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Quiet Please! La Robson e le teenager terribili: che 2014 sarà?

Di ROSSANA CAPOBIANCO – La WTA si tinge di nuovo: le giovani arrembanti promesse pronte a darsi e a dare battaglia nel 2014, cercando di rinnovare un circuito che ha bisogno di giovani forze; a differenza di quello maschile, quello femminile appare più pronto a fare esplodere le sue promesse.

 C’è voglia di nuovo. Ce n’è ormai da un po’ di tempo, nel tennis, in entrambi i circuiti. Ma mentre nel circuito maschile all’orizzonte si intravede solo qualcosa e niente di eccezionale, a livello numerico e per concretezza nella WTA c’è più di qualcosa pronto ad esplodere.

Le teenager terribili, ovvero quelle tenniste giovanissime che sono accreditate ad un futuro di successo e che hanno meno difficoltà atletiche rispetto ai coetanei maschietti. Chi sono? Andiamo con ordine:

LAURA ROBSON


Laura è sul circuito professionistico da un po’, ormai. Promessa sempre più promessa del tennis britannico, ha soltanto diciannove anni ma la si attende da quando ne ha sedici. Perché il talento è evidente, è mancina, alterna accelerazioni a qualche variazione, si lascia guardare. Potenziasse il servizio potrebbe diventare devastante, se non come la Kvitova, quasi. Come Petra però soffre troppo i momenti delicati del match, si complica le cose: questione di maturazione che deve arrivare? Probabile. Forse anche troppi coach cambiati troppo in fretta: affidatasi ora a Nick Saviano, ha mollato da poco Maclagan, ex allenatore di Murray (e al momento di Sam Stosur) e sta effettuando la preparazione per il 2014 nell’accademia di Bollettieri, dove Saviano lavora.
E’ il suo anno? Probabile, ma oltre agli exploit che ha già compiuto, ha bisogno estremo di continuità (e magari di assenza di infortuni). Lei è ben oltre le prime trenta del mondo.

 

SLOANE STEPHENS


Un anno di più, e si vede. Nel 2013 la Stephens (non senza pause) ha dimostrato di essere la più promettente delle sue giovani colleghe. Quella più pronta a fare il grande passo ed il ranking sta lì a dirci tutto: a Ottobre 2013 ha raggiunto l’undicesima posizione, perfettamente a ridosso delle top ten. Per questa preparazione di una stagione importante per lei si è affidata a Paul Annacone, ex coach di Roger Federer ed è pronta a farsi largo tra le grandissime. Tatticamente cresciuta tantissimo, nel dritto la sua migliore arma. Le top five? Un obiettivo possibile nel 2014.

 

EUGENIE BOUCHARD


La canadese ci ha messo poco a compiere quella che pare essere la transizione più difficile per un tennista: dal circuito juniores a quello professionistico. Genie vinceva Wimbledon Jr nel 2012, un anno dopo si trova  al numero 32 del mondo, a soli 19 anni. A differenza di quelli che molti credono, però, la Bouchard non è un fenomeno. E’ una giocatrice dai colpi puliti, con una discreta percezione geometrica del campo, che sa appoggiarsi e ribattere bene non disdegnando la profondità. Una contrattaccante, insomma. E questo le permette una più facile continuità. Probabile certa top 20 nel 2014, grazie a quel bel faccino e un contagioso sorriso sarà anche una delle più amate.

 

MADISON KEYS


Cresciuta nell’accademia di Chris Evert a Boca Raton, Madison ha 18 anni e nel tennis, nei suoi traguardi, è sempre stata una precoce. Nel 2013 ha raggiunto il terzo turno sia in Australia che a Wimbledon, chiude la stagione senza exploit ma tra le prime 40 del mondo. Mancano ancora partite, continuità, fiducia e una sapienza tattica che arriverà pian piano, ma i colpi ci sono e possono fare male a chiunque. Forse sarebbe il caso per la statunitense di affidarsi ad un coach di alto livello.

 

BELINDA BENCIC


Anni? Sedici. Nazionalità? Svizzera. Sì, echi di Martina Hingis qui, anche perché pure Belinda è di origine cecoslovacca. Entrata da poco nel circuito professionistico, occorre andarci piano con lei. Ma gioco e soprattutto testa ci sono e ci dicono che Belinda, salvo infortuni gravi, è una di quelle che arriverà presto. Nel 2013 vince ben due Slam juniores, Roland Garros e Wimbledon, uno dopo l’altro e su superfici così diverse (per quanto possano essere diverse in quest’epoca). Ha già esordito in Fed Cup e il suo primo match nel circuito professionistico a Tokyo, dove si è anche regalata la prima vittoria della carriera sconfiggendo un’altra giovane promessa, Daria Gavrilova, e non sfigurando nel secondo turno contro Petra Kvitova (futura campionessa). La strada è ancora lunga, ma la Bencic è una che sa correre. Il 2014 si preannuncia il vero banco di prova.

 

Naturalmente non abbiamo dimenticato la Watson, la Halep, la Martic o altre, che però ormai di teenager hanno poco e hanno raggiunto i loro (piccoli o grandi) traguardi. Queste sono probabilmente le ragazze che, a livello diverso e ognuno col proprio, cambieranno la WTA del 2014. E sarebbe un grande indice di salute.

 

 

 

Rossana Capobianco

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