Roland Garros: Swiatek 30 e lode. Fuori Halep e Collins, tracollo Pliskova. Badosa si salva

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Nel giorno della centesima vittoria in carriera a livello WTA, Iga Swiatek coglie la trentesima consecutiva e torna al terzo turno del Roland Garros.

La numero 1 de mondo ha un feeling con la terra rossa molto speciale, lo sapevamo, e a Parigi non è mai andata sotto al quarto turno nelle tre precedenti edizioni disputate. Al titolo del 2020, infatti, si erano aggiunti i quarti di finale l’anno successo e gli ottavi nel 2019.

Come all’esordio, la polacca ha rifilato un nuovo 6-0 6-2. Prima a Lesia Tsurenko, stavolta ad Alison Riske. Due avversarie che non le hanno fatto il solletico, oggi la statunitense è riuscita a sbloccarsi solo dopo aver perso i primi nove game consecutivi. La differenza nella condizione, nell’adattamento e nel gioco generale ha fatto sì che anche questo fosse un match molto leggero per la numero 1 del mondo, salendo così a soli due successi dalla miglior serie di Justine Henin fermatasi all’Australian Open 2008 a quota 32. Al terzo turno avrà Danka Kovinic, piccola sorpresa emersa dopo il successo in rimonta contro Liudmila Samsonova all’esordio e capace oggi di battere Anna Karolina Schmiedlova 6-3 7-5 pareggiando così il miglior risultato Slam della carriera raggiunto all’ultimo Australian Open.

Il tabellone femminile, tolta Swiatek, continua a spogliarsi delle sue teste di serie. Oggi sono uscite di scena Simona Halep, Karolina Pliskova, Danielle Collins ed Ekaterina Alexandrova. Altre due top-10 salutano Parigi e se tutto sommato la finalista dell’Australian Open, numero 9 qui, non era accreditata di fare tanta strada ed è stata sconfitta dalla connazionale Shelby Rogers 6-4 6-3, fa molto rumore la batosta subita dalla ceca. Pliskova è in un momento di forma terribile dopo il rientro per il problema al polso, sulla superficie peggiore per lei, e già nel primo turno sembrava lontanissima dal poter competere per qualcosa di importante, ma il 6-2 6-2 subito dalla numero 222 del mondo Leolia Jeanjean, in tabellone con una wild-card e al primo Slam della carriera, è veramente pesante da accettare a cuor leggero.

Pessima prova della ceca, che è apparsa spenta, frustrata, nervosa, ferma e incapace di avere anche solo una reazione di fronte a un’avversaria che fino a un paio d’anni fa giocava nel campionato collegiale statunitense e non è nemmeno giovanissima avendo 26 anni. Vale probabilmente molto più di un 222 al momento, ma Pliskova ci ha messo tanto del suo con una marea di errori non forzati e nessuna scintilla di orgoglio.

Partita simile, da inizio del secondo set, per Halep. La numero 19 del tabellone è stata battuta 2-6 6-2 6-1 da Qinwen Zheng dopo essere arrivata al 6-2 2-1 e chance del 3-1 col servizio. Il primo set della ex numero 1 del mondo è stato di tutt’altro livello rispetto all’esordio molto stentato, ma perso quel break di vantaggio nel secondo parziale è sparita dal campo abbastanza velocemente e nel terzo set ha anche avuto bisogno dell’assistenza medica per controllare la pressione in una fase dove sembrava far fatica a prendere aria. Un tracollo verticale in cui Zheng ha comunque messo la firma perché colpiva soprattutto di dritto una palla pesante ma molto carica, che col rimbalzo finiva spesso sopra la spalla della rumena e la depotenziava completamente.

Halep ha subito in tutto 8 game di fila prima di sbloccarsi, ma il game dell’1-3 è stato solo un attimo fugace perché correva tanto e la palla non aveva spinta, Zheng pur spostandosi in difesa riusciva a fare comunque male. È finita malissimo per lei, al peggior risultato a Parigi dal 2015, mentre per la cinese (grande promessa del tennis asiatico) si spalancano per la prima volta le porte del terzo turno dove affronterà o Alizé Cornet o Aljona Ostapenko.

L’unica big, oggi, ad aver evitato la sconfitta è stata Paula Badosa, numero 3 del seeding, che comunque si è complicata parecchio la vita contro Kaja Juvan. Fin qui non c’è molto della Badosa versione 2021, malgrado oggi per esempio si fosse messa il dito contro la fronte a fine primo set quando ha evitato la grande beffa dal 5-2 e servizio perché sul 5-5 la slovena ha sprecato male tre dritti consecutivi dalla chance del 6-5 in suo favore che avrebbe probabilmente aperto un nuovo copione. Badosa, salvatasi in una fase dove spingeva a metà campo, ha poi servito bene per chiudere il set al dodicesimo gioco. Eppure non è bastato per darle vita facile perché Juvan ha reagito molto bene scattando dal 2-2 al 5-2 nel secondo parziale e partendo con un break di vantaggio nel set decisivo, venendo però rimontata e perdendo 7-5 3-6 6-2. Per Badosa, che dovrà alzare parecchio il livello, al prossimo turno ci sarà Veronika Kudermetova.