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WTA Palermo: Paolini lotta ma Bertens la spunta al terzo set

Non sono bastati a Jasmine Paolini due set di alto livello per riuscire nell’impresa di fermare la numero 1 del seeding del WTA International di Palermo, Kiki Bertens.

L’olandese, impostasi 6-4 1-6 6-1, si è qualificata per le semifinali dove affronterà Paula Badosa, classe 1997, debuttante a questi livelli di un tabellone del circuito maggiore.

È una settimana particolare, quella siciliana, perché fin dal momento del sorteggio si vedeva che c’era tanto spazio per giocatrici come la spagnola, fuori dalle 100 fin qui in carriera ma con la chance importante per far strada in un torneo WTA. Era un tabellone abbastanza debole, con l’unica vera punta di diamante rappresentata proprio da Bertens, numero 5 del mondo, che però non può essere al massimo perché Palermo per lei deve rappresentare un passaggio graduale dall’erba al cemento, e per evitare diverse settimane di stop tra i Championships e l’inizio del torneo di Toronto è venuta in Italia su una superficie che ama per mantenersi rodata, con partite nelle gambe.

Ieri però la maratona nel primo match della sessione serale tra Liudmila Samsonova e Fiona Ferro l’ha vista scendere in campo dopo le 11:30, orario molto inusuale per lei (come del resto per tante) e tutte le difficoltà del caso tra stanchezza e scarsa lucidità si sono viste nel primo e nel secondo parziale. Break e controbreak nei primi game, nuovo allungo per l’olandese sul 3-2 e servizio e salvataggio del turno di battuta successivo per il 4-2, con nuovi rischi nel decimo game chiuso solo al terzo set point. Dopo, però, è stato un monologo di Paolini.

Tanta fatica per Bertens per portarsi avanti 6-4, tanta facilità per Paolini per vincere il secondo set 6-1. Jasmine, che il giorno prima aveva battuto in quasi tre ore di gioco Irina Camelia Begu, aveva motivazioni incredibili. Purtroppo per lei, ha spesso subito batoste importanti nel circuito WTA, riuscendo in rare occasioni a passare il primo turno. Qui, in “casa”, ha forse per la prima volta trovato vittorie che danno fiducia e morale. Oltre a quella sull’esperta rumena, il netto 6-1 6-4 al primo turno contro Laura Siegemund. Il tutto in Italia, davanti al proprio pubblico che già contro Begu era rimasto numeroso sugli spalti del Country Club. Un’atmosfera molto particolare che si è rivissuta ieri, contro Bertens, e che l’ha spinta ben oltre il suo livello abitudinario per larghe parti dell’incontro. Il problema, semmai, è che nel momento chiave il carattere e l’esperienza dell’olandese hanno fatto la differenza.

L’allungo di Bertens a inizio del terzo set è stato decisivo. Un piccolo calo di intensità per Paolini è stato letale, e dopo un’ora e mezza di grande intensità il sogno della semifinale si è spento in 10 minuti, con l’allungo sul 3-0 e la gestione finale della numero 1 del seeding. Kiki non è nuova a vittorie “sporche”, quelle che in certe situazioni fanno tanta differenza e rappresentano, soprattutto in questo momento della sua carriera, una grande spaccatura tra lei e tante altre del tour. Noi italiani dovremmo ricordare bene quella sfida di inizio anno a Doha, tra lei e Camila Giorgi. L’azzurra le diede 6-0 in 18 minuti, si complicò la vita nel secondo ma andò comunque avanti 5-1 nel tie-break. Lo perse, rientrò da 0-3 a 4-3 e servizio nel terzo con Bertens che fin lì stava giocando a un livello molto al di sotto dei suoi standard, eppure con 12 punti vinti negli ultimi 13 si aggiudicò l’incontro. Alle volte, la testa fa tutta la differenza del mondo.

Ora per lei ci sarà Badosa, mentre nella semifinale della parte bassa si affronteranno Samsonova (6-7 6-3 6-4 a Fiona Ferro) e Jil Teichmann, che ha approfittato del ritiro di Anna Lena Friedsam quando il punteggio la vedeva comunque avanti 6-0 1-0.

Diego Barbiani

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