US Open: Fernandez vola, Kerber travolta. Ai quarti avrà Svitolina, Halep costretta alla resa

L. Fernandez b. [16] A. Kerber 4-6 7-6(5) 6-2

Regalo di compleanno più bello, per Leylah Fernandez, probabilmente non poteva esserci. Lei che è nata il 6 settembre del 2002 ha conquistato il primo quarto di finale Slam della carriera, allo US Open, ripartendo dopo il successo contro Naomi Osaka per rimontare un’altra pluricampionessa Slam come Angelique Kerber. E come nel match contro la giapponese, c’è riuscita quando era indietro un set e un break.

Tanto bel gioco e coraggio che alla fine hanno ricevuto un gesto molto carino da parte della ex numero 1 del mondo, battuta, amareggiata e molto stanca ma che ha comunque passato la rete per andare nel campo avversario e abbracciare la ragazzina dicendole qualcosa all’orecchio, mentre il pubblico intorno faceva un boato assordante. Raramente Kerber si è espressa così dopo le sconfitte, spesso la delusione e la rabbia avevano il sopravvento. Oggi ha mostrato fastidio nel procedere del match, anche perché era 6-4 4-2 e nel tie-break stava rientrando da 1-5, ma il livello della sua avversaria soprattutto nel parziale decisivo è stato altissimo e i 45 vincenti nel 4-6 7-6(5) 6-2 sono la dimostrazione massima.

Passaporto canadese ma coi genitori di origine ecuadoriana e filippina, Leylah sta vivendo il torneo che le cambierà la carriera. Aveva già una finale WTA ottenuta nel marzo 2020, poco prima della sospensione del circuito a causa del covid, ma questa settimana a New York la proietterà in una dimensione ben più alta e ha dimostrato oggi che carattere e gioco sono due basi su cui costruire quello che verrà, perché sarebbe stato facile sedersi sul successo contro la giapponese di due giorni fa e invece si è riproposta in campo giocando molto aggressiva e riemergendo da una situazione che la vedeva quasi spacciata.

Nel primo set era avanti 4-2, stava dettando ritmo, ma sulla palla del 5-2 si è più volte bloccata. Sulla prima, 40-30, ha commesso il primo doppio fallo della sua partita. Ne arriveranno altri due solo in quel game, e un controbreak doloroso che ha dato ossigeno alla tedesca e l’ha invece bloccata, portata a sentire tanta tensione e a entrare in un vortice di errori che dalla palla break del 5-3 ha visto Kerber vincere 14 punti a 2. Con il primo set in archivio, Fernandez partiva male nel secondo e concedeva subito un nuovo break, ma ha trovato le forze per reagire al lungo blackout ricominciando a colpire bene col dritto e ad aprirsi il campo o trovare angoli su cui l’avversaria quasi nemmeno partiva. Il controbreak del 4-4 è stato un gioiello, con soli vincenti tra cui un impatto col dritto in allungo difensivo divenuto vincente in lungolinea. Angelique si salvava sul 5-6, ma una brutta partenza nel tie-break e i primi evidenti segnali di pesantezza nelle gambe spingevano Fernandez sul 5-1. A braccio sciolto, la sua avversaria riusciva a recuperare i due minibreak ma sul 4-5, con il servizio a disposizione, ha scelto di andare verso il dritto dell’avversaria, il colpo migliore visto fin lì, beccandosi una risposta vincente che ha dato il là al 7-5 conclusivo. Nel terzo, a quel punto, la tedesca ha cercato di rimanere in corsa ma le energie scarseggiavano sempre più. Ha sciupato due palle break sul 2-1 e da lì la sua partita è finita: Fernandez si è portata 2-2 e ha poi dilagato, chiudendo da assoluta dominatrice del campo in mezzo ai tanti applausi del pubblico.

Splendido, in generale, l’atteggiamento della canadese. Anche nei momenti di maggiore difficoltà si incoraggiava senza sosta. Sbagliava, magari anche clamorosamente, e comunque stringeva il pugno pochi attimi dopo per ripartire. Kerber, invece, è stata troppo spesso passiva. Forse era già quello un sintomo del calo fisico avuto col passare del tempo, ma tante volte le sue risposte non sono mai state al livello a cui può aspirare, con palle colpite in maniera troppo docile di dritto verso il centro del campo, che diventavano un invito all’avversaria per cominciare le sue trame. Raramente Fernandez, quando aveva la palla sul dritto, perdeva il punto. È un colpo a cui da un anticipo estremo, e forse anche per questo riesce a stringere l’angolo in maniera ancor più “dolorosa” per le avversarie rispetto a Kerber, costretta spesso a rincorrere quella palla due metri lontana dal campo. La canadese poi in generale non ha un fisico costruito, potente, però la qualità dei colpi è tale che quella palla viaggi abbastanza e soprattutto possa tenere il comando.

Altri risultati

Adesso nei quarti di finale affronterà Elina Svitolina che, nel primo match di giornata, si è imposta 6-3 6-3 contro Simona Halep. Una sfida che sembrava preannunciarsi come una delle più interessanti di giornata, ma di fatto dopo una manciata di game sembrava già di vedere una rumena con pochissime energie rimaste dopo lo sforzo molto importante nel terzo turno contro Elena Rybakina.

Era andata inizialmente avanti di un break, la numero 12 del seeding, ma non ha concretizzato e Svitolina sul 3-3 si è tirata su da un game in cui era indietro 15-40, prendendo poi il largo. Fondamentale, oggi, la questione fisica perché entrambe basano molto su quell’aspetto e con un gioco relativamente simile se c’era una delle due che era tanto superiore molto probabilmente lei diveniva anche la favorita alla vittoria, e così è stato.