Australian Open: quarantena totale per i passeggeri del volo da Los Angeles dopo la scoperta di 2 positivi

Subito problemi nell’avvio delle due settimane di isolamento di giocatori e giocatrici all’arrivo a Melbourne. Nel primo giro di tamponi effettuato sui passeggeri di uno dei primissimi voli charter in partenza da Los Angeles sono state rilevate due positività al covid-19.

La vicenda si è sviluppata nella nottata italiana. C’erano 79 persone a bordo del volo che è arrivato nella mattinata di venerdì (ora australiana) e conteneva 24 atleti oltre ai membri del loro staff, qualche giornalista e il personale di volo.

Le informazioni ufficiali non riferiscono il nome delle persone coinvolte, ma sembra che una delle due sia l’allenatore di Lauren Davis, il quale starebbe cercando ora di dimostrare si tratti di una falsa positività. L’altro è un membro del personale di volo. Entrambi, secondo quanto comunicato dal torneo, sarebbero stati trasferiti in un’altra struttura per evitare ogni genere di rischio. Nel frattempo è scattata la quarantena per tutte le persone sul volo che adesso, parliamo per i tennisti, dovranno stare completamente chiusi per due settimane e a loro non sarà data nemmeno la possibilità di uscire 5 ore al giorno per gli allenamenti.

Tra questi ci sono personaggi come Victoria Azarenka, Sloane Stephens, Kei Nishikori, Pablo Cuevas, Guido Pella e Vasek Pospisil. Sfortuna enorme per Pella che già allo US Open fu costretto a due settimane di quarantena dopo che il fisioterapista fu trovato positivo all’arrivo a New York. Tra loro c’è anche Tennys Sandgren, protagonista della saga di un paio di giorni fa dove fu ammesso alla partenza per Melbourne malgrado fosse risultato positivo al tampone effettuato lunedì’ perché considerato non contagioso. Il conto dei positivi in questo giro non include il suo.

Secondo poi quanto riferisce il giornalista tedesco Jannik Schneider, l’immediata positività riscontrata su uno dei primi voli atterrati ha alzato notevolmente la tensione all’interno dell’albergo dove adesso in tanti sono in allerta provenendo da zone come Dubai e Los Angeles dove il virus circolava parecchio e, al contrario della località californiana, negli Emirati non c’erano vere limitazioni.