Quando l’azzurro è più intenso: l’Italia che vince al quinto set

La sconfitta contro il Belgio, le prossime 30 primavere di Fognini, una preoccupante mancanza di ricambio. Questo il presente dell’Italia del tennis. Ma anche se “non c’è nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria”, in qualche modo dovremo pur consolarci. Ecco quindi una carrellata dei più emozionanti quinti set giocati dai giocatori italiani.

Coppa Davis 1977, Australia-Italia 3-1, Alexander b. Panatta 6-4 4-6 2-6 8-6 11-9
Nel 1977, campioni in carica, conquistiamo nuovamente la finale. Trasferta quasi proibitiva contro i fortissimi australiani sull’erba di Sidney. L’Italia tennistica passò tre notti insonni davanti alla TV per la prima finale degli azzurri trasmessa in diretta. Italia sotto 2-0 dopo la prima giornata. Panatta/Bertolucci dimezzano lo svantaggio grazie a una perfetta prestazione contro Alexander/Dent. Le sorti della finale passano adesso dalla racchetta di Adriano Panatta che affronta la sua “bestia nera” John Alexander. Il campione azzurro gioca il suo tennis migliore e serve per il match sul 6-5 del quarto set. Un maledetto doppio fallo sul 30-30 lo frena a due passi dal traguardo. Perde il set, nel quinto rimonta da 2-5 ma finisce per cedere 11-9 dopo 3 ore e 54 minuti. Il capitano aussie, Neal Fraser, lo definì “uno dei migliori match di tutti i tempi”.

Coppa Davis 1979, Italia-Cecoslovacchia 4-1, Barazzutti b. Lendl 4-6 6-1 6-2 3-6 7-5
Due anni dopo, al Foro Italico contro la Cecoslovacchia, è ancora finale grazie al punto decisivo di Corrado Barazzutti dopo cinque set tirati su un giovanissimo Ivan Lendl. Sui velocissimi campi indoor di San Francisco gli USA di McEnroe e Gerulaitis non daranno poi scampo agli azzurri.

Coppa Davis 1980, Italia-Australia 3-2, Bertolucci/Panatta b. McNamara/McNamee 2-6 9-7 9-7 2-6 6-4
L’anno successivo succosa rivincita con l’Australia in semifinale, questa volta sulla terra del Foro Italico. Panatta/Bertolucci si esaltano contro McNamara/Mc Namee, freschi vincitori di Wimbledon, e portano il punto che si rivelerà decisivo.

Coppa Davis 1980, Cecoslovacchia-Italia 4-1, Smid b. Panatta 3-6 3-6 6-3 6-4 6-4 Lendl/Smid b. Panatta/Bertolucci 3-6 6-3 3-6 6-3 6-4
La quarta finale in cinque anni l’Italia la gioca a Praga contro la Cecoslovacchia di Lendl e Smid. Si giocò in un clima intimidatorio con l’arbitro di casa Bubenik e un gruppo di giudici di linea ben addestrati che perpetrarono furti a ripetizione nei confronti dei giocatori azzurri. Episodio che fece decidere all’ITF, dall’anno successivo, l’invio di arbitri neutrali negli incontri di Davis. I padroni di casa dovevano vincere, di riffa o di raffa, la loro prima Insalatiera e la vinsero dopo solo due giornate. Fatali due dolorose sconfitte in rimonta di Panatta con Smid e di Panatta/Bertolucci con Lendl/Smid.

Coppa Davis 1990, Italia-Svezia 3-2, Canè b. Wilander 6-4 3-6 4-6 7-5 7-5
Un incontro di Coppa Davis difficilmente si vince da soli, ma Paolo Canè ci riuscì in un epico primo turno giocato sulla terra di Cagliari contro la quotata Svezia dell’ex numero uno Wilander. Paolino portò a casa i tre punti decisivi superando nella prima giornata Svensson recuperando due set di svantaggio, in coppia con Nargiso sconfisse Jarryd/Gunnarsson, poi sul 2-2 il capolavoro con Mats Wilander in un match sospeso sui due set pari e concluso vittoriosamente il lunedì. Un Canè tarantolato giocò un quinto set magistrale trascinato dal calorosissimo pubblico sardo.

Coppa Davis 1997, Italia-Spagna 4-1, Camporese-Moya 6-7 6-7 6-1 6-3 6-3
Furlan b. Costa 4-6 6-3 4-6 6-4 6-1

Sette anni dopo, sul sintetico indoor di Pesaro, l’Italia supera a sorpresa la favoritissima Spagna di Moya e Costa. Omar Camporese, retrocesso a n.156, ritrova il tennis dei tempi migliori rimontando due set al finalista degli Australian Open Carlos Moya (n.8). L’inattesa vittoria carica anche il compagno Furlan (n.64) che, a sua volta, prevale in cinque set in rimonta su Albert Costa (n.12). Camporese, ben supportato da Nargiso, completa l’opera l’indomani suggellando una clamorosa sorpresa.

Coppa Davis 1998, Italia-Svezia 1-4, Norman b. Gaudenzi 6-7 7-6 4-6 6-3 6-6 rit.
A distanza di 18 anni l’Italia torna in finale, avversaria un abbordabile Svezia. Si gioca su un campo in terra rossa allestito al Forum di Assago. Dopo la stupenda vittoria di Milwaukee sugli USA in semifinale, la seconda insalatiera sembra davvero a un passo. Gaudenzi, Sanguinetti e Nargiso ci credono. Si parte con Andrea Gaudenzi e Magnus Norman, l’attuale coach di Wawrinka. La partita è una vera battaglia sportiva. A inizio terzo set, un set pari, il faentino inizia ad avvertire un insistente dolore alla spalla operata solo due mesi prima. L’azzurro stringe i denti spinto dal calore dei 15.000 tifosi presenti. Al quinto set Gaudenzi recupera da 0-4 e si porta sul 5-5. Un servizio vincente lo issa sul 6-5, ma il boato della folla copre l’urlo disperato del giocatore italiano. Il tendine della spalla ha ceduto. Al cambio di campo si vivono momenti drammatici sulla panchina azzurra. Gaudenzi non riesce più a muovere la spalla, il dolore è insopportabile. Di concerto con capitan Bertolucci decide di provare a continuare. Lo strazio dura solo altri quattro punti. Sul 6-6, dopo quasi 5 ore, l’azzurro è costretto al ritiro. L’Italia perde il suo miglior giocatore e, di fatto, la finale. Sanguinetti, sfiduciato, perderà facilmente con Gustaffsonn. L’indomani Kulti/Bjorkman regoleranno anche Nargiso/Sanguinetti. Solo due anni dopo arriverà la retrocessione nella serie B di Coppa Davis. È la fine di un ciclo.

Coppa Davis 2001, Finlandia-Italia 2-3, Luzzi b. Liukko 6-4 7-6 4-6 3-6 14-12
Nel 2001 la formazione di Davis viene completamente rinnovata con l’innesto dei giovani Volandri e Luzzi. Fu proprio l’indimenticato Federico Luzzi a dare il ‘la’ alla vittoria sulla Finlandia a Helsinki al primo turno. L’aretino, che non aveva mai giocato prima cinque set, venne a capo di Ville Liukko addirittura al ventiseiesimo gioco del set decisivo.

Roland Garros 1976, 1° turno, Panatta b. Hutka 2-6 6-2 6-2 0-6 12-10
Adriano Panatta fa il suo esordio al Roland Garros 1976 contro il carneade cecoslovacco Pavel Hutka, mai entrato nella top 100. L’azzurro è reduce dal successo romano dove al primo turno era sopravvissuto miracolosamente a 11 match point per il suo avversario, l’australiano Kim Warwick. A Parigi va in scena un sorprendente remake. Il campione romano fronteggia ancora una volta un match point sul proprio servizio, 10-9 al quinto per Hutka, 30-40. Adriano è a rete, il ceco gioca un passante incrociato con il back di rovescio; la palla sembra irraggiungibile ma l’azzurro ha ancora la forza per allungarsi in tuffo e colpire un incredibile volée vincente. Hutka, incredulo, esce dalla partita. Panatta sa che quel match point è ancora una volta un segno del destino. Conquisterà infatti il suo primo e unico Slam al termine di una cavalcata trionfale, senza più dover ricorrere al quinto set, con sei vittorie filate su Kuki, Hrebec, Franulovic, Borg, Dibbs e Solomon.

US Open 2005, 3° turno, Sanguinetti b. Srichaphan 6-3 4-6 6-7 7-6 7-6
Nel 2005 Davide Sanguinetti, a 33 anni, coglie il suo migliore risultato agli US Open. Dopo aver battuto Carlos Moya al secondo turno, il giocatore spezzino gioca una partita spettacolare sul Louis Amstrong superando dopo 4 ore e 24 minuti e cinque set il quotato thailandese Paradorn Srichaphan. L’azzurro terminerà il proprio cammino agli ottavi contro David Nalbandian. Probabilmente un risultato il cui valore va oltre il quarto di finale raggiunto da Sanguinetti a Wimbledon nel 1998 dove superò giocatori di bassa classifica (Van Herck, Voltchkov) e terraioli allergici all’erba (Squillari, Clavet). Il mese successivo lo spezzino raggiungerà il suo best ranking, n.42.

Roland Garros 2011, Ottavi, Fognini b. Montanes 4-6 6-4 3-6 6-3 11-9
Nel 2011, al Roland Garros, Fabio Fognini raggiunge i quarti di finale, finora il suo migliore risultato in uno Slam. Negli ottavi è protagonista di una drammatica vittoria in cinque set sullo spagnolo Albert Montanes. Il giocatore ligure al quinto set rimonta da 2-5 ma mentre sta servendo per restare nel match, sul 6-7, deve ricorrere al fisioterapista per un problema muscolare alla gamba sinistra. Fognini al rientro in campo è immobile ma lo spagnolo non riesce ad approfittarne. L’azzurro si limita ad appoggiare il servizio e a tirare a tutto braccio ogni palla che gli capiti nelle vicinanze. Si assistono a passaggi di gioco al limite del grottesco. Montanes, in totale confusione, non capitalizza due match point sull’8-7 e tre sul 9-8. Fognini, quasi incredulo, riesce a chiudere la partita sull’11-9. Il pubblico del Lenglen fischia pensando a una sceneggiata dell’italiano ma l’infortunio è serio tanto da costringere Fognini a ritirarsi dal torneo e non poter affrontare Djokovic nei quarti.

US Open 2015, 3° turno, Fognini b. Nadal 3-6 4-6 6-4 6-3 6-4
Ancora Fognini protagonista, questa volta agli US Open 2015 dove al terzo turno gioca una delle partite più esaltanti in carriera. Sotto di due set con Rafa Nadal, il ligure sale in cattedra e compie una strepitosa rimonta che annichilisce il campione spagnolo. La vittoria assume maggiore valore se si considera che Nadal solo una volta in precedenza aveva perso una partita dopo essere stato due set avanti (finale con Federer a Miami 2005).

Australian Open 2017, 2° turno, Seppi b. Kyrgios 1-6 6-7 6-4 6-2 10-8
Andeas Seppi è l’azzurro specialista dei cinque set con un record di 18 vittorie e 11 sconfitte negli Slam (21-15 se includiamo anche la Coppa Davis). Tra le sue numerose maratone vincenti ci piace ricordare l’ultima, con Kyrgios al secondo turno degli ultimi Australian Open. Una grande rimonta dell’azzurro, sotto di due set contro un avversario undici anni più giovane, n.13 mondiale e che giocava sui campi di casa. L’altoatesino annulla pure un match point sul 7-8 al quinto per poi trionfare 12-10 dopo 3 ore e 20 minuti.

Roma 1978, Finale, Borg b. Panatta 1-6 6-3 6-1 4-6 6-3
Per Bjorn Borg Adriano Panatta è stato una sorta di “bestia nera”, tanto che le uniche due sconfitte dello svedese al Roland Garros, nel 1973 e nel 1976, sono avvenute proprio a opera dell’azzurro. Ma in quella calda domenica romana di maggio del 1978 fu il campione svedese ad avere la meglio in cinque set. Una finale purtroppo ricordata più per l’eccessivo calore del pubblico romano che lanciò ripetutamente monetine in campo. Tanto che Borg, a inizio quinto set, minacciò il ritiro se l’episodio si fosse ripetuto. Volarono ancora un paio di monetine in campo che i raccattapalle fecero velocemente sparire e che forse Borg fece finta di non vedere. Lo svedese vinse, prese la coppa e non si fece mai più vedere in campo al Foro Italico.

US Open 1978, Ottavi, Connors b. Panatta 4-6 6-4 6-1 1-6 7-5
Nel 1978 Panatta incrocia Connors negli ottavi agli US Open, traslocati proprio quell’anno dalla terra verde di Forest Hills al cemento del nuovissimo impianto di Flushing Meadows. L’azzurro gioca una delle più belle partite in carriera. Panatta serve per il match sul 5-4 al quinto set. Sul 30-15 Jimbo gioca il punto della vita. Il giocatore romano viene a rete e gioca a colpo sicuro una volée di diritto per conquistarsi il doppio match point ma un passante di rovescio di Connors, giocato da posizione impossibile, passa al di là del paletto della rete sfiorando la testa del giudice del net (si, proprio quello con il dito sul nastro) e un tecnico della CBS con il microfono in mano e atterra sull’incrocio delle righe. Adriano non seppe più risollevarsi. Connors dominerà poi il torneo superando agevolmente Gottfried, McEnroe e Borg.

Wimbledon 1979, Quarti, Duprè b. Panatta 3-6 6-4 6-7 6-4 6-3
La sconfitta più amara nella carriera di Panatta è stata senza dubbio quella nei quarti di Wimbledon 1979 contro lo statunitense Pat Duprè. Una partita seguita sulla RAI da milioni di italiani; il TG delle 20 che va in onda con una piccola finestra, in alto a destra dello schermo, che permette di continuare a seguire la partita. L’azzurro domina fino al 6-3 4-1, poi l’incontro si ingarbuglia e diventa un testa a testa fino al nefasto quinto set finale. Mai come quell’anno Wimbledon era alla portata di Panatta; in semifinale avrebbe trovato Tanner e in un’eventuale finale il suo amico Borg. Ne avremmo viste delle belle.

Wimbledon 1987, 2° turno, Lendl b. Canè 3-6 7-6 6-7 7-5 6-1
La “prima volta” nel Centre Court di Wimbldon ha esaltato nel 1997 Paolo Canè (n.40) che, al secondo turno, affrontò il numero uno mondiale Ivan Lendl. La partita fu giocata nell’arco di due giorni e interrotta ben cinque volte per la pioggia. Questo prosciugò le energie mentali del bolognese che non riuscì ad approfittare del vantaggio di un break nel quarto set, avanti due set a uno, contro un avversario molto più avvezzo a situazioni del genere. Canè perse la partita al quinto ma il suo enorme talento andò in mondovisione.

Australian Open 1991, Quarti, P.McEnroe b. Caratti 7-6 6-3 4-6 4-6 6-2
Gli Australian Open 1991 registrano il primo quarto di finale in uno Slam di un italiano dai tempi d’oro di Panatta e Barazzutti. Protagonista a sorpresa il ventenne Cristiano Caratti (n.101) che sfrutta nel migliore dei modi un percorso del tabellone addirittura privo di giocatori compresi tra i top 100. Tanto rammarico per la sconfitta in cinque set nei quarti contro un abbordabile Patrick McEnroe (n.114), fratello di John. Un’occasione irripetibile per raggiungere una storica semifinale allo stesso tavolo dei prime tre giocatori al mondo: Edberg, Becker e Lendl.

Australian Open 1991, 3° turno, Becker-Camporese 7-6 7-6 0-6 4-6 14-12
Nella stessa edizione dello Slam australiano, Omar Camporese accarezza l’impresa contro il numero 2 Boris Becker. Il bolognese è in una delle sue giornate di grazia, recupera due set di svantaggio e costringe il tedesco al quinto set. Un’ultima frazione di gioco infinita. Per 20 giochi si tiene l’ordine del servizio, poi è break per il tedesco che va a servire per il match sull’11-10. Becker, sul 40-0, ha tre match point. Camporese inventa cinque risposte consecutive vincenti e si riporta in parità. Sul 13-12 il tedesco ha una nuova chance per chiudere a proprio favore l’incontro e lo fa con due ace. Dopo 5 ore e 11 minuti Becker può esultare ma alza anche il braccio di Camporese per condividere la lunga standing ovation.

Roland Garros 2004, 3° turno, Safin b. Starace 6-7 6-4 3-6 7-5 7-5
Al Roland Garros 2004 un semisconosciuto Potito Starace (n.220), proveniente dalle qualificazioni, supera Tursunov e il top ten Grosjean per poi affrontare l’ex numero uno mondiale Marat Safin. Il giocatore campano gioca forse la miglior partita della carriera ma non mette a frutto due match point sul 5-4 e servizio nel quinto set. Quel terzo turno parigino, eguagliato nel 2007, resterà il suo miglio risultato in uno Slam.

Wimbledon 2005, 2° turno, Roddick b. Bracciali 7-5 6-3 6-7 4-6 6-3
Nel 2005 un altro azzurro sfiora l’impresa all’esordio sul Centre Court di Wimbledon. L’aretino Daniele Bracciali (n.120) sfida Andy Roddick (n.4). Lo statunitense si porta avanti di due set ma poi inizia lo show di Bracciali che conquista il terzo set al tie-break. Inizia a calare l’oscurità (il tetto sarà installato solo nel 2009) ma ancora c’è luce sufficiente per proseguire. Roddick, visto l’andamento del match, pensa bene di prendere il borsone e prendere la via degli spogliatoi. L’arbitro, con una certa sudditanza psicologica, annuncia la sospensione del match tra le proteste dell’aretino che insegue lo statunitense negli spogliatoi non mandando certo a dirgliele. L’indomani Bracciali, ancora ispirato, fa suo anche il quarto set. Sul 4-2 Roddick al quinto, l’azzurro si procura due palle break per tentare il riaggancio. Bracciali tira un passante di diritto ai più imprendibile, ma lo statunitense vola come un portiere e impatta la volèe vincente. Standing ovation e incontro che vira definitivamente a favore di Roddick.

Roland Garros 2012, Ottavi, Djokovic b. Seppi 4-6 6-7 6-3 7-5 6-3
Nel 2012 Andreas Seppi conquista gli ottavi di finale al Roland Garros, suo migliore risultato sulla terra parigina, e affronta il numero uno Djokovic. Partita sulla carta proibitiva ma l’azzurro sorprende il campione serbo con un tennis da applausi e si porta avanti di due set. Djokovic, con grande tenacia e pazienza, recupera punto su punto e riesce a completare la rimonta al quinto set dopo 4 ore e 18 minuti.