Shapovalov: “Posso competere con i big, ma solo lavorando duramente”

La conferenza stampa di Denis Shapovalov, sconfitto negli ottavi di finale degli US Open da Pablo Carreno Busta: "Ho assolutamente bisogno di tornare ad allenarmi, voglio sempre migliorare per ottenere risultati come questi e magari, in futuro, sollevare un trofeo prestigioso".

È stato un momento toccante quello in cui ti sei fermato, hai posato la borsa e hai ringraziato il pubblico mentre lasciavi il campo. Puoi descriverci le emozioni di quel momento?

Onestamente, è stato davvero divertentissimo essere testimone di questa atmosfera, essere parte di quest match e di tutte queste due settimane. È un altro di quegli eventi che ti cambiano la vita, e prima di tutto lo è grazie al pubblico. Mi hanno sostenuto tanto in questi ultimi due mesi. Mi hanno davvero supportato e accompagnato verso i miei risultati. Senza di loro, ne sono abbastanza certo, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Ovviamente, grazie anche al mio team, hanno lavorato così duramente per me. Tanti dei membri del mio team stanno rinunciando a del tempo con le rispettive famiglie e i figli per essere qui con me. Onestamente significa tantissimo il fatto che loro stiano cercando di ricavare del tempo per me.

Infine, vorrei ringraziare i miei genitori. Purtroppo, non sono potuti essere qui. Mia mamma mi ha detto che se avessi vinto oggi proverà ad essere qui per il prossimo incontro, ma è troppo difficile con i suoi studenti e lei non vuole sentirsi come se li stesse tradendo, e lo comprendo pienamente. Sapete, per lei, i suoi alunni hanno sempre la priorità. Insomma, va così.

Sei stato protagonista di una grande cavalcata qui. Che lezioni hai imparato durante questa esperienza?

La lezione più importante è che sono in grado di competere con questi ragazzi. Ma credo ancora di avere tantissimo lavoro da fare.

Sì, voglio dire, sono stati solo due tornei, ma mi sento davvero come se debba lavorare tantissimo durante la prossima offseason per provare a conservare la mia posizione in questi ranking ed essere ancora in grado di competere con questi ragazzi ogni settimana.

Hai parlato tante volte di come questo sia stato un evento che ti ha cambiato la vita. Cosa credi possa portare al movimento tennistico canadese ciò che hai fatto durante l’ultimo mese?

Sì, credo che probabilmente sia una delle cose che mi rende più orgoglioso. Per me, come ho già detto, l’obiettivo è quello di innalzare il livello del tennis canadese in modo tale da avere più bambini che prendono la racchetta in mano al posto della mazza da hockey. Credo sicuramente di aver aiutato il movimento a fare in modo che ciò succeda, e spero di poterlo continuare a fare.

So che un sacco di gente ha twittato parlando di me senza neanche seguire il tennis, e ora stanno iniziando a conoscere questo sport, proprio perché sto facendo bene.

Tutto questo mi ispira moltissimo. Mi fa venire voglia di continuare a lavorare duramente in modo tale da motivare questi bambini a prendere in mano una racchetta e diventare un giocatore come Milos (Raonic, ndr) o Vasek (Pospisil, ndr), o anche come me.

Quali sono i ricordi più belli degli ultimi dieci giorni?

I più bei ricordi degli ultimi dieci giorni? Onestamente, credo sia stato il suono, il boato del pubblico nel momento in cui ho appoggiato a terra la mia borsa e li ho applauditi.

Sì, stavano urlando tutti. C’era molto fracasso, ed è stato un grande momento per me.

Questo momento ha sicuramente un posto speciale nel mio cuore e adesso, di sicuro, New York sarà sempre un posto speciale per me.

Spero di poter tornare qui per molti altri anni e cercare di creare un po’ di problemi (agli avversari, ndr).

Descrivi il match dal tuo punto di vista.

Sì, credo di avere avuto tante possibilità. Non credo di aver giocato allo stesso livello delle scorse due settimane, ma questo è il tennis. Succede.

Credo che Pablo abbia giocato un grandissimo match. È rimasto concentrato mentalmente nei punti cruciali. Sì, ha giocato tre tie-break meglio di me. Sono molto deluso per non aver mantenuto i miei vantaggi.

Ma alla fine della fiera, questo è il tennis. Ho ancora tantissime cose da imparare. Sì, quindi spero di tornare qui e magari andare più in fondo rispetto a quest’anno.

Sembri un ragazzo che sogna in grande. Quanto ti aiuterà nel tuo approccio al furto avere realizzato alcuni dei tuoi sogni durante quest’estate?

Sì, voglio dire, i miei obiettivi erano, sempre molto fattibili. Ovviamente non mi aspettavo di arrivare così lontano a questo punto della stagione. Il mio obiettivo era essere 150 del mondo entro fine anno. E questo pensavo fosse un ottimo obiettivo da porsi. Credevo fosse difficile ma comunque realizzabile.

Sì, mi sento come se dal torneo del Queen’s ho innalzato il mio livello. Ho portato Berdych fino al 7-5 al terzo. Da lì in poi, ho avuto quella fiducia che mi ha fatto capire di essere in grado di affrontare ad armi pari questi giocatori e di poter anche batterli. Ovviamente annullare quattro match point alla Rogers Cup mi ha aiutato incredibilmente. Sarei potuto essere eliminato già al primo turno.

Dopo quella partita, sto giocando ogni match con fiducia, solo la fiducia che ho in me stesso. Ho sempre desiderato di giocare questi match contro questi giocatori, quindi per me è divertentissimo scendere in campo. Credo che sicuramente questo mi aiuti durante i match.

Dato ciò che hai fatto qui, quanto sei fiducioso sulle tue possibilità di arrivare fino in fondo in uno Slam?

Sicuramente, c’è ancora tantissimo lavoro da fare. Sto giocando un tennis incredibile per adesso, ma, sì, non sarà così ogni settimana.

Sono stato molto fortunato, sto giocando molto bene. Ci saranno molte settimane difficili in futuro, e sono pronto per affrontare anche quelle.

Credo di avere assolutamente bisogno di tornare a lavorare, e il mio team sta facendo di tutto per assicurarsi che, prima di tutto, io stia in salute, e secondariamente, io cerco sempre di migliorare in modo tale che magari possa avere altre cavalcate in futuro. Spero, alla fine, nel lungo termine, di poter sollevare una coppa.