Non c’è storia: Swiatek domina la finale al Roland Garros, Gauff travolta. Secondo trionfo a Parigi

photo credit: @Jimmie48/WTA

[1] I. Swiatek b. [18] C. Gauff 6-1 6-3

È finita come tutti si aspettavano: un’altra, la sesta consecutiva, finale dominata da Iga Swiatek che ha cannibalizzato quasi completamente il tabellone parigino per portare a casa il secondo Roland Garros della carriera. E non c’è proprio stata partita, contro Cori Gauff, con la polacca che ha messo la firma sull’ennesimo trofeo del suo 2022 con un 6-1 6-3 in poco più di un’ora di gioco che vale anche la trentacinquesima vittoria consecutiva eguagliando così Venus Williams nel 2000 per la miglior serie degli ultimi 22 anni.

Era la grande, probabilmente unica vera favorita del torneo e malgrado tutte le pressioni che sono comunque aumentate quando c’è stata la grande ecatombe di teste di serie, e ha concluso a suo modo. Non una partita spettacolare, ma dove ha rimarcato una volta di più che in questo periodo storico sa essere metri avanti a tutte le altre. Gauff si aspettava probabilmente molto di più, ma l’emozione della prima volta si è palesata immediatamente con un game iniziale da incubo. Subito un dritto sul nastro, un doppio fallo “spento” a metà rete, un rovescio senza forza e un dritto volato via.

Nei fatti, a Swiatek è bastato “poco” per scavare già un solco pesantissimo. La differenza che è emersa sulla diagonale di dritto era a tratti imbarazzante. Sulla spallata pesante di Swiatek, Cori non riusciva a fare granché. C’era tutto il suo lato debole e, probabilmente con un braccio tremante, alla lunga sono usciti tanti errori netti e sconfortanti per lei. La prima fase di gara la vedeva proprio soccombere appena le arrivasse una palla profonda. Poi ha provato a galvanizzarsi quando a inizio del secondo set la polacca ha avuto un passaggio a vuoto frutto di qualche errore di troppo, ma dallo 0-2 Iga è ripartita come un motorino.

Doha, Indian Wells, Miami, Stoccarda, Roma e ora Parigi. Una serie enorme ancor più perché impossibile da immaginare. Eppure ha messo insieme una vittoria dopo l’altra, non esprimendosi sempre al meglio ma salendo di livello e fiducia settimana dopo settimana. Oggi, scioltasi in entrambe le parti finali dei vari set, ha avuto sempre la mano sulla partita anche quando la statunitense si era data una piccola chance sul 2-4 15-30. Per la prima volta nel game entrava la prima di servizio alla polacca che poi, sul 30-30, non aveva attaccato bene col rovescio ma era sul lato giusto, quello del dritto dell’avversaria, che ha colpito per l’ennesima volta in ritardo e la palla si è fermata sotto al nastro nel tentativo di passante.

Non è arrivata al match point sul 5-2, fermandosi al 40-40, ma sul 5-3 ha sì perso il primo punto ma ha tenuto bene i successivi e con due servizi non risposti ha chiuso la partita, lasciandosi andare a un lungo urlo seguito dalla rincorsa verso il suo team in tribuna. Il momento dove si è sciolta veramente è stato però nel momento in cui ha sentito risuonare l’inno polacco. 19 mesi fa su quel palco aveva il sorriso della ragazzina che stava vivendo un sogno. Ora, dopo questa cavalcata, ha guardato attorno a sé e visto lo stadio pieno. Non è il 2020 e stava vivendo il momento più emozionante probabilmente di questa stagione di fronte a oltre 10.000 persone, tantissime bandiere polacche e un team che l’ha portata a valicare ogni confine.