato da Fognini e Berrettini, a cui va comunque il merito di averci regalato un torneo magico all’insegna di un grande tennis. Una spumeggiante onda azzurra che conferma  il momento esaltante che il nostro sport sta vivendo.

Per questa volta il binomio Daniil-Andrej in bilico tra genio e sregolatezza, lucidità e follia, ha dimostrato che il confine vincente tra questi estremi è una sottile linea russa. Ma la nostra grande bellezza italiana, tutta grinta e cuore, autentica e solare, avrà modo di rifarsi. L’avventura è appena iniziata.