Si è da poco conclusa l’intervista con Stefano Cobolli, padre e allenatore di Flavio Cobolli: una conversazione franca e illuminante per comprendere i progressi del giovane tennista. Come ha spiegato il tecnico, “i margini di miglioramento sono ancora molto ampi: dovremo lavorare ancora molto su questo aspetto”. Parlando del figlio, Cobolli ha sottolineato: “Flavio è […]
09 Giu 2026 23:25 - Senza categoria
Serena Williams di nuovo in campo: il ritorno della Regina
di Diego Barbiani
Nell’anno del Signore 2026, siamo di nuovo qui a raccontare di Serena Williams che calca i campi da tennis di un torneo ufficiale del circuito professionistico WTA. Il Queen’s (omen nomen, praticamente) è stato teatro di questo rientro per certi versi ancora difficile da comprendere a pieno, perché è vero che sembra per ora concentrarsi solo sul doppio ma la carta di identità dirà “anni 45” a settembre e siamo abbastanza oltre ogni genere di limite. Lei però questi limiti non li ha mai considerati.
Quattro anni dopo l’ultimo torneo, allo US Open, e con l’ultima estate vissuta col magone per un addio che sapeva bene non sarebbe stato semplice, la leggenda statunitense ha voluto questa seconda carriera. Perché? Perché si diverte, dice, e vuole giocare senza grandi obiettivi in testa, cosa che non era mai successa fino al 2022 perché quel nome era sempre un onore e un onere tra chi vinceva perché più forte delle altre e chi doveva vincere proprio perché più forte di tutte le altre. E in Inghilterra si è ripresentata col volto un po’ segnato dal tempo ma in apparente grande spirito, dando la sua benedizione a Victoria Mboko per il doppio del rientro in campo dicendo di vedere nella canadese (25 anni in meno di lei) una piccola parte di sé. Un’investitura che già così basterebbe a non far dormire la notte alla destinataria, che si starà sentendo su una nuvola anche dopo le dichiarazioni rilasciate dalla 23-volte campionessa Slam al termine del primo turno di doppio vinto contro Ellena Perez e Nichole Melichar Martinez 7-6(3) 6-2: “Lei è stata fantastica nei punti importanti, potevo completamente affidarmi a lei”.
Serena, in compenso, ha mostrato un po’ tutto quello che una signora di 44 anni e lontana da quattro dal tour può essere: arrugginita, non ancora in una condizione generale davvero buona, ma è e sarà sempre un jolly per questa categoria. In carriera non ha mai perso una finale (Slam o Olimpica) di questa competizione e giocare occupando solo una metà campo le da modo di colpire palle quasi da ferma, dove a tratti comunque emerge la tecnica e la qualità superiore. Non di meno, è lei a trovare una prima vincente a oltre 120 miglia orarie sul 5-5 30-30, come tante ne ha giocate nella prima parte di carriera. E vinto il primo set hanno poi preso il largo nel secondo concluso con un più agevole 6-2. Al prossimo turno avranno Leylah Fernandez e Laura Siegemund.
Serena è di nuovo tra noi. Non sembrava possibile, invece eccola a rimettersi in gioco. In un modo diverso, ma come sappiamo l’appetito vien mangiando e se le risposte del proprio corpo saranno buone chissà che non voglia ritentare anche in singolare. Nessuno ora le chiederà la luna, o si aspetterà possa di nuovo vincere, ma se è qui forse crede di avere ancora qualcosa dentro di sé. E soprattutto potrebbe esserci all’orizzonte anche un’idea di un nuovo doppio con la sorella Venus, lei che compirà 46 anni a giorni e come assieme potrebbero anche togliersi qualche bella soddisfazione.