Il ritorno di Roger: ed è già primavera

Il responso della marmotta più famosa d’America è arrivato anche quest’anno puntuale il 2 di febbraio: Phil dalla sua tana in Pennsylvania ha previsto, rientrando subito al calduccio dopo un breve capolino, che l’inverno sarebbe stato ancora lungo. 

Il celebre roditore con i suoi verdetti inappellabili secondo gli americani è un vero esperto di bollettini meteo, non  come il polpo Paul e la pecora Sonny capaci di prevedere i risultati delle partite di calcio e di rugby: la marmotta pare intendersi solo di meteorologia.

Eppure mai come in questo folle periodo siamo inclini a cogliere le tracce del fato attraverso l’interpretazione dei segni bizzarri della natura. Triste effetto di una impazienza logorante che ci consuma ormai da un anno, siamo tenacemente protesi alla ricerca di un miracoloso cambiamento che riporti indietro le lancette del tempo al momento antecedente al grosso guaio in cui siamo incappati: l’infortunio di Roger Federer!

Adesso il tanto atteso segnale è finalmente arrivato: forse non è una coincidenza che l’arrivo della primavera previsto dal simpatico Phil coincida proprio con il ritorno di Roger Federer sui campi da gioco a Doha e Dubai.  Siamo sicuri che il roditore meteorologo non sia anche un appassionato di tennis? Seriamente, dopo vari rinvii stavolta ci siamo: l’attesa lunga oltre un anno è finita.

La girandola di imminenti rientri smentiti puntualmente da altrettanti forfait, si è fermata. Nell’attesa di scoprire quando il fatidico domani sarebbe diventato oggi i giorni rischiavano di trascinarsi tutti uguali, senza magia. Perché se la vita è rimasta sospesa in questo anno di pandemia, il tempo invece ha continuato a scorrere, incalzando il beniamino svizzero giunto ormai alla soglia dei quarant’anni. Lo scorso anno l’infortunio di Roger aveva coinciso con l’emergenza sanitaria.

Nessuno giocava, sembrò quasi una circostanza  favorevole al campione elvetico essere assente dai campi proprio in un momento in cui il Coronavirus aveva messo tutti in pausa forzata. Poi quando la pandemia ha allentato il morso e i tornei hanno ripreso a disputarsi, l’assenza di Federer ha iniziato a preoccupare i fan. La lunga riabilitazione al ginocchio è parsa sospetta ai più e il pensiero di un prossimo ritiro del campione è diventato difficile da scacciare dalla mente.

Anche perché Roger in questo anno di inattività sportiva ha occupato il tempo vestendo i panni del perfetto testimonial dei più disparati prodotti commerciali. Attività questa interpretata come ulteriore indizio di un incombente addio. Ricominciare da capo adesso per cambiare il finale richiede molta forza e coraggio. Sulla scia di brutti presagi è stato facile quindi pensare al peggio e dubitare della tenacia del campione. Non ce ne voglia Roger se nell’attesa del domani abbiamo deciso perciò di non sprecare l’oggi e alla fine abbiamo ceduto agli irresistibili tentatori del mondo tennistico.

È umano volgere lo sguardo altrove, alla ricerca di stimoli consolatori, soprattutto quando la vista può spaziare in un panorama così ricco e vario: da una parte la conquista di un emozionante Slam da parte dell’avversario del cuore Nadal che ha colto l’occasione per pareggiare i conti, dall’altra parte Djokovic che ha confermato la sua indiscussa leadership dimostrandosi sempre più uomo dei record. Thiem invece ha conquistato a sorpresa l’America, aggiudicandosi il primo Slam della carriera. Come non restare poi soggiogati dal fascino ipnotico dell’imprevedibile Medvedev, che pare determinato a conquistare l’universo ATP.

Infine si è risvegliato dal torpore anche il nostro orgoglio tricolore grazie ai sorprendenti successi dei nostri giovani talenti azzurri. Aspettando il ritorno di Roger quella che sembrava una stagione buia, gelida e priva di speranze, ci ha regalato invece conferme e tante sorprese al punto che non avremmo potuto immaginare un destino migliore di questo lungo inverno tennistico. Ma adesso la stagione della rinascita è alle porte, non si può più rimandare, perché la primavera non bussa, lei entra sicura e ha voglia di prenderci per mano. Speriamo abbia voglia di portarci ancora lontano.