Wimbledon, Nadal continua la sua corsa (contro il tempo): battuto Sonego

Appariva come il gigante che è, oggi, Rafa Nadal sul Centrale di Wimbledon.
Di fronte a un Sonego deluso dalle aspettative su se stesso, non tante probabilmente ma almeno quelle di lottatore indomito sì; non c’erano precedenti tra i due, non c’erano pressioni su Lorenzo, che partiva meno che sfavorito ma comunque la reazione di trovarti sul Centrale contro uno dei G.O.A.T. del tennis in cerca del Grande Slam è qualcosa che non puoi prevedere.

Al di là della partenza a razzo di Rafa, i colpi di Sonego sono sembrati poco centrati dall’inizio e le idee dell’azzurro abbastanza confuso, incapace di rispondere alle traiettorie del maiorchino e deluso da se stesso per questo.
Il terzo turno di Sonny, rimane, comunque, un traguardo apprezzabile anche considerando la stagione difficile e avara di soddisfazioni.

S’è preso anche una mezza ramanzina da Nadal a fine match: la “colpa” di Lorenzo, secondo Rafa, è stata quella di chiedere di chiudere il tetto sul 4-2 del terzo set (Sonego lamentava mancanza di luce, però anche sull’1 il tetto -e quindi l’impianto di illuminazione- era ancora non attivo). Educatamente e con garbo, Nadal ha fatto capire all’azzurro di non avere apprezzato.

S’è preso anche una mezza ramanzina da Nadal a fine match: la “colpa” di Lorenzo, secondo Rafa, è stata quella di chiedere di chiudere il tetto sul 4-2 del terzo set (Sonego lamentava mancanza di luce, però anche sull’1 il tetto -e quindi l’impianto di illuminazione- era ancora non attivo). Educatamente e con garbo, Nadal ha fatto capire all’azzurro di non avere apprezzato.
Su Rafa e il suo cammino c’è molto da dire.


C’è da dire che rispetto alle altre partite la confidenza con il campo e con la velocità del proprio gioco è stata decisamente più alta. Che il tabellone che ha davanti non è esattamente difficile, l’ostacolo più difficile dovrebbe essere rappresentato, eventualmente in semifinale, da Kyrgios o Tsitsipas. Che quando si arriva alla seconda settimana, come ha appena fatto Rafa, lui ha superato l’ostacolo maggiore, l’erba più scivolosa. Che tolto Matteo Berrettini, il vero ostacolo tra lui e questo terzo trofeo sui campi dell’All England Club è Novak Djokovic, che Rafa vorrebbe distanziare ancora nella conta Slam.

Che forse, Nadal, ha ancora poco tempo davanti a sé. Il piede soffre della sindrome di Müller-Weiss, ovvero una osteonecrosi degenerativa dello scafoide: Rafa ha optato per una terapia conservativa, la radiofrequenza a impulsi, e spesso non ha sensibilità (per questo o per le infiltrazioni, come a Parigi) al piede. Ma prima o poi dovrà fare un intervento che, da giocatore attivo, lo terrebbe fuori per quasi due anni; c’è da pensare che abbia optato per farlo una volta ritirato, al fine di non rischiare un collasso dello stesso scafoide.

È sembrata dunque una corsa contro il tempo questa partita contro Sonego, è una corsa contro il tempo per tentare il Grande Slam e per finire la carriera prima che sia troppo tardi per la sua salute. Il modo in cui lo sta facendo è davvero da fenomeno.