Raonic: “Fino a due giorni fa non riuscivo a tenere la racchetta in mano”

Intervista a Milos Raonic dopo la sconfitta per mano di Mannarino al secondo turno del Masters 1000 di Montreal: “Spero di riuscire a tenere sotto controllo il polso in vista degli US Open”.

Puoi dirci cosa è andato storto dall’inizio della partita?
Sì. Sono partito piano e lui era in fiducia su quella superficie. Poi ho cercato di tornare e recuperare il mio gioco ma non ho servito bene e non sono riuscito a fare nulla di quello che volevo. Lui è stato bravo ad approfittarne e dominare il gioco. Non sentivo bene la palla. Ma così è andata. Lui ha giocato in un’unica maniera rendendo il tutto difficile per me. Ho solo provato a fare ciò che potevo con le armi che avevo ieri.

Quanto frustrante è stato, con una partenza così lenta, perdere otto punti di fila? Ho notato che avevi problemi col rovescio, puoi parlarcene?
Già non è stato un inizio davvero divertente e non è stato divertente giocare come ho giocato. Stavo soffrendo in campo. È stato difficile per me trovare il giusto colpo col rovescio, ho cercato di utilizzare lo slice un po’ di più ma non sono rientrato in partita come speravo.

Ovviamente la delusione è ancora maggiore per il fatto che hai perso qui in Canada…
Sì decisamente. Volevo avere un finale diverso qui. Ma è andata così. Fortunatamente riuscirò a riprendermi in fretta da questa sconfitta perché oggi non ho avuto davvero un livello di tennis di cui esserne orgoglioso.

Oggi il tuo avversario sembrava rispondere molto bene al servizio a differenza di come fanno di solito gli altri tennisti. Quanto importante è stato capire la traiettoria o semplicemente il servizio non ha funzionato come ti aspettavi?
Beh non sono stato abbastanza preciso sulle cose che lo dovevano essere. Col servizio, ad esempio, ho lasciato che tante cose prendessero il sopravvento su di me e non mi sono concentrato abbastanza per renderlo difficile da intuire. Mi sono fatto prendere da preoccupazioni ed altri problemi quando avrei dovuto restare solo concentrato nel far bene il servizio e creare il mio gioco.

Abbiamo appena parlato con Mannarino e lui sapeva dei tuo problemi di polso e probabilmente ha spinto più sul rovescio per questo. Te ne eri reso conto in campo?
Sì sapevo dall’inizio che lui sapeva che sarei stato il più possibile lontano da quel colpo ed in realtà ha iniziato a spingere più sul mio dritto, anche sul servizio. Ma come hai visto, nei momenti più importanti, ha spinto dall’altro lato e lì non ho potuto fare molto. Il mio infortunio non sta peggiorando ma ora sono nella condizione di mordermi la lingua e cercare di tenere il dolore sotto controllo.

Dopo questa sconfitta come ti vedi per gli US Open?
Abbastanza in fiducia. È un infortunio che hanno un sacco di tennisti ma per me è stata dura negli ultimi giorni. Non ero neanche capace di tenere la racchetta due giorni fa ed è per questo che ho chiesto di avere più ore possibili prima di entrare in campo. Quindi spero che quello di ieri non fosse un ritorno e che in questi giorni possa riposarmi e tenerlo sotto controllo.

Sai come te lo sei procurato? Lo avevi mai avuto prima?
Avevo avuto delle piccole avvisaglie. Sai se giocavo troppi rovesci magari mi faceva male ma il giorno dopo bastava non usassi molto quel colpo e ritornava a posto in 24/36 ore. L’ultima volta che mi è successo è stato poco prima dei quarti a Wimbledon, dopo la lunga partita con Zverev ma mi è passato rapidamente. Stavolta invece ci sta mettendo più tempo.