Coronavirus, Vinci: “Non molliamo e vinciamo la sfida, come me agli US Open contro Serena Williams”

Ai microfoni di Skysport24 Roberta Vinci racconta le sue giornate durante l'isolamento e ricorda i momenti più belli della carriera, invitando tutta l'Italia a non mollare.

“Passo queste ore a casa, cerco di far passare il tempo, mi alleno, pulisco e stiro, faccio un pò di tutto”. Roberta Vinci racconta così, a Skysport24, le sue abitudini durante la pandemia di Covid-19 che ha fermato tutto lo sport, tennis compreso.

La 37enne tarantina, ritiratasi dalle competizioni a maggio 2018 , torna ancora sulla finale degli US Open 2015 persa con l’amica-rivale Flavia Pennetta: “È stata un’emozione incredibile. La finale con Flavia è stata una partita difficile a livello emotivo, ma ho bei ricordi pur avendo perso. Sono state due settimane incredibili che sono rimaste nella mia testa”.

In quel torneo riuscì a compiere quella che probabilmente è una delle più grandi imprese (e sorprese) dell’ultimo decennio, ovvero battere in semifinale una Serena Williams lanciata verso il Grande Slam: “Quella mia partita può essere un esempio, una gara impossibile che sono riuscita a portare a casa. Anche in questo momento, bisogna non mollare e rispettare le regole: alle fine ne dobbiamo uscire vincitori“.

Gli US Open sono sicuramente il torneo dello Slam in cui ha ottenuto le maggiori soddisfazioni. A Wimbledon invece, nonostante il suo gioco votato al serve and volley, la ex numero 7 del mondo (best ranking raggiunto nell’aprile 2016) in singolare non è mai andata oltre il quarto turno, raggiunto in due occasioni: “L’erba è una superficie totalmente diversa, ti devi adattare e saper muovere, bisogna essere brava a coprire il campo”. Qui però si è presa una bella rivincita in doppio nel 2014 quando, in coppia con Sara Errani, ha completato il career Grand Slam.

Tornando alle similitudini nell’affrontare le difficoltà in campo come nella vita, soprattutto in situazioni come quella che stiamo attraversando, Roberta racconta sui social “Dall’esterno il mio sport potrebbe sembrare uno sport solitario ma è proprio dal tennis che ho imparato l’importanza della squadra. Ora, come in una squadra, c’è bisogno di tutti noi”.

 

Dalla stessa categoria