ATP Shanghai: del Potro soffre ma vince, sorprende l’idolo di casa Di Wu

L'argentino batte a fatica il qualificato Nikoloz Basilashvili, piegato solo 6-4 al terzo. La wild card cinese ha la meglio su Chardy.

del Potro
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Juan Martin del Potro, in tabellone come testa di serie numero 16, ha faticato più del previsto per superare il qualificato Nikoloz Basilashvili, piegato solo 6-4 al terzo. Dopo un primo set senza storia in cui l’argentino ha concesso solo due punti al servizio, nel secondo ha subito l’iniziativa del georgiano che più volte è riuscito ad insistere sulla diagonale sinistra inchiodandolo nell’angolo per poi andare a segno con il dritto inside-in a campo aperto. Il terzo parziale, dopo un sostanziale equilibrio scandito dai servizi e due palle break salvate dal georgiano nel sesto game, ha visto Delpo in enorme difficoltà nel nono game durante il quale ha salvato ben quattro pericolosissime palle break e poi ha tirato fuori tutta la sua personalità strappando il servizio al suo avversario nell’ultimo gioco.

E c’è un secondo turno interessante per del Potro che dovrà guardarsi dall’assalto di Andrey Rublev vincitore oggi anche lui al terzo contro Damir Dzumhur. Ormai il diciannovenne moscovita non è più una sorpresa e non sarà per l’argentino una partita facile.

Il programma si è chiuso con l’incredibile vittoria della wild card locale Di Wu, numero 233 del mondo che ha superato il francese Jeremy Chardy, numero 83 e proveniente dalle qualificazioni. Decisivo a tutti gli effetti ai fini del risultato è stato il tie-break del primo set durante il quale, nel terzo e nel sesto punto, Chardy ha perso gli unici due punti del parziale con il servizio a disposizione.

Al momento decisivo il cinese, che in precedenza aveva salvato tre palle break, non ne invece concessi prendendosi il set. Il contraccolpo psicologico ha mandato ko il francese che ha perso subito il servizio nel primo game del secondo e poi ancora nel settimo arrendendosi definitivamente. Per Wu adesso ci sarà il vincente del match tra Nick Kyrgios e Steve Johnson.