Il direttore di Indian Wells attacca la WTA, poi si scusa. Serena Williams: «Grave mancanza di rispetto verso tutte noi»

TENNIS – Dal nostro inviato ad Indian Wells Diego Barbiani

Scoppia la polemica tra Raymond Moore, direttore del torneo di Indian Wells, e Serena Williams. Questa mattina, durante la conferenza stampa tradizionale in cui Moore parlava ai giornalisti dell’evento ed i suoi sviluppi negli anni successivi, si è lasciato andare ad un’uscita poco carina verso la WTA, a proposito della possibilità di aumentare lo status del torneo maschile:

«Cosa avverrà con quello femminile? Son sincero: nella mia prossima vita vorrei essere parte della WTA, perché loro seguono tutto quello che fa il tennis maschile senza prendere decisioni, e sono fortunati, molto fortunati. Se io fossi una giocatrice, mi inginocchierei a ringraziare Dio perché ci sono Roger Federer o Rafael Nadal, ed ora Novak Djokovic ed Andy Murray, a trascinare lo sport». In sostanza, il direttore del torneo ritiene la WTA un’associazione composta da persone che non hanno una strategia di marketing ma sopravvivono soprattutto perché la controparte maschile è stata fortunata ad avere in dote giocatori così forti ed allo stesso tempo capaci di elevare l’interesse a livelli forse mai toccati prima.

Serena Williams, dopo aver perso la finale contro Victoria Azarenka, in conferenza stampa quando le è stato chiesto un parere ha risposto: «Per prima cosa non penso che una donna debba mai inginocchiarsi di fronte a nessuno. Inoltre, io e Venus, ma anche tantissime altre giocatrici, potremmo dire il contrario. Se solo potessi dire quante persone dicano di non guardare il tennis a meno che in campo non ci siamo io o mia sorella. Non penso proprio sia stata un’uscita felice, penso anzi che ci siano tante giocatrici che siano in grado di offrire spettacolo, come allo stesso tempo giocatori. Queste frasi sono sbagliate e veramente, veramente, veramente inappropriate».

Le è stato chiesto se possa esserci una possibilità di pensare ad un fraintendimento: «C’è solo un modo per interpretarle. Inginocchiarti, che è già abbastanza offensivo, e ringraziare un uomo, non è accettabile. Noi, come donne, abbiamo combattuto duramente per i nostri diritti in tutti questi anni. Noi non dovremmo inginocchiarci di fronte a nessuno». Infine: «Sono veramente sorpresa di questo sessismo, ancora oggi nel 2016. Lo scorso anno, nel tennis, la finale dello US Open femminile era sold-out ben prima di quella maschile. Per caso Federer o Nadal hanno mai giocato in finali Slam che erano sold-out dopo quella femminile? Mai. Guardate Billie Jean King che si è resa disponibile per tenniste e tantissime altre atlete. Questa è una grave mancanza di rispetto verso di lei e tutte noi, donne e poi atlete che lottiamo per quello in cui crediamo e quello per cui ci sentiamo orgogliose».

Questa, poi, la frase di Moore nel tentativo di placare il polverone: «Questa mattina ho fatto un commento sulla WTA davvero ingeneroso e di cattivo gusto. Sono veramente dispiaciuto per quanto accaduto e mi scuso con tutte le giocatrici e la WTA in tutti i suoi gradi. Noi abbiamo avuto una finale femminile che rifletteva la forza delle giocatrici, ma di tutta la WTA. Di nuovo, chiedo scusa per quanto inavvertitamente detto».

 

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