All’indomani della squalifica di Novak Djokovic, tutto il mondo del tennis sta ancora discutendo di quanto accaduto sull’Arthur Ashe. Una decisione ritenuta giusta da tutti i suoi colleghi, interpellati sull’episodio sfortunato, seppur concedendo al serbo l’involontarietà nel colpire il giudice di linea.
Ma Nole non è l’unica “vittima” del regolamento. Un caso analogo si era verificato qualche anno fa, più precisamente nel 2017 nella sfida di Coppa Davis tra Canada e Gran Bretagna. In quella occasione Denis Shapovalov venne punito con la squalifica quando, dopo aver scagliato di rabbia la pallina per un servizio perso contro Kyle Edmund, c’entrò in pieno il giudice di sedia.
Il canadese poi in conferenza stampa fece mea culpa scusandosi per la scelleratezza del suo gesto. Anche in quel caso, ça va sans dire, Shapovalov non aveva intenzione di colpire l’arbitro, ma la reazione di scagliare la pallina fu considerata volontaria e fu applicata la regola del “physical abuse”, proprio come nel caso di Djokovic.
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