US Open: Andreescu si salva dopo 3 ore, bene Swiatek e Kvitova

[6] B. Andreescu b. V. Golubic 7-5 4-6 7-5

Due anni e tanti problemi fisici dopo, Bianca Andreescu è tornata a Flushing Meadows. La campionessa dello US Open 2019 ha rimesso piede sull’Arthur Ashe Stadium dopo aver dovuto saltare l’edizione 2020 per un infortunio alla gamba che era seguito a quello al ginocchio e che è venuto prima di quello alla caviglia di inizio 2021 e il covid a fine aprile. Son stati due anni terribili, per la ragazzina prodigio di Mississagua, sobborgo in periferia di Toronto, e se non altro adesso è riuscita a ritrovare le luci e l’energia di New York.

Confrontare questa Andreescu con quella del 2019 è forse eresia. Siamo lontanissimi da quel livello, ancora, e non potrebbe essere altrimenti visto quanto poco ha potuto giocare, ma come in diverse partite di quell’edizione dello US Open eccola di nuovo mostrare perché poi finì per laurearsi campionessa. Non è, almeno non “soprattutto”, col gioco che raccoglie maggiormente risultati, ma con quella spiccata e innata capacità di elevarsi caratterialmente e mentalmente nei momenti più importanti. C’è meno varietà nel suo gioco, rispetto a due anni fa: pochi e isolati cambi di ritmo con traiettorie alte, con slice e con palle corte seguiti da lob. Ora sta spingendo a tutto braccio con grande frequenza, spesso rendendo almeno la partita di stasera un incontro di boxe, e malgrado i tanti momenti dove è apparsa confusa e fuori dal gioco ha saputo accendersi nei momenti giusti all’interno di tre set piuttosto duri contro Viktorija Golubic.

Un primo turno che poteva nascondere qualche sorpresa è divenuto un labirinto, per Andreescu, dove aveva bisogno di grande forza e lucidità per uscirne intera. Un match durato quasi tre ore contro un’avversaria che in stagione ha vinto tanto, ha raggiunto i quarti di finale a Wimbledon e meritava tantissimo rispetto fin dall’inizio e che si è trovata sempre avanti nei vari parziali giocati ma pagando la leggerezza di un gioco che non può contrastare per così a lungo la forza di una Andreescu che a tratti voleva spaccare tutto e, nei momenti chiave, c’è riuscita: 7-5 4-6 7-5 in quasi tre ore di gioco, col match finito quando era ormai l’una del mattino e le urla di Andreescu a rimbombare dentro un impianto con ormai solo qualche centinaio di spettatori. Golubic ha condotto 5-3 nel primo e 4-2 nel secondo, ritrovandosi in entrambi i casi incapace di chiudere per un braccio che tremava un po’ troppo, per una voglia di accelerare e cercare quel di più che in quei momenti non poteva trovare. Lasciava andare il braccio per fretta e voglia di liberarsi del punto, sbagliava alcune scelte tattiche cercando il rovescio della canadese e il servizio non era sufficiente a darle quel po’ di respiro che le sarebbe tremendamente servito.

Andreescu nel 2019 era quasi una macchina da guerra. Al di là del gioco, vinceva perché aveva questa aura di quasi imbattibilità costruita a livello mentale che si notava, si percepiva molto bene. Adesso quella manca e stasera è stata abbastanza fragile e scomposta, vittima dei cambi di ritmo avversari, spesso fuori posizione quando c’era da gestire uno slice, estremamente fallosa di dritto. Golubic, però, sul 5-4 nel primo set ha giocato un pessimo turno di battuta dove era sparito ritmo al servizio e non riusciva a uscire dalla frenesia del momento. Sul 5-6, ha fatto molto bene per quasi tutto un turno di battuta da sei vantaggi e 13 minuti, capitolando però al quarto set point concesso. Si è salvata, sul 5-4 e servizio nel secondo, quando ha cancellato una palla break per poi farsi avanti e chiudere al primo set point e nel terzo parziale sembrava sempre la migliore delle due in campo, avvantaggiandosi di un break sul 2-2. Nel suo momento più importante, però, Andreescu è uscita dalle sabbie mobili con due ottimi punti diretti col servizio: prima sul 2-4 30-30, poi sul 4-4 30-30. L’ace esterno nel settimo game l’ha completamente riaccesa e ha portato a un parziale di sette punti consecutivi, quello nel nono ha messo le basi per il 5-4 e portare nuovamente pressione all’avversaria.

Golubic in qualche modo si era salvata, ma sul 5-6 ha sbagliato scelta sul 30-15, quando aveva beneficiato di due brutti gratuiti di dritto della canadese ma ha puntato tutto sul suo rovescio, con uno slice di dritto finale che è rimasto docile e su cui Andreescu ha fatto valere la qualità del suo rovescio mentre lei si scioglieva definitivamente e colpiva male l’ultimo dritto della sua partita. Per Bianca, che ha potuto tirare un enorme sospiro di sollievo, al prossimo turno ci sarà Lauren Davis: dopo un inizio così delicato, il tabellone potrebbe ora darle una mano fino almeno agli ottavi.

Altri incontri

Esordi molto più agevoli per Iga Swiatek e Petra Kvitova. Per la polacca, opposta alla qualificata Jamie Loeb, una giornata tranquilla senza nemmeno palle break concesse e ben otto ace con la chiusura 6-3 6-4 che le vale il secondo turno contro Fiona Ferro, nella riedizione del loro match di terzo turno lo scorso febbraio all’Australian Open dove la numero 7 del seeding si impose in due pariziali. La ceca, invece, ha lasciato tre game a Polona Hercog (6-1 6-2) e al prossimo turno avrà di fronte Kristyna Pliskova, che si è sbarazzata di Danka Kovinic.

Capitolo teste di serie: dopo il primo turno sono tre quelle eliminate. Karolina Muchova (numero 22) sconfitta in due set contro Sara Sorribes Tormo, Veronica Kudermetova (numero 29) sconfitta 7-6 3-6 6-0 contro Sorana Cirstea e, ieri, Yulia Putintseva (numero 31) che è franata contro Kaia Kanepi. A causa poi dei forfait di Jennifer Brady (numero 13) e Aljona Ostapenko (numero 27) la parte alta ha già quattro buchi.