A due settimane dall’inizio degli open d’Australia, Novak Djokovic abbandona la PTPA (Professional Tennis Players Association), il sindacato dei giocatori alternativo all’ATP che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. L’associazione era nata con l’obiettivo ambizioso di dare finalmente voce ai giocatori, troppo spesso schiacciati dal potere decisionale dell’ATP e […]
16 Mag 2016 09:16 - Ultim'ora
Djokovic polemico con il giudice di sedia: «Voleva mostrare la sua autorità, si vede che era in forma»
di Redazione
TENNIS – Un Djokovic parecchio nervoso ha ceduto lo scettro di Re di Roma a Andy Murray. Nella finale il serbo ha ricevuto anche un warning dal giudice di sedia e la decisione non è andata giù al numero 1 del mondo.
Djokovic spiega così il suo punto di vista: «Sono cose che capitano. Queste partite sono importanti per entrambi i giocatori, ci si gioca molto. Quando si arriva a giocare una finale e si vuole vincere, a volte si diventa troppo emotivi. Ho battuto la racchetta per terra, è rimbalzata al di là della recinzione e subito ho ricevuto il warining. Si vede che il giudice di sedia era in forma oggi e voleva mostrarmi la sua autorità. Complimenti a lui».
Nole ha discusso a lungo anche durante i cambi di campo: «Non ho chiesto di rinviare la partita, volevo solo un po’ più di tempo a disposizione nei cambi campo perchè la gente si muoveva sugli spalti. Inoltre il campo era molto pesante e fangoso specialmente nei pressi della riga di fondo. Non c’era alcuna ragione per non fermarsi qualche minuto in più e aspettare che il campo tornasse in buone condizioni. Trovo ridicolo che il giudice di sedia, che non porta scarpe da tennis, possa scendere sul campo per verificare le condizioni, non è questione di vincere o perdere la partita, ma di evitare infortuni».
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