US Open: gambetto o sgambetto?

Il “gambetto di donna” è una delle aperture scacchistiche più antiche e popolari che esistano, una mossa molto giocata per la sua solidità.

Anche Alizé Cornet ha giocato con esperienza e astuzia le sue mosse nel match di apertura dello Slam newyorkese battendo Emma Raducanu, detentrice del titolo. La diciannovenne giocatrice inglese è uscita così al primo turno degli US Open contro l’esperta tennista francese Cornet che festeggia il suo 63esimo Slam consecutivo, record assoluto in campo femminile.

L’uscita di una campionessa in carica al primo turno non accadeva dal 2017, quando Angelique Kerber perse a sorpresa nel match d’esordio da Naomi  Osaka. Stavolta il pubblico del Louis Armstrong Stadium tifava tutto per la giovane Emma che proprio a New York lo scorso anno si era aggiudicata il titolo. Il tifo era talmente a senso unico che, nella sua intervista post-partita, Alizé Cornet si è quasi scusata con gli spettatori in tribuna per aver sconfitto la loro beniamina: “Mi dispiace di averla battuta stasera, ma sono davvero felice della mia performance“, ha ammesso sorniona la francese. Di fatto Emma Raducanu è stata la prima a cadere ma, se può consolarla, non è stata l’unica campionessa inciampata in insidiosi sgambetti.

Simona Halep si è arresa in tre set alla qualificata ucraina Daria Snigur ed è uscita subito di scena da Flushing Meadows. Crolla al primo turno anche Naomi Osaka, battuta nettamente dall’americana Danielle Collins. La statunitense era reduce da un infortunio e affrontava da sfavorita la tennista giapponese da cui aveva sempre perso negli ultimi tre scontri. Invece il match lo ha portato a casa la Collins in due set, ma come ha detto dopo la partita Danielle è stato molto difficile, soprattutto mentalmente, superare non solo l’avversaria ma le conseguenze psicologiche dell’infortunio.

In certi momenti è stata un’esperienza dolorosa, non solo fisicamente, ma emotivamente. Ho dovuto lavorarci sopra. La vittoria di oggi è stata molto gratificante perché ho davvero faticato molto a metà anno. È molto complicato andare in campo avendo dolore fisico e non sapendo come gestirlo”. Altra vittima illustre del primo turno è stata la campionessa di Wimbledon Elena Rybakina. L’atleta kazaka ha ceduto in due set, sconfitta rapidamente dalla qualificata francese Clara Burel. Eliminata all’esordio anche Daria Kasatkina battuta in tre set da Harriet Dart. Esce infine di scena anche la quarantaduenne Venus Williams che ha perso 6-1 7-6 contro la belga Alison Van Uytvanck. La tennista belga non si è fatta intimidire dalla leggendaria Venus e dimostrando grande solidità è passata al secondo turno.

A Venus non resterà che puntare al doppio in coppia con la sorella Serena, che invece prosegue il percorso nello Slam americano. Anche se è iniziato il conto alla rovescia per il ritiro di Serena, la star statunitense del tennis agli US Open vince, balla tra calorose standing ovation del pubblico e a ogni incontro allontana il fatidico momento dell’addio, muovendosi libera, senza dover più dimostrare niente. La quarantenne vincitrice di 23 titoli del Grande Slam ha confessato di volersi concentrare sull’essere mamma e su nuovi obiettivi per scoprire un’altra Serena, oltre il tennis.

Non menziona mai la parola ritiro la Williams, preferisce parlare di evoluzione, perché per lei è arrivato quel momento della vita in cui decidere di muoversi in una direzione diversa. Desidera evolvere Serena, senza alcuna preclusione: non intende fermarsi ritirandosi ma avanzare verso nuove rotte dopo aver dedicato con passione tutta la sua vita al tennis. Intanto si sta godendo queste settimane newyorkesi come una vera regina, padrona del suo tempo e del suo gioco, che comunque finirà non la vedrà mai sconfitta. Nessuna avversaria riuscirà più a mettere Serena Williams in scacco, perché nella vita proprio come negli scacchi alla fine vincono sempre i “matti”, quelle anime pure attraversate da una folle passione.