Sakkari riporta la Grecia in finale WTA dopo oltre 10 anni: a San Jose sfiderà Buzarnescu

L’ultima volta di una tennista greca in finale fu a Hobart, inizio gennaio del 2008. Eleni Daniilidou vinse il titolo grazie al walkover di Vera Zvonareva. Oltre 10 anni dopo, la nazione ellenica è tornata ad avere una rappresentante in una finale del circuito maggiore femminile: Maria Sakkari ha compiuto quest impresa a San Jose, dopo le sconfitte nelle semifinali di Wuhan e Istanbul.

Per lei, oltretutto, la soddisfazione di aver ottenuto questo risultato ribaltando una partita che sembrava ormai andata in favore della sua avversaria, Danielle Collins, ritrovatasi a un certo punto in completo controllo dell’incontro.

3-6 7-5 6-2 il punteggio finale di una partita che ha avuto il suo momento chiave nel cambio campo sul 4-1 e servizio per Collins, nel secondo set. Sakkari, senza più idee, ha chiamato il proprio coach. Forse per sfogare un po’ di frustrazione, forse per provare a cambiare qualcosa in quelli che potevano essere gli ultimi 2 game della sua partita. “Divertiti, non hai più nulla da perdere” le diceva Tom Hill, di cui la stessa Sakkari ha rivelato ieri che per 8 mesi è stato al fianco proprio di Collins. “Come posso divertirmi se gioco così?” le rispondeva, con calma ma molto frustrata. “Devi provare a rispondere meglio sulla sua seconda, fino a ora non stai colpendo come dovresti. Dimenticati quello che è stato, gioca come sai e divertiti. Ti prometto se che cominci a colpire la palla con un po’ di intensità le cose cambieranno”. Mai suggerimento poteva essere più azzeccato.

A una giocatrice come Sakkari un allenatore non può chiedere di “aggredire” la palla, perché la manderebbe fuori ritmo. Invece, come abbiamo imparato anche dalle ultime uscite, deve esserci una crescita soprattutto nell’intensità di gioco, qualcosa magari di graduale ma che la porti a essere ben presente nello scambio senza prendersi veri rischi, a meno che lei stessa non se la senta (come accaduto contro Venus Williams, quando sul secondo set point da fronteggiare ha deciso per un contropiede in lungolinea di dritto in uno spazio strettissimo).

Fin lì, era stato un dominio abbastanza netto della sua avversaria. Qualche game risoltosi ai vantaggi nella prima fase di gara, poi un graduale dominio e nessuna palla break concessa dal secondo turno di battuta della statunitense, che dominava il campo e faceva male, già incisiva e precisa. Dal 6-3 4-1 e servizio, Sakkari ha piazzato un parziale di 12-4. Il momento cruciale, nell’equilibrio sottile di questa fase, è stato il game vinto al servizio senza perdere un punto sul 2-4: aveva appena preso uno dei due break di ritardo e immediatamente si trovava seduta al proprio angolo. Se prima si sentiva spacciata, con 3 game e 2 break di svantaggio, ora mentalmente sapeva che stava nascendo tutt’altra partita. Alzando il ritmo del proprio gioco, riducendo al minimo gli errori e facendo leva sulle difficoltà avversarie, la numero 49 del mondo aveva trovato la via per riportare la sfida sulla parità: mancati due set point sul 5-4, ha sfruttato il terzo sul 6-5 per un parziale finale di 8 punti a 0 che ha rimandato l’esito al terzo set.

Collins è ripartita meglio, cercando a sua volta di farsi più aggressiva e smorzando questa pressione che le imponeva la tennista greca. Non è bastato però il break iniziale, perché dal 2-0 Sakkari è ripartita mettendo assieme 6 game consecutivi e crollando a terra, piena di gioia, dopo l’ultimo punto. “Come sono ripartita? Non lo so, il mio allenatore mi ha detto qualcosa, son stata poi brava a ripartire subito e quando le cose si fanno più tese sono spesso in grado di tirare fuori il meglio di me. Non so come mai, lo sento però un fattore naturale” ha dichiarato in conferenza stampa.

Dall’altra parte della rete adesso avrà Mihaela Buzarnescu, che mette a segno la sua trentaquattresima vittoria della stagione con il 4-6 6-3 6-1 ai danni di Elise Mertens, numero 4 del seeding, crollata drasticamente quando ha cominciato ad avvertire dolori al braccio destro. La belga non stava giocando come nei giorni scorsi, solo nel primo set il numero dei doppi falli era già ben oltre la media dei giorni scorsi (6, contro i 2 del primo e secondo match) e nonostante si fosse imposta nel decimo game rimaneva la sensazione di una partita tutta da risolvere. La rumena non ha patito il contraccolpo ed è subito scattata sul 4-1 e servizio, risolvendo a suo favore il secondo parziale con l’avversaria che cominciava a patire di dolori al braccio destro. Mertens ha quasi smesso di giocare, lasciando strada alla numero 24 del mondo che adesso, in caso di nuova vittoria, spezzerebbe una serie di tabù: primo titolo WTA in carriera (lei che era stata cliente abitudinaria degli ITF fino allo scorso ottobre) e prima volta in top-20. Non male, soprattutto se tutto ciò succede a 30 anni.