ATP Montreal: semifinale tra Shapovalov e Zverev, il futuro del tennis è adesso

Stavolta ci siamo, al Masters 1000 di Montreal tre "nuovi" semifinalisti su quattro. Gli ultimi, Shapovalov e Alezander Zverev hanno appena 38 anni in due, poco più dell'età di Federer.

[4] A. Zverev b. K. Anderson 7-5 6-4 (Cristina Pozzoli)

A distanza di cinque giorni dalla finale dell’ATP 500 di Washington Sascha Zverev e Kevin Anderson si trovano ancora di fronte per giocarsi un posto in semifinale al Master 1000 canadese. Il risultato non cambia, vince ancora Zverev alla quarta vittoria su quattro incontri in carriera contro il sudafricano.
Il match si apre con Anderson al servizio e, dopo i primi due game in cui si vedono solo ace o prime vincenti, nel terzo Zverev inverte la tendenza trovando buona profondità in risposta. Giocando in spinta, il tedesco trova angoli pazzeschi e va a segno con il dritto e con il rovescio. Anderson cerca di sorprenderlo con un serve & volley ma si trova la palla nelle stringhe e concede palla break sulla quale commette doppio fallo. L’occasione è ghiotta per mettere le mani sul set ma Sascha non la sfrutta. Avanti 40-0 il tedesco si rilassa, commette due doppi falli e manda un dritto in corridoio trovandosi ai vantaggi. Dopo aver fallito un’altra palla del 3-1, Zverev si fa ancora aggredire dalle risposte profonde di Anderson e, con due errori di dritto in uscita dal servizio, subisce il contro break. Ristabilito l’equilibrio il parziale va avanti seguendo l’ordine dei servizi fini all’undicesimo game in cui Anderson non mette la prima con costanza e sulle seconde Zverev si avventa come una furia trovando la palla break con una risposta vincente di dritto seguita da una fucilata di rovescio che costringe il sudafricano all’errore sotto rete. Chiamato a servire per il set Zverev si fa sorprendere da due risposte aggressive di Anderson e poi con tre gran prime di procura il set point che fallisce con un doppio fallo. Dopo aver coraggiosamente annullato una palla del contro break Zverev, costretto a scendere a rete, chiude il set con una difficile volée di dritto dal centro ad uscire.
Il secondo set si apre sulle orme del primo. Dopo due rapidi game dominati dai servitori, nel terzo Anderson cede il servizio da 40-15. Zverev risponde bene, il sudafricano ci mette del suo con due doppi falli e poi trova un ace e una prima vincente per annullare due palle break. Il tedesco però infila altre due risposte vincenti con il dritto e allunga. Questa volta Sascha non si distrae, serve con precisione e sale 3-1. Anderson continua a crederci e si procura l’occasione per riprendersi il break di svantaggio nell’ottavo game durante il quale Zverev, avanti ancora 40-0 smarrisce la prima permettendo al sudafricano di prendere l’iniziativa in risposta. Sascha salva la palla break con un punto difficilissimo giocato in difesa e tiene il servizio contenendo le incursioni di Anderson che alla fine sbaglia. Il traguardo è vicino, a Zverev manca solo un turno di servizio per chiudere e si concentra su quello. Dopo aver lasciato il nono game a zero al sudafricano, Sascha mantiene i nervi saldi e con il nono ace sigla la vittoria che vale la seconda semifinale stagionale in un Master 1000.
Il vincitore degli Internazionali d’Italia è atteso da una sfida affascinante con la wild card locale Denis Shapovalov, giustiziere di Rafa Nadal, nella semifinale più giovane della storia di un Master 1000: 38 anni in due. Il futuro del tennis è qui.

[WC] D. Shapovalov b. A. Mannarino 2-6 6-3 6-4 (Andrea Iaccarino)

Denis Shapovalov non fallisce la sua prova del nove e  sconfigge in rimonta in tre set Mannarino in due ore e ventisette minuti dopo un inizio pessimo, guadagnandosi la sua prima semifinale in un Masters 1000, che giocherà contro Alexander Zverev.

Comincia malissimo Shapovalov che non ha ancora smaltito la sbornia del successo contro Nadal e regala a Mannarino due break di vantaggio: 4-0 per il francese in appena venti minuti. Il tennista classe ’99 annulla dopo un game lunghissimo anche cinque palle break sul 4-0 ma il set ormai è compromesso e Mannarino lo porta a casa alla prima occasione con il punteggio di 6-2.

Anche nell’inizio del secondo set il tennista francese serve benissimo, tanto che in cinque turni di battuta di Mannarino Shapovalov ottiene il misero bottino di soli quattro punti. Nonostante la bassa percentuale di prime palle nel secondo set (38%) la wild card locale però riesce ad aggrapparsi al servizio con qualche colpo brillante. Nel sesto game arriva però il colpo di scena: la partita viene sospesa per pioggia per dodici minuti e alla ripresa Mannarino è destabilizzato: perde il servizio e così il canadese può condurre fino al punteggio di 6-3: sarà terzo set.

Al terzo il giovane tennista canadese chiede aiuto alla battuta e salva tre break point sull’1-1 che si riveleranno poi fondamentali. Nel turno successivo Shapovalov piazza il break, ma Mannarino lo recupera immediatamente. I due tornano solidi al servizio fino al nono game, quando il francese salva la prima palla break, ma non la seconda. Il canadese non trema e chiude nel game successivo.

Escludendo i troppi errori in alcune fasi dei match, tutto sommato è lo Shapovalov che abbiamo conosciuto in questo torneo: un tennista che spinge tutto fino all’ultima palla, capace di vincere partite da veterano contro un maratoneta come Nadal nonostante i suoi diciotto anni.
È una vittoria di fondamentale importanza che lo porta in proiezione alla posizione numero 66 del ranking; probabilmente lo vedremo a Milano.