Ancora dubbi sulla ripartenza del tennis. Seppi: “Mancano anche i protocolli per viaggiare”

“Noi giocatori stiamo ancora aspettando chiarezza sui protocolli, non ci sono state risposte certe, soprattuto per viaggiare”. Andreas Seppi ha parlato in vista degli Us Open, dicendo chiaramente quanta  incertezza ci sia nell’ambiente per i problemi imposti dalla pandemia di Coronavirus.

Gli Stati Uniti sono infatti il paese più colpito al mondo dal virus: “Io sono tornato in in Italia dagli Usa da metà maggio – ha spiegato Seppi – Il grande punto di domanda è che se si ritorna dagli Stati Uniti bisogna fare la quarantena per due settimane, un problema per il calendario delle competizioni. A marzo in America ho giocato sul cemento e ora mi sto allenando sulla terra.

La settimana scorsa ho fatto due match d’esibizione su terra e sto insistendo su questo aspetto. Credo che alla fine il tennis sia uno degli sport più sicuri, perchè non c’è contatto. Il problema sono i viaggi ed è difficile far ripartire il circuito per quello. In Italia e in Europa stanno giocando, ma a livello internazionale è più difficile. La soluzione bolla è l’unica sicura, testando chi arriva e aspettando i risultati in quarantena senza andare in giro la sera”.