Wimbledon: disastro Zverev, Djokovic sul velluto

Ufficialmente aperti i cancelli di Church Road. Sospeso e avvolto in un alone perpetuo di magia e bellezza, il tempo sacro del tennis è pronto ad ospitare due settimane di grande spettacolo, di emozioni, vittorie clamorose e tonfi altrettanto rumorosi. In un mondo che è da sempre a parte, rispetto al resto dei tornei del circuito, si scriverà l’ennesima pagina della storia di questo sport. E la prima giornata ha già detto e dato tanto.

[1] N. Djokovic b. P. Kohlschreiber 6-3 7-5 6-3

Esordio semplice per il serbo Novak Djokovic a Wimbledon, terza prova stagionale dello Slam, iniziata sui campi in erba dell’All England Lawn Tennis Club di Londra. Il numero uno del mondo, detentore del titolo degli “Championships”, si è sbarazzato al primo turno del tedesco Philipp Kohlschreiber, 57 del ranking internazionale, col punteggio di 6-3 7-5 6-3.

Vesely b. [6] A. Zverev 4-6 6-3 6-2 7-5

Dopo la prima sorpresa nel singolare femminile, ovvero l’uscita della Osaka, è arrivata pure la prima vittima illustre nel singolo maschile. Il tedesco Alexander Zverev, numero 5 del mondo e 6 del seeding, si è arreso infatti al debutto di fronte al ceco Jiri Vesely, 124 del ranking Atp, proveniente dalle qualificazioni, col punteggio di 4-6 6-3 6-2 7-5.

[22] S. Wawrinka b. R. Bemelmans 6-3 6-2 6-2

[15] M. Raonic b. P. Gunneswaran 7-6(1) 6-4 6-2

[10] K. Khachanov b. S. Kwon 7-6(6) 6-4 4-6 7-5

Stan Wawrinka parte col piede giusto, liberandosi di un impotente Bemelmans in tre set e prosegue il trend positivo, nel gioco, dimostrato già a Parigi. Certo, il belga non è un ostacolo sufficiente a valutare lo stato di forma dello svizzero, dimostratosi pronto, cinico e disposto a stare il meno possibile in campo. Con l’uscita di Zverev, nella sua parte di tabellone si è creata una voragine che lui, e altri, possono sfruttare. Tra questi, anche Milos Raonic, in scioltezza su Gunneswaran e Karen Khachanov, apparso in realtà abbastanza rigido, come se dovesse trovare le misure, nella sua vittoria contro il modestissimo Kwon, al quale ha dovuto pure lasciare un set e rischiando di allungare la sua permanenza quando, servendo per il match, si è fatto ribrekkare, prima di ritrovare la giusta quadra.

Il finalista della scorsa stagione, Kevin Anderson, si è liberato dell’esigua morsa di Herbert in tre set, così Bautista Agut, un redivivo su erba Lopez, Leo Mayer, nonostante un tiebreak nel secondo set insidioso e che ha rischiato di perdere. Il derby canadese va, come previsto, a Felix Auger-Aliassime, in un match tenuto sempre in pugno, anche nel primo set perso 7-5. Quello francese lo strappa Hubert dalle mani di Monfils, che, due set sopra, si fa recuperare e poi si ritira sotto di un break nel quinto. A proposito di rimonte e, in questo caso, di suicidi: Grigor Dimitrov. Domina due frazioni contro Moutet, cade nel tiebreak del terzo e poi il nulla. Domato nel quarto, passante per caso nel quinto.

Ampi margini di crescita continuano a coinvolgere Popyrin. L’australiano si è liberato in tre set di Carreno Busta, con una prestazione ottima. Nei primi due set ha retto, tenuto botta e colpito nei momenti fondamentali, nell’ultimo tutto in discesa.

Non stecca la testa di serie numero uno britannica, Kyle Edmund, impegnata sul Centrale contro Munar. Buona la prima anche per Goffin, Verdasco e Paire.

Moutet b. G. Dimitrov 2-6 3-6 7-6(4) 6-3 6-1

[30] K. Edmund b. J. Munar 6-4 6-4 6-4

[21] D. Goffin b. B. Klahn 6-4 6-4 6-4

Humbert b. [16] G. Monfils 6-7(6) 3-6 6-4 7-5 3-0 ret.

[28] B. Paire b. J. Londero 4-6 6-4 6-4 7-6(4)

Verdasco b. K. Majchrzak 6-4 6-4 6-4

[19] F. Auger Aliassime b. V. Pospisil 5-7 6-2 6-4 6-3

Popyrin b. P. Carreno Busta 7-6(2) 7-5 6-2

[4] K. Anderson b. P.H. Herbert 6-3 6-4 6-2

Lopez b. M. Giron 6-4 6-2 6-4

[23] R. Bautista Agut b. P. Gojowczyk 6-3 6-2 6-3