La USTA alleggerisce il protocollo contro il covid-19: basterà a convincere i big?

La USTA ha reso pubblico e ufficiale il proprio protocollo per le misure di sicurezza contro il covid-19 che adotterà durante il mese di agosto quando al Billie Jean King National Tennis Centre di Flushing Meadows andrà in scena prima il torneo Western & Southern Open, originariamente tenuto a Cincinnati, e poi lo US Open.

Saranno tre settimane abbastanza particolari perché il virus ha cambiato tanto delle nostre vite e anche il tennis, che cerca una ripartenza, dovrà per forza vivere con alcune situazioni nuove e tutte da verificare. Per prima cosa, come già stabilito dal governatore di New York Andrew Cuomo, non ci sarà accesso per il pubblico. Uno Slam privo di spettatori suona molto strano, ma tant’è.

Nelle idee iniziali della USTA c’era quella, anzitutto, di portare i tennisti negli Stati Uniti con voli charter e isolarli completamente fin dal loro arrivo in un albergo accanto al John Fitzgerald Kenndy. Alla fine questo è forse il punto più alleggerito, perché va a toccare anche l’altro argomento che aveva fatto storcere il naso a tanti: l’obbligo di portare con sé al massimo una persona del team. Adesso giocatori e giocatrici dovranno arrivare a spese loro, ma potranno prenotare due camere da due persone massimo (una a spese loro, una a spese USTA) facendo ‘de facto’ crollare il limite di una persona sebbene non è ancora chiaro quante persone possano poi essere presenti all’impianto sportivo. Non solo, crolla anche l’idea di “bolla” in cui tenere gli atleti. Non ci sarà un ritiro come avviene per esempio per la NBA dove la volontà è quella di isolare i giocatori dentro il parco di Disneyland a Orlando, in Florida: chi vorrà potrà soggiornare in appartamenti, a patto però che siano fuori da Manhattan, per una spesa stimata di 40.000 dollari.

Un’altra modifica abbastanza importante riguarda la possibilità di usufruire non solo delle docce negli spogliatoi dell’impianto sportivo, ma anche di poter consumare pasti (colazione, pranzo, cena) al ristorante del torneo, cosa che sembrava ‘off limits’ nelle prime intenzioni. Sul tema dei trasporti, invece, è prevista la corsa di diversi Shuttle in partenza dall’hotel dove soggiorneranno i giocatori. Sono pullman da 55 posti la cui capienza verrà ridotta al 25/50% del totale, con sanificazione da effettuare prima e dopo ogni corsa.

Confermate le indiscrezioni sui tabelloni. Se per il Western & Southern Open rimane tutto come era prima, con tabelloni di singolare da 48 per le qualificazioni e 56 per quello principale più 32 per i doppi, lo US Open vedrà una soluzione più estrema: confermato il tabellone principale a 128 per uomini e donne, mentre quello di doppio è dimezzato da 64 a 32 e, soprattutto, non ci saranno qualificazioni nel torneo di singolare, non ci sarà il torneo junior e non ci sarà il doppio misto.

Infine, in caso di positività di un atleta, la persona verrà immediatamente tolta dal tabellone in qualunque turno si trovi e portata in isolamento e dovrà seguire le misure previste dal centro della salute nazionale. Sarà richiesta la mascherina in ogni situazione che non sia allenamenti, partite e sedute in palestra. La temperatura corporea verrà quotidianamente misurata e dei test verranno effettuati con frequenza di 1/2 volte a settimana.

Come già era previsto prima, ogni giocatore e giocatrice sarà libero di decidere se prendere parte o meno alla trasferta nord-americana. Con questo la USTA ha cercato di venire incontro alle lamentele di tanti, soprattutto i big, ma la coperta è molto corta: se da un lato, forse, qualcuno potrà pensare di esserci, dall’altro c’è tutta la parte di giocatori fuori dai primi 100 che non potranno partecipare perché lasciati indietro. Da qui l’idea di donare 6,6 milioni di dollari a entrambi i circuiti ATP e WTA (3,3 a testa) perché possano essere messi a disposizione di chi è colpito da questa situazione. Basterà?