US Open, Kerber contro Pliskova: analisi, segreti e precedenti delle 2 finaliste. Chi sarà la nuova campionessa?

TENNIS – Di Diego Barbiani US OPEN. L’unica cosa certa, a poche ore dalla finale femminile dello US Open, è che New York avrà una nuova padrona. Che sia Angelique Kerber, che sia Karolina Pliskova, nessuna delle 2 si era mai spinta così lontano a Flushing Meadows ed anzi, per la ceca, si tratta in […]

TENNIS – Di Diego Barbiani

US OPEN. L’unica cosa certa, a poche ore dalla finale femminile dello US Open, è che New York avrà una nuova padrona. Che sia Angelique Kerber, che sia Karolina Pliskova, nessuna delle 2 si era mai spinta così lontano a Flushing Meadows ed anzi, per la ceca, si tratta in assoluto della prima finale a livello Slam.

Entrambe le nazioni, inoltre, non vedevano la coppa da così vicino da tantissimo tempo: l’ultima tedesca ad arrivare in finale su questi campi fu Steffi Graf, nel 1997; l’ultima ceca Helena Sukova nel 1993, battuta proprio da Graf.

Per la neo n.1 del mondo si tratta della terza finale Slam stagionale, fatto che nel circuito femminile ad eccezione delle Williams non si verificava dal 2006 quando a riuscirci (in 4 tornei su 4) fu Justine Henin. Per la ceca, invece, la prima finale è arrivata nella stessa circostanza in cui per la prima volta si è spinta oltre al 3° turno, diventando anche l’8° giocatrice a battere nello stesso torneo sia Venus che Serena Williams, la prima da Jelena Jankovic a Roma nel 2010. Proprio il successo sulla trentaseienne statunitense ha cambiato il suo percorso, perché dopo un inizio molto leggero con Sofia Kenin e Monsterrat Gonzalez nei primi 2 turni, avere a che fare con entrambe le Williams e venirne comunque fuori è simbolo di un ottimo stato di forma. E’ in serie positiva da 11 partite, considerando anche le 6 di Cincinnati, torneo in cui si è sbloccata a livello Premier battendo una dopo l’altra Svetlana Kuznetsova, Garbine Muguruza e proprio Kerber in finale. Quel giorno, la tedesca fu spazzata via con un perentorio 6-3 6-1 e mancò la prima chance di diventare n.1, traguardo raggiunto grazie al successo della stessa Pliskova su Serena Williams. “Pliskova toglie, Pliskova dà” scrivevamo dopo il successo della ceca in semifinale.

Adesso, però, per Kerber è giunta l’ora della rivincita. I precedenti dicono 4-3per la tedesca, ma il primo incontro è datato 2011, quando Pliskova era ancora molto inesperta. Kerber è avanti 2-1 nel computo delle finali disputate e 3-2 nelle sfide sul cemento. Vediamo ora i punti di forza dell’una e dell’altra:

KERBER

Forma fisica → La tedesca ha messo l’accento in conferenza stampa su un dettaglio: “Sto bene, ho giocato tanto in questa estate ma il giorno di riposo mi darà modo di essere al 100% nella finale di sabato”. Da Wimbledon ha giocato 5 tornei, raggiungendo 4 finali e 1 semifinale. A Cincinnati giocò un torneo particolare dove arrivò la finale ma il suo livello era in netto calo rispetto ai primi giorni dell’evento e tutta la stanchezza accumulata tra Olimpiade di Rio de Janeiro (altro emisfero, praticamente altro continente) e Cincinnati si è manifestata in un match a senso unico in favore della sua avversaria dopo però aver sofferto fin dal match dei quarti di finale contro Carla Suarez Navarro.

Fase difensiva/offensivada marzo 2015 Kerber ha snaturato il proprio gioco diventando una giocatrice che non solo difende molto bene ma sa anche impostare azioni offensive e variare le 2 fasi a piacere anche nel corso dello stesso punto. Sarà importante per lei mischiare le carte per cogliere preparata una giocatrice che sa spingere molto bene ma può pagare alla lunga se fatta muovere può concedere qualcosa.

I passantispecialità della casa. La migliore giocatrice nel circuito WTA per qualità, precisione e costanza nel giocare passanti anche tra i più difficili che si possono vedere. In Australia il match point per superare per la prima volta in carriera Victoria Azarenka fu un colpo in allungo ed in controbalzo che tolse il tempo alla bielorussa, incapace di recuperare spazio con la curva mancina data alla palla. In finale Serena fu trafitta da una quindicina di passanti sontuosi. A Wimbledon Venus Williams aveva attaccato profondissimo col dritto eppure Kerber era riuscita non solo ad arrivarci ma a giocare un perfetto incrociato che le è valso la prima finale ai Championships.

Smorzatepuò essere l’elemento a sorpresa. Non ne gioca parecchie, ma sente molto bene la palla e sa come giocare il punto seguente, se un lob o un passante. Contro Serena Williams, a Melbourne, fece 2 punti in un momento chiave del terzo set che l’hanno aiutata in maniera considerevole a raggiungere il primo trofeo Slam. Pliskova, se mossa in avanti, può anche lì concedere spazio per chiudere il punto a proprio favore.

PLISKOVA

Servizioil colpo migliore, ma con una piccola pecca: la seconda non troppo all’altezza. Quando mette in campo la prima può essere letale, pur essendo Kerber tra le migliori ribattitrici del tour, ma con la seconda può avere difficoltà in più perché è sì lavorata ma non ha troppa velocità. Servirà dunque un’ottima percentuale, e soprattutto non tremare.

Colpi da fondosa generare tanta potenza, ma dovrà fare molta attenzione dall’altra parte della rete. Kerber in questo torneo ha avuto a che fare con 2 avversarie che spingevano molto forte: Mirjana Lucic Baroni e Petra Kvitova. E’ preparata a lottare ed a non avere lei il pallino del gioco in mano, e ne è sempre venuta fuori abbastanza bene, con un primo set dominato ed un secondo un po’ più complicato ma senza mai dover ricorrere al 3°. Pliskova è più in forma e sta vivendo il mese più felice della sua carriera, quello che probabilmente le cambierà obiettivi e sogni per i mesi futuri, intanto però dovrà essere brava a tenere alta la concentrazione pur nel caso di dover giocare 4 vincenti per ottenere 1 punto.

Colpi smorzaticome Kerber, anche lei sente molto bene la palla. Alle volte sembra non faccia minimamente fatica a colpire eppure escono bordate impressionanti, altri è bravissima a spezzare il ritmo con un chop di dritto o una smorzata. Contro una giocatrice a cui piace giocare di ritmo questo può essere un vantaggio, a patto però di non abusarne perché può diventare leggibile.

Forma fisica → non può essere altrimenti, con 2 finali negli ultimi 2 tornei, battendo diverse top-10 tra cui le Williams, la stessa Kerber e Garbine Muguruza. L’importante sarà non avvertire il peso di giocarsi il primo titolo Slam e da questo punto di vista dovrà “imitare” proprio Kerber: in quanti si aspettavano una partita come quella che disputò a Melbourne contro Serena Williams? Il pronostico era ancor di più a favore della futura n.2 del mondo, con un solo successo tedesco risalente al 2012, eppure senza il minimo timore è entrata in campo giocando da campionessa.

Analizziamo, infine, i loro 7 precedenti cercando alcune chiavi di lettura in comune.

  1. Kerber b. Pliskova 6-2 6-2, 1° turno WTA Copenaghen 2011 (cemento indoor)

    Poco da dire, più che altro perché sia Kerber (che ancora stava vivendo l’anno più brutto della sua carriera) che Pliskova (troppo acerba) dovevano ancora farsi notare nel circuito

  2. Kerber b. Pliskova 7-6(2) 6-4, 1° turno WTA Doha 2014 (cemento outdoor)

    Karolina poche settimane prima aveva perso in finale a Pattaya da Ekaterina Makarova, ma rispetto a 3 anni prima era già una giocatrice più impostata, mi
    gliorata da dopo la vittoria a Kuala Lumpur del 2013 e che di lì a poco sarebbe entrata in pianta stabile tra le prime 100. Kerber fece molta più fatica e da qui in avanti non ebbe più match facili

  3. Pliskova b. Kerber 7-6(5) 6-4, QF Norimberga 2014 (terra outdoor)

    Primo successo della ceca, nel primo torneo dove poi fece finale sulla terra rossa. Vittoria significativa, perché sulla terra rossa non ha mai raggiunto risultati eccelsi. Va detto comunque che Kerber giocava in Germania soprattutto per obblighi, soprattutto visto che il torneo capita la settimana prima del Roland Garros.

  4. Pliskova b. Kerber 6-2 6-2, SF Sydney 2015 (cemento outdoor)

    Partita super della ceca, che mise in mostra tutte le sue doti contro una Kerber in crisi di identità, che avrebbe poi perso al primo turno dell’Australian Open da Irina Camelia Begu e poi fece 2 game con Francesca Schiavone. I problemi con Benjamin Ebrahimzadeh, ex coach, stavano diventando incurabili, il suo gioco non funzionava più ed in campo si lamentava parecchio della propria condizione. La miglior giocatrice andò in finale, e combattè punto a punto con Petra Kvitova, cedendo solo dopo 2 tie-break.

  5. Kerber b. Pliskova 6-7(3) 6-3 7-6(5), F Birmingham 2015 (erba)
    Prima partita sull’erba, prima finale tra le 2. Un match estremamente combattuto, bello, con tanti vincenti ed incertezza fino alla fine. Pliskova era forse favorita, ma la sfida si decise a favore della tedesca che stava vivendo la sua rinascita sportiva dopo il ritorno in panchina di Torben Beltz che aveva già fruttato due titoli tra Charleston e Stoccarda

  6. Kerber b. Pliskova 6-3 5-7 6-4, F Stanford 2015 (cemento outdoor)

    Una finale strana, dove Kerber dominò il primo set e fu avanti 3 volte di un break nel secondo. Non riuscì a chiudere e Pliskova reagì andando al 3° set e prendendo a sua volta per 2 volte un break di vantaggio. Kerber sembrava particolarmente affaticata, ma dal 2-4 diede un’ultima ed imprevista accelerata al suo rendimento con 4 game che la portarono in paradiso: 4° torneo vinto in poco più di 4 mesi dopo i 4 vinti in tutta la carriera. I primi passi verso il n.1 del mondo furono messi grazie a questi traguardi.

  7. Pliskova b. Kerber 6-3 6-1, F Cincinnati 2016 (cemento outdoor)

    Karolina è riuscita a spezzare la serie di vittorie di Kerber qualche settimana fa, nella finale giocata in Ohio. Le lasciò 4 game, giocò una delle partite più belle della carriera prima di arrivare a New York e fare sfracelli.