Australian Open: Barty, giornata tranquilla. Muchova supera Pliskova. Mertens e Svitolina agli ottavi

[25] K. Muchova b. [6] Ka. Pliskova 7-5 7-5
[18] E. Mertens b. [11] B. Bencic 6-2 6-1

Partita incredibile tra Karolina Pliskova e Karolina Muchova, ottime amiche e compagne di allenamento durante la quarantena che per stessa ammissione di quest ultima non sono riuscite oggi a mostrare granché del loro reale valore in un match dove c’è stato di tutto. Il punteggio finale, 7-5 7-5 a favore della numero 25 del seeding, è maturato dopo due ore piuttosto brutte, con solo sprazzi qua e là con buone soluzioni (per lo più in favore di Muchova) e Pliskova che ha prima subito l’onta di un punto di penalità e poi ha perso il secondo set da 5-0 e mancando due set point.

Purtroppo, dal punto di vista dello spettacolo, la sfida portava con sé delle attese che non sono state rispettate. Le due si erano affrontate due anni fa a Wimbledon, con Muchova vincente 5-7 6-3 13-11 e il pathos degli ultimi game col match point realizzatosi grazie a un nastro beffardo. Oggi il livello era ben distante e le possibili ragioni erano diverse, a cominciare proprio dal pensiero di affrontare un’amica (per Muchova) e il risultato di un momento generale piuttosto negativo (per Pliskova). In più, il contrasto che c’è sulla Rod Laver Arena, ma in generale in ogni angolo di Melbourne Park quest oggi rispetto ai giorni scorsi ha quasi dell’incredibile. Il silenzio assordante ha spento la voglia degli organizzatori di realizzare uno Slam in piena sicurezza e col pubblico, il nuovo lockdown di Melbourne ha riportato tutti alla realtà. Con tre break nei primi tre game, è parso che anche le giocatrici abbiano subito il contraccolpo, e Pliskova già litigava col servizio.

Sarà una costante, per la numero 6 del seeding, dover fare a meno del suo colpo migliore e da fondo il livello generale mostrato era abbastanza basso. Muchova sul 3-2 perdeva il vantaggio, ma pur anche lei facendo fatica ad avere continuità riusciva ad avere dei guizzi che le permettevano di gestire meglio la fase finale del set, quando ha tenuto saldamente la battuta sul 4-5 e ha poi trovato un super passante per una nuova palla break, concretizzata con il quinto doppio fallo commesso dalla connazionale fin lì. Due erano arrivati nel primo game, un altro nel secondo. Tutti turni di battuta persi. Dalla rabbia ha scagliato a terra una prima racchetta e poi, dopo aver perso il set, si è diretta verso l’angolo lasciandola di nuovo andare a terra. Ha chiesto all’arbitro di andare in bagno e quando è tornata le è stato assegnato un punto di penalità per un nuovo lancio di racchetta. Pliskova ha chiesto spiegazioni e l’esperta giudice di sedia Alison Hughes le ha detto che lo aveva fatto nel tunnel verso gli spogliatoi. Pliskova diceva che fuori dal campo poteva fare quello che voleva, l’arbitro le ha ribadito che non poteva durante la partita, confermando poi che era stata una dello staff a comunicarle della racchetta scagliata a terra lontana dai suoi occhi.

Così il secondo set è cominciato sullo 0-15 e questo, forse, ha provato una reazione emotiva per Pliskova che se non altro ha cancellato una nuova palla break e ha preso il vantaggio poi confermato. Muchova, di colpo sotto 0-3, no stava invece più trovando neppure quei momenti che le consentivano di avere un po’ di equilibrio. Non c’era tanta differenza nel rendimento di Pliskova, ma il non avere di fronte un’avversaria che la contrastava l’ha portata fino al 4-0 40-0, quando di nuovo stava per perdere la pazienza dopo un fallo di piede chiamato da hawkeye. Nel punto dopo ha tirato un dritto di rabbia, nettamente lungo, poi altri due errori per un arrivo alla parità, tenendo comunque il servizio e approcciando ormai il terzo set. Il problema, qui, è che lei non è comunque riuscita a fare quel passo mentre Muchova, in qualche modo, si è rimessa in strada dopo essersi sbloccata per l’1-5. Non è stato un cambio di passo micidiale, ma tanto è bastato per riprendere un primo break e cominciare a dar fastidio a Pliskova. Altri due doppi falli della numero 6 del mondo sul 5-3 hanno concretamente aperto la strada a Muchova per riprendere anche il secondo break, capitalizzato con l’ennesimo colpo a rete dell’avversaria.

Sul 5-4 Pliskova è comunque riuscita ad avere set point, due, consecutivi dopo una stecca di dritto e un attacco sbagliato di Muchova. Anche qui, però, nulla da fare: prima la numero 25 del seeding si è ben difesa, poi ha servito ottimamente al centro e alla fine ha trovato l’inaspettato 5-5. L’avversaria, di nuovo 40-15 e questa volta col servizio a favore, e di nuovo si è arrivati sulla parità anche con una magia di Muchova per il 40-40. Qui è cominciata una fase macchinosa, dove Pliskova non ha concretizzato cinque chance di 6-5 e alla prima palla break (presa con un ottimo dritto lungolinea) Muchova ha preso il vantaggio. Sul 6-5 quest ultima è salita velocemente 40-15 e sul secondo match ha sorpreso per l’ultima volta Pliskova con un rovescio lungolinea.

Seconda vittoria in due confronti diretti, entrambi molto tirati, entrambi finiti con tanto malumore per Pliskova che lascia l’Australian Open già al terzo turno mentre la connazionale si giocherà gli ottavi contro Elise Mertens, che ha travolto 6-2 6-1 Belinda Bencic.



[1] A. Barty b. [29] E. Alexandrova 6-2 6-4
S. Rogers b. [21] A. Kontaveit 6-4 6-3

Dopo le preoccupazioni del turno precedente, Ashleigh Barty oggi gioca una partita molto più tranquilla e riesce ancora a evitare un insidioso terzo set. 6-2 6-4 il punteggio finale contro Ekaterina Alexandrova in una partita con qualche sfumatura ma nel complesso ben gestita anche a fronte di un’avversaria che spesso riusciva a mettere in difficoltà con la costruzione del punto e non aveva bisogno di strafare.

La partenza è stata un po’ contratta, forse anche per adattarsi muscolarmente a una serata più fredda delle precedenti e in una condizione in cui non aveva mai giocato: le porte chiuse. Alexandrova è salita 2-0, ma da lì ha subito un parziale di 7 game consecutivi. Ancora però l’australiana ha avuto un piccolo momento di calo nel rendimento, un po’ distratta e non sempre fluida, dove l’avversaria ne ha approfittato per andare 4-2. Subito però la numero 1 del mondo si è ripresa, tornando a creare problemi nei palleggi all’avversaria, che al servizio sul 3-4 scivolava indietro 0-40. C’è voluta addirittura la sesta palla break, ma alla fine Barty ha trovato il punto del pareggio e poi del sorpasso.

Alexandrova, a quel punto spalle al muro, non ha cominciato bene al servizio sul 4-5, andando subito sotto 0-30, e al secondo match point è capitolata. Agli ottavi Ashleigh avrà Shelby Rogers, abbastanza simile come impostazione alla russa ma con una personalità molto più spiccata in campo e forse con maggiore qualità nei colpi, più incisivi ora soprattutto che vive il miglior momento da quando è rientrata alle gare nel 2019 dopo essersi rotta il ginocchio nel 2018. Lo scorso settembre raggiungeva i quarti di finale dello US Open, un mese prima faceva semifinale a Lexington battendo anche Serena Williams, la scorsa settimana allo Yarra Valley Classic perse solo al super tie-break proprio contro Barty, avanti 2-0 nei precedenti ma sempre tirata al limite.

Rogers, oggi, ha preso una bella vittoria contro Anett Kontaveit, che dal 4-1 del primo set ha perso 6-4 6-3.

Altri incontri

Elina Svitolina, ancora una volta, rende tutto molto facile. Dopo l’esordio lottassimo e giocato piuttosto bene (da entrambe) contro Marie Bouzkova, malgrado il punteggio parli solo di una vittoria in due set, l’ucraina ha alzato ancora il livello per imporsi nettamente sia contro Cori Gauff al secondo turno che ora contro Yulia Putintseva.

La numero 5 del seeding è agli ottavi di finale dell’Australian Open dopo il comfortevole 6-4 6-0 nei confronti della kazaka, che pure aveva un break di vantaggio nelle prime fasi del match ma che alla lunga si è trovata senza vere armi per scardinare la solidità da fondo della sua rivale, e incapace coi propri colpi di aprirsi il campo e avere qualche punto facile nel corso dell’incontro.



Svitolina adesso avrà una (piccola) sorpresa. Jessica Pegula ha travolto dopo Samantha Stosur anche Kristina Mladenovic. 6-1 6-0 il punteggio contro l’australiana, 6-2 6-1 quello odierno contro la francese, dominate entrambe dalla facilità con cui trova profondità ed efficacia nei propri colpi da fondo campo, favorita come nel match contro Victoria Azarenka all’esordio da una palla che rimbalza pochissimo dopo l’impatto col terreno e schizza via, questo malgrado non dia enorme potenza. È il miglior Slam della sua carriera, con chance di potersi anche trovare nei pressi della top-50, limite che sarebbe certa di valicare in caso di approdo ai quarti di finale.

Eliminata invece Kaia Kanepi, arresi dopo una maratona a Donna Vekic, vincitrice 5-7 7-6(2) 6-4 salvando match point sul 5-6 nel secondo set, con un dritto vincente. Giornate importanti queste per la croata perché i successi ottenuti contro Yafan Wang, Nadia Podoroska e ora Kanepi sono tre segnali più che validi di un primo ritorno a livelli piuttosto interessanti dopo la ripresa del tour che di fatto l’aveva portata a perdere il filo con tutto quanto di buono aveva fatto fin lì. Agli ottavi avrà Jennifer Brady, una che invece sembra realmente andare come un treno e anche oggi ha travolto l’avversaria che aveva di fronte, sebbene questa fosse una sfinita Kaja Juvan che nel match di secondo turno contro Mayar Sherif aveva vomitato in campo due volte prima di una terza dopo il match point.

Risultati

[1] A. Barty b. [29] E. Alexandrova 6-2 6-4
S. Rogers b. [21] A. Kontaveit 6-4 6-3
[18] E. Mertens b. [11] B. Bencic 6-2 6-1
[25] K. Muchova b. [6] Ka. Pliskova 7-5 7-5
[28] D. Vekic b. K. Kanepi 5-7 7-6(2) 6-4
[22] J. Brady b. [Q] K. Juvan 6-1 6-3
J. Pegula b. K. Mladenovic 6-2 6-1
[5] E. Svitolina b. [26] Y. Putintseva 6-4 6-0