Kyrgios: “Non ho mai desiderato di essere come Roger”

L'australiano dopo il quarto di finale vinto contro l'amico e rivale Alexander Zverev: "Il ginocchio va bene, contro Roger dovrò servire e giocare al massimo".

Parlaci del primo punto del sesto game nel terzo set, dove hai chiesto il challenge. Lui poi avrebbe ottenuto il break
C’è stata un po’ di confusione, so di aver chiamato il challenge un pelo tardi, mi aspettavo la chiamata fuori. Credo che la palla fosse decisamente fuori e neppure di poco, ma non vedo come l’arbitro possa aver sbagliato, soprattutto a quel punto del match. Quel che mi ha frustrato di più è stato vedere l’arbitro ridere alla fine del game, né io né Alex l’abbiamo trovato divertente.

Fuori dal campo tu ed Alex siete amici, ciò influenza il tuo modo di stare in campo? Sapevi che non era a suo agio per quella chiamata, cos’hai pensato in quel momento?
La situazione specifica non mi ha influenzato. Con Alex ci rispettiamo a vicenda, giocheremo molte volte l’uno contro l’altro, ci incrociamo quasi settimanalmente. Deve rimanere così: competitivi in campo, con la voglia di batterci a vicenda.

Ora c’è Federer. Come puoi sconfiggerlo?
È il più grande di sempre, la sua forza è togliere il tempo all’avversario. Gioca aggressivo sulla risposta, gli piace fare serve&volley e chiudere rapidamente i suoi turni di servizio. Ha avuto un inizio 2017 pazzesco, ci ho già giocato e so cosa mi attende. Cercherò di non pensarci, ho tutta una giornata davanti e voglio rilassarmi. Proverò a servire e giocare al meglio, secondo il mio stile.

Hai una chance concreta di vincere qui. Cosa ti apporterebbe mentalmente un titolo a Miami?
Non so quante possibilità ho, devo giocare contro Federer e probabilmente Nadal, due tra i più grandi. Anche l’anno scorso sono arrivato alle semifinali, e pensavo di aver migliori possibilità. Dovevo giocare contro Federer la settimana scorsa, non è successo per colpa del virus, domani scenderò in campo e darò il meglio. Vivo il presente, sarebbe poco rispettoso nei suoi confronti pensare già alla finale.

Roger prima diceva di essere cresciuto guardando i suoi idoli tennistici in TV. Anche tu da piccolo guardavi Roger e volevi diventare come lui?
Non credo di aver mai desiderato di essere come lui. Ovviamente nei tornei under-12 e under-14 lo vedevo in TV, ma guardavo anche Monfils e andavo agli allenamenti di Tsonga. Per me la cosa più surreale è condividere adesso lo spogliatoio con loro, giocarci contro e poterli battere.

Oggi è stato un bel match, è stato appassionante vedere la vostra amicizia e rivalità. Avete avuto molti scambi pazzeschi dal punto di vista fisico.
Sì, ce la siamo giocata alla grande, fino all’ultimo punto. So che con lui devo mettercela tutta, oggi è stato così e sono riuscito a batterlo. Giocheremo tantissime altre volte insieme, lui ha 19 anni e io solo due di più, migliorandoci reciprocamente. Rispetto a Indian Wells, credo di non esser riuscito a rispondere altrettanto efficacemente al suo servizio e che lui abbia servito meglio le prime. È un grande atleta e si muove molto bene, ma durante il match non ci penso e provo solo a dare il massimo.

Come va il ginocchio?
Sono scivolato leggermente, arretrando su uno smash. Il ginocchio sinistro mi ha sempre dato qualche fastidio, ma credo che sia tutto OK.