Roland Garros: Swiatek vince una gran battaglia contro Kostyuk. Iga torna ai quarti di finale

[8] I. Swiatek b. M. Kostyuk 6-3 6-4

A vedere il punteggio sembrerebbe una vittoria comoda, un timbrare il cartellino. Stessa storia, stesso posto, stesso bar. Iga Swiatek vince un match al Roland Garros, senza cedere set, 22 set consecutivi vinti dal primo turno del 2020 e di nuovo ai quarti di finale. Per tanti versi, però, non ci sarebbe nulla di più sbagliato. A conti fatti Marta Kostyuk ha impegnato la campionessa in carica dello Slam parigino con una prova di grande sostanza e grande combattività, alternando bene le fasi difensive e offensive, mettendo tanta pressione a una polacca che questa sera non è stata così soddisfatta del suo gioco a partire dal servizio. Eppure, il match point capolavoro le ha lasciato un sorriso enorme, perché le è riuscito un lob a una mano spalle alla rete con l’avversaria lì addosso pronta a chiudere il punto e farle continuare una fatica importante.

C’è tanto di buono dalla prestazione di Kostyuk che Iga per lunghi tratti della sua intervista in campo ha voluto elogiare lo spirito della giovanissima ucraina, facendo anche sorridere quando ha detto che in fondo ha solo 18 anni e ha davanti a sé un grande futuro. È la prima volta che parla così, quasi da giocatrice navigata ed esperta, dall’alto dei suoi 20 anni compiuti otto giorni fa. Parigi le ha cambiato la vita, e da metà ottobre dello scorso anno ha intrapreso un percorso di maturazione molto importante che questa sera, lungo il combattuto 6-3 6-4, si è contraddistinto soprattutto nell’atteggiamento avuto di fronte a un servizio che non voleva saperne di funzionare.

Il leit motiv del match era già descritto dai primi turni di battuta. Kostyuk poteva andare più spesso in affanno ma aveva un ottimo tennis e buona dose di coraggio per non farsi “chiudere” sul lato del rovescio, impedendo conclusioni facili all’avversaria che non era perfetta e dopo le prime palle break mancate è poi scivolata indietro di un break. Sul 2-1, Kostyuk è di nuovo tornata in affanno al servizio e alla fine, alla quinta chance concessa (settima complessiva) il dritto l’ha tradita. Eravamo già oltre i 20 minuti di gara e l’equilibrio era massimo, come anche i vincenti che per entrambe erano già a 16 dopo sei game. Swiatek cercava di spingere sul rovescio dell’avversaria perché aveva subito notato come il suo dritto incrociato fosse un colpo definitivo quando Kostyuk perdeva campo sul proprio rovescio, ma l’ucraina non si schiodava da una posizione abbastanza aggressiva e riusciva spesso a girare lo scambio trovando alcuni gratuiti di troppo dall’avversaria, non impeccabile già col servizio. I meriti, enormi, di Iga questa sera sono stati il mantenere una calma estrema quando sul 3-3, di nuovo sotto grande pressione, il servizio non entrava e scivolava sotto 15-40.

Qui è girata buona parte dell’incontro. 3-3 15-40, Kostyuk in grande pressione e Swiatek un po’ altalenante che non aveva tante soluzioni: o pescava angoli stretti, o doveva sempre avere un colpo in più pronto. Nemmeno la smorzata le era amica. Dopo una prima messa in corridoio sulla prima palla break della sua partita tutte le altre sono state sistematicamente riprese dalla grande corsa dell’ucraina che proprio in quel settimo game era andata 0-30 leggendo una prima smorzata e superandosi nuovamente sul 15-30. Sulla prima palla break la polacca ha servito bene, ma sulla seconda Marta era entrata nello scambio e il colpo difensivo dell’avversaria la palla ha preso il nastro impennandosi. Sembrava un comodo dritto a chiudere per l’ucraina, che però ha messo la palla fuori. L’occasione, come diceva Fantozzi, era clamorosa e l’averla mancata ha spaccato il set. Swiatek ha poi fatto il break aiutata anche da un paio di pasticci dell’avversaria e, alla fine, nel game decisivo ha ritrovato la prima salendo subito sul 40-15. Ha avuto bisogno di un terzo set point, ma alla fine un primo passo era fatto.

L’inizio del secondo set è stato caratterizzato da un calo di intensità di entrambe, due rapidi break e controbreak e nel mezzo comunque tanto equilibrio. Kostyuk continuava a essere un’ombra sulle spalle di Swiatek, facendosi continuamente sentire con numerosi incoraggiamenti al termine di ogni punto, che risuonavano ancor più forte nello Chatrier desolatamente privo di pubblico. Sul 3-3, di nuovo, il primo momento della verità: Swiatek si è trovata una chance di break dopo un brutto rovescio dell’avversaria, ma l’ha sprecato sbagliando palla su cui spingere col rovescio e facendosi trarre in tentazione da un colpo senza ritmo ma con tanto spin che le arrivava con tutto il lungolinea libero. Eppure, sul 40-40 ha trovato spazio per il primo lob “pesante” della sua serata, finito sulla riga. Sulla nuova palla break, ha cominciato lo scambio spingendo col rovescio e poi lavorando col dritto incrociato, difendendo in allungo di rovescio e raccogliendo il punto che l’ha riportata avanti.

Sul 4-3 è rientrata da 0-30 annullando anche una palla break, con l’unica prima del game, servendo poi in kick sul rovescio di Kostyuk e trovando un grande angolo per il 5-3, che le ha fatto cacciare un primo urlaccio dopo tanti momenti in cui tra un punto e l’altro continuava a parlottare tra sé e sé, molto infastidita dal proprio gioco. Ha avuto match point sul 5-3 ma il dritto in risposta era molto centrale e ha aperto lo spazio sull’incrociato e, con Kostyuk che si è tirata su, doveva tornare nuovamente al servizio e ancora sotto 0-30 ah dovuto fare affidamento alla grande calma che l’aveva portata fin lì. Due punti vinti scambiando sul rovescio e uno col dritto incrociato, vera ancora della sua prestazione. Sul match point ha provato l’ennesima palla corta su cui Kostyuk si è avventata, giocando anche un ottimo recupero di dritto che aveva scavalcato Iga, che però si è inventata un lob incredibile e messo sulla riga. Game, set, match.

22 set vinti consecutivamente, 11 vittorie a Parigi. Nessuna, però, così sofferta come questa. E ai quarti c’è un’altra ragazza che a proposito di battaglie non si tira mai indietro: Maria Sakkari, prima greca ai quarti del Roland Garros 96 anni dopo Helene Costontavlos.