Dopo Nadal, anche Bencic e Jabeur positive al covid-19: sarà corsa contro il tempo per l’Australian Open

L’esibizione di Abu Dhabi si è rivelata purtroppo una bomba a orologeria per i tennisti.

Già il Gran Premio di F1 della settimana precedente aveva fatto due vittime: Nikita Mazepin, pilota russo del team Haas, e Charles Leclerc, il monegasco al volante della Ferrari che era riuscito a essere in pista il giorno della gara (al contrario del collega) e aveva riportato tampone positivo al rientro a Monte Carlo.

Rafael Nadal, assieme al coach Carlos Moya, sono stati i primi a rivelare la positività al covid-19, escludendo Emma Raducanu che era stata chiamata per affrontare Belinda Bencic ma si è scoperta positiva al momento del tempone fatto subito dopo l’atterraggio. Al posto della britannica era stata così chiamata Ons Jabeur, ma anche la tunisina oggi ha annunciato di essere risultata positiva. Tutto ciò, poche ore dopo un comunicato identico di Belinda Bencic.

Tutti loro erano vaccinati ed erano in procinto di cominciare l’ultima settimana di preparazione per la trasferta australiana. Per Raducanu potrebbe ancora esserci una piccola speranza di partire coi charter messi a disposizione da Tennis Australia tra il 26 e il 27 dicembre, a patto ovviamente ci sia un responso negativo al test passati i 14 giorni di isolamento. Per gli altri i tempi si allungano e si arriverà a inizio 2022. Nadal già prima di scoprirsi infetto non aveva dato piena garanzia che avrebbe giocato a Melbourne visti i recenti problemi fisici, ma adesso nessuno di loro sarà libero prima del 3/5 gennaio, a seconda di quando è stato effettuato il controllo.

Gli ultimi charter organizzati da Tennis Australia, per arrivare a Melbourne, sono in previsione tra l’8 e il 9 gennaio da Los Angeles e Dubai. Un eventuale nuovo tampone positivo rischierebbe di far saltare tutto.