US Open uomini: altro passo verso il Fedal, bene del Potro e Thiem

[3] R. Federer b. [31] F. Lopez 6-3 6-3 7-5 (Andrea Iaccarino)

Non ci sono stati problemi per quello che crediamo di poter dire essere stato il miglior Federer del torneo, che ottiene la tredicesima vittoria su altrettanti incontri con Feliciano Lopez e può continuare la corsa al ventesimo Slam e alla prima posizione del ranking.

Federer risponde con una rapida vittoria (un’ora e quarantotto minuti) alla rimonta di Rafa Nadal che lo ha preceduto sull’Arthur Ashe ed è sicuramente un segnale importante se consideriamo le vittorie solamente al quinto contro Tiafoe e Youzhny e i dolori alla schiena che ha confessato ancora di avere. Interessante infatti come allo svizzero non sia mai capitato in tutta la sua carriera di vincere i primi due turni di uno Slam entrambi al quinto set e curioso il fatto che ai sedicesimi di uno Slam ci sia stato un incontro nel quale i giocatori in due abbiano avuto 71 anni in due.
Roger non ha dato tregua allo spagnolo, ottenendo il break sul 3-2 e lasciando all’avversario addirittura solo due punti sulla sua battuta in tutto il primo set, permettendosi così di fare suo il primo parziale per 6-3 al terzo set point. Roger tiene il pallino del gioco con le sue accelerazioni anche grazie all’avversario che non lo ha costretto a scambi lunghissimi. Sicuramente stiamo parlando di un altro giocatore rispetto alle prime due partite qui a Flushing Meadows. All’inizio del secondo Lopez è aggressivo e con due ottimi passanti prima e grazie a una stecca di Federer poi, si procura due palle break non sfruttate. Lo stesso avviene sul 4-3 quando dopo aver incassato il break lo spagnolo ha due palle per rientrare nel set ma ci pensa lo svizzero con una gran seconda e un ace.
Anche nell’inizio del terzo la musica non cambia e Feliciano concede troppe occasioni a Federer che prima si porta 3-1 e successivamente si rilassa e perde il break, ma alla fine non basta il grande servizio trovato dallo spagnolo verso la fine del match per impedire a Federer di andarsi a giocare gli ottavi con Kohlschreiber lunedì 4 settembre. Ormai per lui arrivano record su record: vince la 33esima partita su 34 in serale allo US Open (non succedeva dal 1980) ed è doveroso anche ricordare che è detentore anche del record di Slam consecutivi giocati (65), striscia interrotta l’anno scorso al Roland Garros.

[1] R. Nadal b. [LL] L. Mayer 6-7(3) 6-3 6-1 6-4 (Cristina Pozzoli)

l programma diurno dell’Arthur Ashe Stadium si chiude con un’altra vittoria sofferta di Rafa Nadal, questa volta contro il redivivo Leonardo Mayer, ancora protagonista come lucky loser dopo la finale raggiunta all’ATP 500 di Amburgo partendo dalla stessa condizione. L’argentino, numero 21 ATP come best ranking nel 2015, e 151 adesso, approfitta delle incertezze del maiorchino e fa suo il primo set. Rafa infatti apre il match con un doppio fallo dimostrandosi subito teso ma, nonostante replichi l’errore, Mayer non riesce ad approfittarne sbagliando troppo con il dritto. L’argentino fa la sua partita e gioca a viso aperto mentre Rafa non trova continuità e alterna errori inspiegabili a buone giocate ma specialmente, non riesce a far male con il dritto a Mayer che troppo spesso prende l’iniziativa nello scambio. Rischiare però costa anche qualche errore di troppo e Rafa si trova quattro palle break nel quarto game e due nel sesto che però fallisce, rimanendo troppo passivo in risposta e permettendo così a Mayer di giocare in attacco e annullarle tutte. Il parziale si decide al tie break durante il quale la tenuta mentale di Rafa si sgretola quando, sul due pari, sbaglia un dritto dal centro ad uscire per lui elementare. Il minibreak di vantaggio da fiducia a Mayer che continua a giocare in forcing e infila quattro punti consecutivi che valgono altrettanti set point. Rafa salva il primo con un servizio vincente ma poi Mayer fa altrettanto e fa suo il primo set. Nel secondo parziale continuano le difficoltà del maiorchino che nel quarto game si tira fuori da una situazione difficile solo con la grinta. Sotto 15-40 Rafa mette in campo due servizi vincenti e poi con uno smash a rimbalzo da fondo si procura la palla del due pari che realizza chiedendo anche il sostegno del pubblico per scrollarsi dal torpore. Mayer sente che l’aria sta cambiando e si fa prendere dalla fretta con due errori di misura con il dritto e poi con un doppio fallo si costringe ai vantaggi. Ancora una volta però Rafa non prende l’iniziativa in risposta permettendo a Mayer di prendere il campo con il colpo in uscita dal servizio e fallisce la palla break, così come le altre due che seguono e che portano a nove il conto totale delle occasioni mancate da Rafa per strappare il servizio all’argentino dall’inizio del match. Quella buona è la quattordicesima che si procura nel settimo game grazie ad un lob vincente dopo altre quattro opportunità bruciate. Ottenuto il tanto sofferto break, Rafa prende fiducia e dilaga mettendo a segno sette punti consecutivi con cui tiene il servizio e si procura tre set point in risposta siglando il terzo con un passante incrociato di dritto lasciandosi andare all’esultanza. Il terzo set è un assolo dello spagnolo che, liberato dalle preoccupazioni, lascia andare i colpi e travolge l’argentino continuando nel quarto aperto con un break di vantaggio. In totale controllo Rafa mette a segno il doppio break nel settimo game e va a servire per chiudere il match sul 5-2 quando Mayer, con un sussulto d’orgoglio, si fa aggressivo in risposta recuperando un break di svantaggio. Alla seconda occasione però Rafa non fallisce e chiude la partita raggiungendo per la nona volta in carriera il quarto turno degli US Open. Ad attenderlo c’è Dolgopolov vincitore senza problemi contro Troicki.

[24] J. M. del Potro b. [11] R. Bautista Agut 6-3 6-3 6-4 (Simone Milioti)

Archiviata in tre comodi set la pratica Bautista Agut per il campione dello Us Open 2009, tre set netti in poco più di due ore di gioco e ottavi di finale raggiunti per del Potro che affronterà Thiem. Curioso come i due si siano incontrati già lo scorso anno, sempre qui a Flushing Meadows e sempre in ottavi, lo scorso anno finì con il ritiro di Thiem a metà secondo set.
L’argentino, tornando al terzo turno vinto, ha giocato un match solido, affrontando lo spagnolo anche nello scambio e uscendone vincitore. A guardare le classifiche dei due verrebbe da dire che abbiamo assistito ad un nuovo scossone in tabellone, ad un’ulteriore sorpresa nel torneo, ma nonostante la testa di serie più nobile fosse Bautista Agut, il giocatore più forte specie su questi campi e soprattutto in questo torneo è Delpo.
La torre di Tandil ha giocato una discreta partita al servizio, ma è soprattutto in risposta che ha oltrepassato le aspettative. Come sempre a far la differenza il suo dritto esplosivo e anche qualche discesa a rete più o meno improvvisata ma comunque con un’ottima resa, 55% (12/22).
Nel primo parziale Palito allunga ottenendo due break consecutivi dal quinto gioco. Serve una prima volta per chiudere il set avanti 5-2 ma senza successo, Bautista non ne approfitta per mettere ulteriore pressione e concede nuovamente il secondo break di vantaggio nel nono gioco. Il secondo parziale fila via molto più liscio grazie ad un break al quarto gioco, l’argentino servendo per primo e senza rischiare mai di cedere il controbreak chiude comodamente per 6-3. Nel terzo set continua lo strapotere argentino, ancora un break ad inizio set, terzo gioco più precisamente, e servizi che scivolano via per del Potro, senza che lo spagnolo arrivi nemmeno sul risultato di parità, sino al 6-4 finale.

Le altre partite (eddi)

L’aveva detto Gael Monfils che si sarebbe ritirato già contro Young se non fosse stato il suo compleanno e ha resistito meno di due set prima di lasciare campo libero a Goffin. Il francese ha lottato per tutto il primo set poi non ne aveva più e ha preferito lasciar perdere. Goffin adesso ha una buona possibilità di andare ai quarti, ma Andrei Rublev è diventato solido e chissà se vorrà lasciar campo libero. Oggi il ragazzino russo ha vinto con autorità una partita non facile contro Dzumhur e potrebbe aver ancora voglia di stupire. Come Dolgopolov, mai visto così in palla, che dopo Berdych non ha fatto veder palla a Troicki, travolto in 47 minuti dal pirotecnico ucraino. Le cose sono andate meglio nel terzo set per il croato, ma non tanto da modificare l’andamento della partita. “The Dolgo” sarà ora l’avversario di Nadal, in uno degli ottavi più affascinanti. L’avevamo già detto: questo Dolgopolov batte questo Nadal, i dubbi sono se i due saranno gli stessi di oggi (e del torneo visto fin qui). Prosegue la marcia di Thiem, prossimo avversario di del Potro, che ha superato in sicurezza Mannarino, mentre Kohlschreiber ha sfruttato fino in fondo il varco che si era aperto per la rinuncia di Murray.

Risultati:

[1] R. Nadal b. [LL] L. Mayer 6-7(3) 6-3 6-1 6-4
A. Dolgopolov b. V. Troicki 6-1 6-0 6-4
[9] D. Goffin b. [18] G. Monfils 7-5 5-1 rit.
A. Rublev b. D. Dzumhur 6-4 6-4 5-7 6-4
[3] R. Federer b. [31] F. Lopez 6-3 6-3 7-5
[33] P. Kohlschreiber b. [PR] J. Millman 7-5 6-2 6-4
[24] J. M. del Potro b. [11] R. Bautista Agut 6-3 6-3 6-4
[6] D. Thiem b. [30] A. Mannarino 7-5 6-3 6-4