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Indian Wells, gran debutto di Sinner contro Gasquet, Musetti non esce dalla crisi

Con una prestazione convincente e ordinata, ed un tie-break giocato da campione, Jannik Sinner è approdato per la terza volta consecutiva al terzo turno del primo Atp Masters 1000 stagionale che si sta disputando sul cemento di Indian Wells, in California.

Il 21enne di Sesto Pusteria, n.13 del ranking, fermato agli ottavi in entrambe le precedenti partecipazioni a Indian Wells, è entrato in gara direttamente al secondo turno battendo il francese Richard Gasquet, n.43 del mondo, per 6-3 7-6 in un’ora e 34 minuti di partita.

«Sono felice di essere qui e di giocare. Mi sono ammalato durante il torneo di Marsiglia ed ora sono contento di stare bene – il commento di Sinner -. All’inizio ero un pò teso, poi le cose sono andate molto meglio. Ho cercato di essere più aggressivo e di trovare equilibrio in campo: qui le condizioni
sono sempre un pò difficili perché c’è improvvisamente vento. Nel tie-break ho giocato giusto, ho servito bene e posso essere soddisfatto».

Dopo pochi game l’altoatesino si è strappato il tape azzurro sul ginocchio sinistro: «Nulla di serio. Sto lavorando tanto fisicamente e a volte sento un pò tanto delle parti del mio corpo», ha spiegato Sinner. Per l’azzurro 9 ace e un doppio fallo, il 53% di prime in campo con il quale ha ottenuto l’89% dei punti ed il 55% dei punti vinti con la seconda.

Diverso purtroppo l’esito del match di Musetti, che contro Mannarino ha mostrato a tratti il suo gioco scintillante ma soprattutto ha evidenziato come non riesca ancora a controllare i passaggi a vuoto. Non solo i due break, uno per set, che gli sono costati il match, ma l’altalenante rendimento nei game di risposta, giocati benissimo fino all’opportunità della palla break e poi sciupati in modo abbastanza balordo, Mannarino ci ha certamente messo del suo, ma la partita, serva da consolazione, l’ha fatta – e persa – Musetti. La notizia buona è che si tratta in fondo di mettere a posto certi meccanismi, a partire dalla capacità di concentrazione. Quella cattiva è che potrebbe essere più complicato di quanto non si creda. Chi ha detto Shapovalov?

Redazione

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